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Allergie in viaggio

Milioni di italiani viaggiano all’estero ogni anno, il 40% fuori dall’Europa: un terzo dei turisti sceglie l’Africa, L’America o l’Asia e la percentuale dei viaggiatori che si ammala va dal 15 al 64% a seconda delle destinazioni. Tra questi vi sono ovviamente anche i soggetti allergici. Per aiutarti ad evitare problemi, l'ARCAA (Associazione di ricerca clinica in allergologia e asmologia) ti spiega tutto quello che devi sapere prima della partenza e dopo il ritorno.

Le allergie in vacanza
© Getty Images

Soggetti allergici in viaggio: quali sono i rischi?

Viaggiare implica dei cambiamenti nell’ambiente e nello stile di vita e quindi la possibilità di entrare in contatto con nuovi allergeni respiratori, cutanei o alimentari o con allergeni nei confronti dei quali il paziente è già sensibilizzato, ma fuori stagione e in concentrazioni più elevate. Il viaggiatore può inoltre essere esposto a reazioni incrociate.

Per queste ragioni il rischio di avere una crisi allergica è più elevato durante i viaggi e ed essa può risultare più grave in caso di isolamento.

I rischi di allergie durante il trasporto aereo

Circa il 10% dei viaggiatori che prendono l’aereo viene colpito da malattie croniche come l’asma. Le urgenze respiratorie rappresentano la terza emergenza in volo, a causa di cambiamenti della qualità dell’aria (presenza di contaminanti o di allergeni), della ventilazione, i cambiamenti della pressione e della climatizzazione, stress ecc., fattori in grado di nuocere ai pazienti con asma allergica. I viaggi in aereo, tuttavia, in genere non comportano rischi per i pazienti asmatici ben controllati, perché l’aria delle cabine è filtrata e contiene poche impurità e inoltre presenta una bassa umidità (poco favorevole alla proliferazione degli acari) e non contiene pollini.

Per respirare l'aria più pura possibile è consigliabile prendere posto nella parte anteriore dell’aereo, perché il sistema di pressurizzazione inietta l’aria nella parte anteriore e la valvola di scarico è situata nella parte posteriore. È possibile tuttavia che lo stress legato al viaggio rappresenti il fattore scatenante di un attacco d’asma.

Nella pratica e come misura di precauzione, è sconsigliabile prendere l’aereo appena dopo una grave crisi d’asma o se la malattia non è ben controllata. Si raccomanda di tenere con sé i trattamenti in cabina: il broncodilatatore ad azione rapida deve essere tenuto a portata di mano in caso di crisi; gli aerosol dosatori non devono essere depositati nella stiva perché si svuotano a causa della depressurizzazione, ed è quindi obbligatorio avere con sé la prescrizione medica per poter giustificare la presenza dell’aerosol in cabina passeggeri.

In caso di allergia alimentare

I trasporti aerei rappresentano un rischio significativo, perché nessuna compagnia è in grado di assicurare pasti senza allergeni, ma esistono pochi dati disponibili al riguardo perché le crisi allergiche sono spesso gestite dai pazienti stessi senza essere dichiarate al personale di cabina e le evacuazioni d’urgenza sono rarissime. Gli allergeni più frequenti sono l’arachide (73%), la frutta a guscio (8%) e i semi (sesamo 4,5%).

Il consiglio pratico alle persone con allergia alimentare è di informarsi prima della partenza sui farmaci necessari in caso di reazione e se la compagnia aerea prevede un protocollo di intervento in caso di reazione allergica grave. Durante il volo è consigliabile evitare di mangiare in aereo o portare un cestino da viaggio, soprattutto nelle lunghe tratte. Tutti i pazienti devono inoltre tenere in cabina il kit di pronto intervento: antistaminico, corticosteroidi per via orale, broncodilatatore, due kit di adrenalina autoiniettabile (con certificato medico in inglese). Si raccomanda infine di informare il personale di bordo e soprattutto di avvertire alla minima reazione.

I rischi allergici durante il soggiorno

Gli allergeni perenni (presenti tutto l’anno)

Sono i seguenti:

• Gli acari della polvere domestici, molto comuni, sono gli allergeni maggiormente associati all’asma, sono presenti in ogni clima e l’umidità favorisce l’aumento del loro numero.

• Gli acari tropicali, presenti nei luoghi caratterizzati da alte temperature e umidità elevata. L’ingestione di farine contaminate da questi acari può provocare reazioni allergiche anche gravi.

• Le blatte, soprattutto quelle tropicali, possono essere presenti in ogni clima e in particolare nelle case molto vecchie.

• Gli allergeni animali (del gatto, del cavallo, ecc.), trasportati sui vestiti, possono essere presenti nel luogo di soggiorno o sul mezzo di trasporto.

• Il caucciù e il lattice sono presenti nelle attrezzature per l’immersione, i preservativi ecc.

Gli allergeni stagionali

I pollini delle graminacee sono la principale causa di allergia ai pollini in molte parti del mondo e costituiscono il 20% della vegetazione del pianeta, rappresentano gli elementi dominanti delle praterie, delle steppe e delle savane e ne esistono 10.000 specie, di cui più di 400 in Europa. Esiste un’elevata reattività incrociata tra le specie europee e quelle dell’America del Nord, mentre le reazioni incrociate tra le graminacee delle zone tropicali e quelle delle zone temperate sono meno frequenti.

Le allergie ai pollini insorgono in periodi diversi a seconda del luogo di soggiorno: nell’emisfero sud sono invertite come periodo e in altre regioni compaiono in anticipo o più tardi: l’allergia alle graminacee, ad esempio, compare in marzo nella regione del Maghreb e in luglio nei paesi nordici.

I principali pollini allergizzanti nel mondo

Regioni/paesi

Pollini

Bacino del Mediterraneo

  • Graminacee, sottofamiglia delle Pooideae
  • Parietaria
  • Olivo
  • Cipresso

Scandinavia

  • Betulla

America del Nord

  • Ambrosia
  • Nel Nord: Graminacee, sottofamiglia delle Pooideae
  • Betulla
  • Nel Sud: Graminacee
  • Chenopodiacee – Amarantacee

America del Sud

  • Graminacee

Africa

  • Graminacee, sottofamiglia delle Chloridoideae e delle Panicoideae

India

  • Graminacee, sottofamiglia delle Chloridoideae e delle Panicoideae

Giappone

  • Cedro del Giappone

Australia

  • Graminacee

Gli insetti

Gli insetti sono presenti ovunque, con una concentrazione particolare nelle regioni tropicali, e possono trasmettere agenti patogeni diversi e causare reazioni allergiche locali o generali anche gravi. Un’allergia può manifestarsi inoltre per contatto (insetti urticanti) o per inalazione (è il caso dei moscerini, per esempio).

Gli alimenti

Per i soggetti allergici i cibi rappresentano potenziali fonti di reazioni allergiche anche gravi in caso di viaggi all’estero, sia attraverso l’ingestione di un allergene mascherato (in particolare l’arachide) sia tramite alimenti sconosciuti; anche alimenti come i pesci possono provocare allergie.

Il meteo

Condizioni meteorologiche diverse da quelle abituali possono scatenare crisi di asma: temporali e raffiche di vento che trasportano gli allergeni, regioni desertiche con vento carico di sabbia, inquinamento atmosferico ecc.

Altre situazioni a rischio per gli allergici

Durante un viaggio occorre fare particolare attenzione alla presenza di animali marini in caso di bagni (meduse, ricci di mare, conidi ecc.), ai morsi di animali velenosi, alle fotoallergie e all’assunzione di farmaci fotosensibilizzanti durante l’esposizione al sole, alle vaccinazioni (in caso di allergia all’uovo o a certe gelatine è necessario informare il medico prima della vaccinazione) e al contatto con gli animali.

Rivolgersi al medico in previsione del viaggio

È importante che ogni paziente allergico si rivolga al medico di base per stabilire tutte le misure preventive da prendere prima, durante e dopo il viaggio. Se necessario, il tuo medico ti prescriverà una visita specialistica dall’allergologo e ti aiuterà a preparare il viaggio in funzione delle caratteristiche specifiche della tua allergia. È quindi possibile che, in caso lo ritenga necessario, il medico modifichi le tue prescrizioni abituali, ad esempio rafforzando il trattamento di fondo per l’asma o prescrivendo dei farmaci per crisi allergica o ancora il kit di emergenza per lo choc anafilattico con certificato medico che spiega la necessità di siringa e aghi oltre frontiera.

Il medico ti darà inoltre dei consigli sull’alimentazione, in particolare se ti troverai di fronte ad alimenti sconosciuti (che in genere sono comunque sconsigliati, soprattutto in caso di allergia alimentare). Se il tuo medico ti prescrive un kit di emergenza, mettilo in valigia e tienilo sempre a portata di mano.

Non dimenticare inoltre, per precauzione, di munirti di una prescrizione per principio attivo in inglese e nella tua lingua e, se il tuo medico lo ritiene necessario, di un certificato. In base al tuo caso possono essere indicate anche altre precauzioni (ad esempio munirsi di coperte anti-acaro, evitare il contatto con gli animali, evitare il contatto con alcuni prodotti come colle o solventi). È inoltre importante sottoscrivere una polizza assicurativa multirischi con rimpatrio sanitario.

Al ritorno dal viaggio

Ti consigliamo di consultare il medico al ritorno dal viaggio, se hai avuto uno o più problemi di allergia durante il viaggio e/o il soggiorno o in caso di febbre, manifestazioni cutanee, prurito, diarrea o qualunque altro fenomeno anomalo dopo il ritorno.

Tutte queste precauzioni ti permetteranno di ridurre al minimo i rischi e di godere pienamente del tuo viaggio.

Fonte:

Questo articolo è stato redato dall’ ARCAA (Association de recherche clinique en allergologie et en asthmologie), il cui obiettivo è dare risposte scientificamente dimostrate alle domande poste dalle persone, allergiche e non, sulla qualità e l’efficacia deli prodotti e delle apparecchiature che contribuiscono a diminuire gli allergeni nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto, per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti interni.

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09/07/2014

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