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Rinite allergica: stop al naso che pizzica

La primavera è ormai nell’aria, sinonimo di passeggiate nei boschi e colazioni sull’erba. Ma per te, come per milioni di altri italiani, questo periodo annuncia anche il ritorno del raffreddore da fieno, che durerà fino all’autunno. Per non farti rovinare la vita dalla rinite allergica, segui i consigli pratici di Doctissimo.

La rinite allergica
© Getty Images

Naso che pizzica e che prude, starnuti, sensazione continua di avere le orecchie tappate, occhi gonfi al risveglio che lacrimano alla minima passeggiata in campagna… La primavera non è tutta rose e fiori e, anche se i sintomi della rinite allergica non sono gravi, restano difficili da sopportare nel quotidiano. Passare il tempo a soffiarsi il naso durante una cena tra amici, avere gli occhi irritati e gonfi durante una riunione di lavoro o starnutire ogni cinque minuti durante una lezione o un esame può essere molto fastidioso!

I consigli pratici per contrastare la rinite allergica

Non rassegnarti al raffreddore da fieno che da anni ti perseguita: parlane con il tuo medico. Prima di tutto cercherà di escludere altre possibili cause della tua rinite e del naso che cola prescrivendoti un esame dettagliato di gola e naso, inoltre indagherà anche su eventuali sintomi di allergia in altri punti del corpo (eczema, asma...). Domande di approfondimento lo aiuteranno a valutare i tuoi antecedenti: se hai avuto altri sintomi di allergia, se i tuoi genitori o nonni sono allergici, ecc. Infine, potrebbe proporti di eseguire dei test da un allergologo per un bilancio allergico e per ricercare quali sono di preciso le sostanze che ti scatenano questi sintomi. In caso di riniti allergiche stagionali, può prescriverti un trattamento preventivo con antistaminici: spesso un trattamento simile consente di evitare del tutto la comparsa dei sintomi e, in ogni caso, li diminuirà in modo considerevole. Bisogna cominciare la cura sin dall’inizio del periodo durante il quale si manifesta di solito il tuo raffreddore da fieno. In caso di riniti perenni, occorre necessariamente occuparsi dell’ambiente circostante: evitare la moquette, trattare tutti gli elementi tessili nelle camere con acaricidi e utilizzare fodere trattate in caso di allergia agli acari. Stare lontano dagli animali, o almeno proibire loro di entrare nelle camere. In base alla natura della sostanza allergizzante, prendere le misure necessarie per ridurne il contatto e l’inalazione. Anche l’utilizzo di un filtro antipolline in auto può diminuire l’esposizione all’allergene. Qualunque sia il tipo di rinite allergica, il trattamento farmacologico sintomatico fa appello a cure di antistaminici, associati o meno a corticosteroidi in spray per via nasale. La desensibilizzazione – oggi somministrata perlopiù per via sublinguale – è l’unico trattamento con effetti duraturi sulla causa dell’allergia e consente di modificare favorevolmente l’evoluzione della malattia. Naturalmente, la prima cosa da evitare il più possibile è il contatto con le sostanze responsabili della tua rinite allergica... cosa non sempre facile!

La rinite cronica: una irritazione perenne

Chi subisce questa malattia conosce bene i sintomi. Naso che cola in continuazione, con uno scolo chiaro come l’acqua (si parla di rinorrea acquosa) e che obbliga a riempirsi le tasche di fazzoletti. Spesso ci sono anche sintomi a livello degli occhi: lacrimazioni, bruciori, prurito, sensazione di palpebre gonfie e irritate. Può esserci inoltre la sensazione di avere le orecchie tappate, per via dell’ispessimento della parete delle trombe di Eustachio, quei piccoli canali che vanno dalla gola all’orecchio medio e che hanno il ruolo di equilibrare la pressione tra l’interno e l’esterno del timpano. Il ripetersi di queste irritazioni finisce con l’avere effetto sulle pareti del naso, che diventano più fragili e più sensibili alle infezioni.

Il 30% della popolazione soffre di rinite

Spesso trascurata dai pazienti che non si considerano davvero malati, la rinite allergica è una risposta delle pareti nasali a una sostanza esterna capace di scatenare una reazione allergica. Tale sostanza (chiamata allergene) provoca la risposta di alcune cellule immunitarie che a loro volta producono automaticamente una quantità troppo grande di anticorpi (immunoglobuline di tipo E o IgE) a livello della mucosa nasale, cioè del rivestimento interiore del naso. Questa produzione si associa inoltre a una dilatazione dei vasi sanguigni e all’emissione locale di sostanze irritanti. Poiché questa reazione si verifica localmente su tutta la zona ORL, è il naso, ma anche tutti gli altri organi collegati a essere colpiti: il retro della gola, l’orecchio medio e gli occhi.

Il 30% della popolazione manifesta ogni anno una rinite allergica, il che dimostra l’esistenza di una predisposizione allergica o di una sensibilizzazione ad alcuni particolari allergeni nelle persone colpite.

Pollini, polveri e animali i principali responsabili della rinite allergica

In numerosissimi casi, sono i pollini a scatenare queste crisi: si tratta dunque di riniti allergiche stagionali, o di “raffreddore da fieno”. A seconda della zona geografica, i pollini sono presenti soprattutto tra febbraio e settembre. Non tutti i pollini sono allergizzanti: per possedere questa caratteristica devono contenere alcune proteine che la persona allergica riconoscerà e che scateneranno una reazione… la presenza di questo tipo di proteine può variare considerevolmente da una regione all’altra, anche per i pollini di una stessa specie di alberi! D’altronde, i pollini allergizzanti sono solo quelli disseminati dal vento, che le persone allergiche possono respirare: quelli diffusi dagli insetti non provocano attacchi di raffreddore da fieno. Tra le piante che producono i pollini più allergizzanti vi sono le graminacee (erbe delle praterie), l’artemisia, l’ambrosia e l’ortica, i cipressi, le betulle, le querce e i platani. Quando il prodotto allergizzante è presente in permanenza nell’ambiente, i sintomi si manifestano per tutto l’anno e si parla allora di rinite allergica perenne. Questa è dovuta fondamentalmente a elementi “domestici”: peli di animali domestici, piume; polveri di casa (tra cui i famosi acari), blatte, ecc.

Dott. Laurent Arôme

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10/06/2013

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