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Triclosan: un antibatterico può nuocere alla salute?

La salute del corpo passa anche attraverso uno stile di vita sano e una buona igiene. Ma può un eccesso di zelo renderci malati? A riaccendere la questione sul binomio pulizia-malattia, un nuovo studio condotto sul triclosan, un potente antibatterico che, ora più che mai, viene additato come pericoloso per l’uomo.

Il triclosan è pericoloso?
© Getty Images

Che cos’è il triclosan?

Largamente impiegato nella formulazione di prodotti igienizzanti per la cura del corpo e la pulizia domestica, il triclosan è un antibatterico e antimicrobico molto apprezzato per la sua efficacia e la profonda azione disinfettante. Introdotto negli anni ’70 e sempre più impiegato nell’industria chimica, il triclosan ha accresciuto la sua popolarità passando da agente disinfettante contenuto nei prodotti per l’igiene ospedaliera a quelli della persona e della casa. Il triclosan è un clorofenolo attivo che agisce bloccando l’enzima che favorisce la crescita e proliferazione dei batteri; la sua azione antibatterica è così efficace da giustificarne il massiccio utilizzo in un gran numero di detergenti, saponi intimi, gel ad azione antimicrobica, cosmetici, contenitori per la conservazione degli alimenti e dentifrici.

Antisettico e antibatterico: innocuo o dannoso?

Osannato da medici, genitori e insegnanti che richiedono ambienti sterili in assenza di germi, il triclosan si piazza a buon diritto tra i migliori disinfettanti in commercio; i dubbi però che questa  sostanza possa nuocere alla salute dell’uomo hanno portato gli scienziati a interrogarsi seriamente sulla questione. Già da tempo nel mirino della F.D.A., la Food and Drug Administration, l’ente americano che vigila sulla sicurezza alimentare, il triclosan fa la sua comparsa nel 1969, anno in cui venne registrato dall’EPA, The Environmental Protection Agency, l’ente americano per la protezione dell’ambiente, come pesticida (1). La sua efficacia gli permise da subito l’ingresso privilegiato nella formulazione di prodotti per la disinfezione ospedaliera e da lì, il passo per i prodotti di uso quotidiano, fu alquanto breve. Nel 2002 in Svezia si trovarono tracce di triclosan nelle acque, nei pesci e persino in 3 campioni su 5 di latte materno. Definita una sostanza dall’elevata persistenza, tendente ad accumularsi negli organismi, non furono presi provvedimenti perché la tossicità del triclosan era stata attestata solo in relazione agli organismi acquatici viventi (2). Nel 2008 fu la rivista Toxicological Science ad accendere ancora una volta i riflettori sull’antibatterico pubblicando i dati di uno studio americano che dimostrava la capacità del triclosan di interferire con il sistema endocrino agendo come perturbatore sugli ormoni della tiroide e sugli ormoni sessuali di alcun animali da laboratorio (3). Di recente si è ipotizzato che, a causa del suo grande utilizzo, il triclosan possa aumentare la resistenza dei batteri presenti in natura rafforzandoli contro l’azione degli antibiotici e possa rendere i bambini più sensibili ad allergie alimentari ed ambientali interferendo col sistema immunitario sin dall’infanzia (4).

Il triclosan, il nemico dei muscoli

L’ultima risposta alla domanda sulla pericolosità del triclosan arriva dai ricercatori dell’University of California-Davis School of Veterinary Medicine che definiscono il triclosan un antibatterico pericoloso non solo per la salute dell’uomo ma anche per l’ambiente. Nell’articolo pubblicato su Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS), si legge che, in seguito alla somministrazione sui topi di una dose di triclosan proporzionale a quella comunemente assunta dall’uomo, si è riscontrata un’alterazione della funzione del muscolo cardiaco e, dopo soli 20 minuti di esposizione al prodotto, si è registrato un rallentamento delle contrazioni del cuore. Da qui l’ipotesi che il triclosan possa contribuire all’insorgenza di malattie cardiache anche nell’uomo (5).

Triclosan: i rischi per la salute

Attualmente sono in corso studi di valutazione sul profilo tossicologico del triclosan. Secondo gli esperti è ancora presto per dire con certezza se il triclosan sia nocivo o meno per la salute di uomini e animali. Se da una parte bisogna diffidare di fonti non attendibili per evitare psicosi e allarmismi non giustificati, dall’altra -stando agli studi fin qui riportati- nella lista dei potenziali rischi per la salute causati dal triclosan, configurano i seguenti:

  • Irritazione alla pelle e agli occhi se direttamente a contatto;
  • Anomalie nel sistema endocrino;
  • Anomalie alla nascita;
  • Perdita del peso;
  • Aumentata resistenza dei batteri;
  • Allergie, ipersensibilità, indebolimento e deficit nel sistema immunitario.

I prodotti che contengono triclosan

Il triclosan è molto utilizzato non solo nella composizione chimica di prodotti per la pulizia, ma anche nell’industria tessile e in quella dei giocattoli. Di seguito viene riportata la lista dei prodotti che più comunemente contengono questo potente antibatterico:

  • detersivo per piatti
  • bagnoschiuma e detergenti intimi
  • prodotti per la cura personale
  • cosmetici
  • spazzolini da denti
  • dentifricio e colluttorio
  • asciugamani
  • materassi
  • spugne
  • tende da doccia
  • stoviglie e contenitori di plastica per alimenti
  • pavimenti e tappeti
  • abbigliamento, scarpe e tessuti
  • giocattoli

Nella lista è indicata la tipologia di prodotti che maggiormente fanno uso di triclosan, attenzione, per ogni tipologia esistono in commercio diverse marche e molte di queste sono assolutamente contro l’utilizzo dell’antibatterico in questione; spetterà dunque al consumatore scegliere il prodotto che maggiormente si confà alle proprie esigenze.

Come scegliere il prodotto triclosan-free

Per scongiurare il pericolo triclosan, il consiglio è quello di leggere sempre le etichette dei prodotti. Sull’etichetta vengono riportati tutti gli ingredienti utilizzati nella formulazione; la prima sostanza indicata è quella presente in concentrazione maggiore nel prodotto (5). Basterà prestare attenzione alle etichette poste sul retro della confezione per rendersi conto di quanti prodotti, di fatto, lo utilizzano. Il consumatore avvisato potrà condurre la propria indagine recandosi in un qualsiasi supermercato e confrontando le etichette di detersivi e detergenti per una prima immediata presa di coscienza delle dimensioni del fenomeno.

Consigli per una pulizia sicura

Nell’attesa che vengano promossi nuovi studi che possano attestare con certezza la tossicità o meno di questa come di tante altre sostanze chimiche, vanno elogiate le aziende che hanno scelto di eliminare il triclosan dalla formulazione dei loro prodotti. Ottenere una pulizia profonda che duri a lungo è possibile, non solo grazie ai detergenti chimici, ma anche tramite piccoli accorgimenti:

  • Lavare le mani regolarmente con sapone semplice.
  • Lavare le superfici con detersivi non antibatterici e risciacquare con abbondante acqua calda.
  • Lavare  le mani dei bambini e i giocattoli. L’acqua ad elevata temperatura ucciderà i germi residui.

In Italia l’uso del triclosan, a differenza di altri Paesi, è regolamentato e, nei prodotti comunemente impiegati per la pulizia, lo si trova in percentuali modestissime; per esempio nei cosmetici è consentita una concentrazione massima pari allo 0,3%. Tuttavia,  a meno che il suo impiego non si renda necessario, sarebbe meglio evitare di utilizzarlo perché la somma delle bassi percentuali contenute nei diversi prodotti potrebbe portare a un’esposizione eccessiva a questa sostanza con i conseguenti rischi per la salute e per l’ambiente.

Forse non è la diffusione dei germi che bisogna temere, ma l’eccesso di pulizia che nuoce alla salute e all’ambiente. Un uso responsabile di prodotti chimici è il primo elementare passo che potrà servire a migliorare la situazione attuale e rendere meno inquietanti gli scenari futuri.

Fonti:

  1. http://www.epa.gov/oppsrrd1/REDs/2340red.pdf
  2.  Margaretha Adolfsson-Erici a,*, Maria Pettersson a, Jari Parkkonen b, Joachim Sturve, Triclosan, a commonly used bactericide found in human milk and in the aquatic environment in Sweden.
  3. http://toxsci.oxfordjournals.org/content/117/1/45.full?sid=f2806163-8400-43c3-a779-8231687c492b
  4. http://salute.doctissimo.it/le-news-della-salute/salute-troppa-pulizia-puo-far-ammalare_2771.html
  5.  http://salute.doctissimo.it/le-news-della-salute/antibatterico-dei-saponi-indebolisce-muscoli_7306.html
  6. http://salute.doctissimo.it/le-news-della-salute/cosmetici-attenti-agli-eccipienti_4969.html

Altri documenti consultati e accessibili on line:

http://www.fda.gov/forconsumers/consumerupdates/ucm205999.htm

http://www.epa.gov/oppsrrd1/REDs/factsheets/triclosan_fs.htm

http://gestis-en.itrust.de/nxt/gateway.dll?f=templates&fn=default.htm&vid=gestiseng:sdbeng

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10/09/2012

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