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L'edema di Quincke

Altrettanto impressionante quanto gravissimo, l'edema di Quincke richiede molto sangue freddo e un intervento immediato nel caso in cui si sia testimoni o vittime. Tutto ciò che serve sapere è come agire tempestivamente in caso di emergenza.

Edema di Quincke
© Getty Images

Edema di Quincke: le cause

Di comparsa improvvisa, l'edema di Quincke è uno dei sintomi di una reazione allergica causata principalmente dall'ingestione di un alimento a rischio. Tra gli alimenti più noti troviamo: le noccioline, la frutta a guscio, i crostacei, l'uovo (soprattutto nei bambini). Anche i farmaci possono causare una simile reazione. Nella maggior parte dei casi, i responsabili sono gli antibiotici, gli antinfiammatori, ma anche i preparati medicamentosi impiegati in occasione di anestesie generali o per gli esami di diagnostica per immagini, tra cui gli scanner. Anche le punture di insetti (ape, vespa) e il lattice sono estremamente allergizzanti e possono determinare la comparsa di un edema di Quincke. L'edema può comparire fin dalla prima manifestazione allergica, anche se non è sempre così. Infatti, può comparire in seguito a reazioni cutanee di lieve entità, come arrossamenti e placche rosse come brufoli, che peggiorano progressivamente a mano a mano che si assume l'allergene non identificato come tale.

Chi colpisce?

L'edema di Quincke può colpire qualsiasi tipo di individuo, a prescindere dall'età. Può quindi interessare sia i bambini sia la popolazione anziana, con i medesimi segni clinici. Inoltre, l'incidenza è la stessa per gli uomini e per le donne. Le persone atopiche, ovvero i soggetti affetti da eczema, asma o raffreddore da fieno corrono tuttavia un rischio maggiore di sviluppare una reazione allergica. Per questo l'edema di Quincke ha una maggiore incidenza in questa categoria di popolazione.

Edema di Quincke: quali i sintomi?

Le manifestazione dell'edema di Quincke risiedono a livello della gola, più specificamente a livello della laringe che, per effetto dell'allergene, inizia a gonfiarsi bruscamente: questo fenomeno è noto come angioedema della laringe. Causato da una vasodilatazione dei tessuti e dal rilascio di proteine infiammatorie in questa zona, provoca l'ostruzione delle vie respiratorie. La reazione è immediata e si verifica al massimo un'ora dopo essere entrati in contatto con l'allergene. Si avverte inizialmente prurito alle braccia e al torso, accompagnato da reazione cutanea (arrossamenti). Poi la gola raschia, prude, la voce cambia per effetto del gonfiore: a questo punto diventa difficile deglutire e compare un'ipersalivazione. Subentra progressivamente una difficoltà respiratoria che può evolvere molto rapidamente verso l'asfissia. L'edema di Quincke può essere associato ad altre manifestazioni allergiche che compaiono in modo concomitante, quali: eruzione cutanea, gonfiore del viso (denominato angioedema), in particolare di palpebre e labbra, e crisi asmatica.

L'edema di Quincke: è una patologia grave o no?

Sì, perché l'ostruzione della gola in seguito al gonfiore priva di ossigeno il soggetto allergico. Molto velocemente, il viso diventa rosso e poi blu, segno che occorre agire tempestivamente. Se il paziente non viene soccorso immediatamente, la morte può sopraggiungere nel giro di pochi minuti. Se ti capita di trovarti ad assistere a questa situazione, chiama immediatamente i numeri di emergenza: prima il 118 e, a seguire, il 112, il 113, quindi mantieni la persona in posizione seduta per cercare di liberare il più possibile le vie respiratorie. Allenta abiti e cravatte e fai in modo di aerare il più possibile la stanza. Poi, attendi i soccorsi.

Edema di Quincke: come si cura?

Durante i primi soccorsi da parte del personale qualificato, al paziente viene praticata un'iniezione di cortisone per ridurre l'infiammazione. Nei casi più gravi, l'edema di Quincke può richiedere l'intubazione e persino una tracheotomia, ovvero un intervento chirurgico che consiste nel praticare un'incisione cutanea a livello della trachea per consentire al paziente di respirare. Nella maggioranza dei casi, la presa in carico prevede un'iniezione di adrenalina, qualora si sia verificato un abbassamento significativo della pressione in conseguenza di uno shock anafilattico. In caso di crisi d'asma, viene associato un trattamento di aerosol con Ventolin allo scopo di dilatare i bronchi. Il paziente viene quindi trasportato in ospedale per essere monitorato 24 ore su 24, al Pronto Soccorso o nel reparto di Terapia intensiva, a seconda della gravità dell'incidente. Esiste, infatti, il rischio che si verifichi una reazione bifasica, ovvero la ricomparsa dei sintomi nelle ore successive alla risoluzione dell'episodio iniziale. Dopo questo episodio impressionante, è buona norma predisporre un bilancio allergologico per identificare l'allergene responsabile e adottare le precauzioni adeguate per evitare che si ripeta l'accaduto. Tale bilancio prevede l'esecuzione di test cutanei utilizzando uno o più allergeni sospetti (alimenti, farmaci, veleni e così via) da parte dell'allergologo.

Un gamberetto andato di traverso in gola. "Sapevo da tempo che i gamberetti non erano l'alimento preferito dal mio organismo. Ogni volta che li mangiavo, sviluppavo un'orticaria sugli avambracci e sul torso. Ma un giorno, trascinata da alcuni amici in un ristorante cinese, non mi sono accorta del gamberetto nascosto in uno degli involtini primavera. Subito dopo aver ingoiato il primo boccone, ho iniziato ad avvertire prurito in fondo alla gola e, più raschiavo la gola, più avevo la sensazione che mancasse l'aria. Facevo fatica a ingoiare, poi all'improvviso avevo difficoltà a respirare. Il proprietario del ristorante ha avuto la reazione istintiva di chiamare immediatamente i soccorsi, così ho concluso la serata al Pronto Soccorso. Sono tornata qualche giorno dopo al ristorante per chiedere al proprietario che cosa contenesse l'involtino primavera che avevo mangiato. C'era un gamberetto! Il bilancio allergologico ha confermato la mia allergia ai gamberetti. La cura? Eliminare per sempre questo crostaceo dalla mia alimentazione." Anna, 25 anni

Anche negli animali. Neppure il cane e il gatto sono immuni dall'edema di Quincke. In genere, si manifesta con un gonfiore simmetrico, indolore, a carico del muso e della gola. La causa può essere una puntura di vipera, di insetto o un'allergia al polline. Proprio come nell'uomo, l'edema di Quincke è un'emergenza che è necessario curare tempestivamente portando il proprio animale dal veterinario, che gli farà un'iniezione di corticoidi e di antistaminici. Occorrerà anche ricercare la causa dell'allergia, molto più difficile da individuare in un animale.

di Sandrine Catalan-Massé

Fonti:

• Intervista alla Dr.ssa Céline Roussel, allergologa presso il Centro ospedaliero universitario di Lille, Ospedale Calmette, reparto di Pneumologia e Immunoallergologia.

• "Le grand livre des allergies" (Il grande libro delle allergie), opera collettiva della Federazione francese di allergologia, Benoit Wallaert, Joëlle Birnbaum, Edizioni Eyrolles.

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17/11/2014

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