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Cosa fare in caso di crisi allergica?

I sintomi classici dell’allergia e il comportamento da avere in caso di prurito e starnuti a ripetizione sono ormai noti a tutti. Ma come riconoscere una manifestazione allergica grave? L’edema di Quincke e lo shock anafilattico sono reazioni allergiche potenzialmente fatali. Bisogna saper reagire!

La crisi allergica
© Getty Images

Sappiamo poco sulla frequenza di reazioni allergiche gravi. Tuttavia gli shock anafilattici sono 4 volte più frequenti nell’adolescente e nell’adulto che nel bambino, perché l’età favorisce la gravità di tale reazione.

Le principali cause delle reazioni allergiche gravi

In quasi il 50% dei casi (nel 90% per quanto riguarda il bambino), lo shock è provocato da un’allergia alimentare. Possiamo citare l’arachide, i frutti esotici, le proteine dell’uovo e del latte vaccino, il sesamo e la mostarda. Subito dopo ci sono le allergie ai farmaci (con gli antinfiammatori non steroidei e i prodotti per gli esami medici che contengono iodio). Rappresentano il 15-20% dei casi. La terza causa di shock è dovuta al veleno di api, calabroni e altri insetti. Nel resto dei casi le cause possono essere del tutto inaspettate: lattice, acari, parassiti.

L’emergenza di fronte a una reazione allergica

L’anafilassi è una reazione rapida e violenta del corpo contro un allergene che provoca nell’organismo la liberazione di numerose sostanze. Queste sostanze determinano un’orticaria generalizzata o un edema di Quincke (eruzione e rigonfiamento sottocutaneo che va dal rosa pallido al rosso, difficoltà a respirare, sensazione di bruciore intenso) e, nel peggiore dei casi, lo shock anafilattico. I sintomi di questo shock sono caratteristici: la persona è agitata, tormentata, sente prurito e orticaria in tutto il corpo (si tratta di macchie sulla pelle simili alle punture di ortica). Può avere anche dolori addominali accompagnati da nausea, vomito o diarrea. La respirazione è difficile, la pressione si abbassa e il ritmo cardiaco si fa più rapido. Le estremità (mani e piedi) sono fredde, possono comparire le convulsioni. Nei casi più estremi, il cuore smette di battere.

Queste manifestazioni di allergia sono un’urgenza vitale. I pazienti che ne soffrono conoscono bene questi sintomi e di solito sanno riconoscerli prima che sia troppo tardi.

Cosa fare in caso di crisi allergica?

In caso di shock anafilattico, se non si è soccorritori certificati, la sola cosa da fare è chiamare subito il 118. Dai informazioni precise, descrivi bene la situazione e l’indirizzo in cui ti trovi.

Al paziente verrà somministrata un’iniezione di adrenalina il più rapidamente possibile. Si tratta del punto fondamentale del trattamento dello shock anafilattico. Se il malato possiede un kit di automedicazione, e se ti ha avvisato della necessità di utilizzare l’adrenalina (ANAHELP®, ANAPEN®, Epipen® o Jext®), sarà necessario procedere a un’iniezione nella coscia seguendo scrupolosamente le istruzioni sulla confezione.

Cosa faranno in seguito i medici? Nel caso di una reazione leggera o moderatamente severa, iniezioni di antistaminici e corticosteroidi saranno sufficienti a risolvere il problema. Nei casi più gravi, occorrerà prolungare l’osservazione in ospedale.

Prevenire una crisi allergica

Per prevenire questo tipo d’incidenti, bisogna conoscere l’agente responsabile ed evitarlo accuratamente. Le persone a rischio dovranno essere sempre munite di un kit di adrenalina autoiniettabile e avvisare familiari e colleghi di lavoro. In queste persone i betabloccanti sono sconsigliati. È altrettanto utile portare sempre con sé il proprio libretto delle allergie. Infine, per quanto riguarda le punture d’insetto, la desensibilizzazione ha dimostrato la sua efficacia e la sua buona tolleranza, pertanto è obbligatorio sottoporvisi.

Anne-Aurélie Epis de Fleurian, farmacista

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10/06/2013

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