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Allergia, quando ricorrere all’automedicazione?

Sebbene l’allergia si manifesti spesso, i suoi sintomi non sempre sono così fastidiosi da prendere in considerazione una cura di fondo. Cosa fare allora in caso di disturbi puntuali o stagionali? L’automedicazione e i consigli del tuo farmacista possono permetterti di affrontare questi inconvenienti passeggeri.

Allergia e automedicazione
© Getty Images

Non tutte le manifestazioni dell’allergia hanno la stessa gravità. Quali sono i sintomi minori, ma pur sempre spiacevoli, che possono essere curati con l’automedicazione? Ecco qualche risposta.

I fastidi legati all’allergia

L’allergia traduce la normale reazione del tuo organismo davanti a un corpo estraneo. Sebbene non si possa parlare di veri e propri attacchi, esso innesca reazioni di difesa “inappropriate” che si traducono in infiammazioni, starnuti, eczema. Gli elementi giudicati pericolosi possono essere vari: acari, pollini, crostacei, oppure possono essere contenuti nelle polveri e nei peli di animali. L’allergia può scatenarsi immediatamente (sin dalla prima esposizione all’allergene, è il caso più frequente), o successivamente (durante la seconda esposizione all’allergene. Questi casi riguardano in genere l’allergia da contatto).

Quando si può ricorrere all’automedicazione?

• Da un lato, si è tentati di dire che davanti a un regolare fastidio di poco conto (scolo nasale, serie di starnuti, piccoli pruriti), l’automedicazione può essere una soluzione. Del resto, il farmacista è un interlocutore che può darti una mano a orientarti in caso di dubbio;

• Dall’altro, la coesistenza della rinite allergica e dell’asma, l’eventuale esistenza di allergie crociate (che possono ostacolare l’efficacia dei comportamenti d’evizione) e l’evoluzione naturale di alcune allergie richiedono un consulto medico, almeno all’inizio.

I farmaci contro l'allergia

I farmaci per eccellenza dell’allergia sono gli antistaminici, per alcuni è necessaria l’impegnativa, altri sono venduti liberamente in farmacia. Sotto forma di compresse, agiscono su numerosi sintomi. In genere si consiglia di utilizzarli sin dalla comparsa dei primi segni d’allergia, persino in maniera preventiva, se si sa di entrare in contatto con l’allergene. Sappi che non tutti questi farmaci hanno gli stessi effetti. Se gli antistaminici classici hanno qualche effetto secondario non trascurabile (in particolare il rischio di sonnolenza), gli antistaminici cosiddetti di seconda generazione colgono meglio il fattore scatenante dell’allergia e non hanno effetti secondari fastidiosi. Oltre alle compresse, esistono anche sotto forma di colliri, indicati per i sintomi oftalmici dell’allergia e in particolare per gli occhi che bruciano.

Gli errori da evitare

Per evitare qualsiasi rischio, occorre essere sicuri che i sintomi siano davvero la risposta di un’allergia. Uno scolo nasale colorato e spesso non dovrebbe essere causato da un’allergia e dovresti ricorrere ad altri trattamenti. Se si tratta di un’allergia alimentare, sintomi visibili come le placche rosse si possono attenuare, ma dolori addominali, nausea o problemi digestivi insoliti potrebbero essere più seri. Se hai difficoltà a respirare, o se viso e collo si gonfiano, devi recarti immediatamente dal medico. Per quanto riguarda i bambini, è assolutamente necessario consultare un medico per scartare l’ipotesi che si tratti di asma. Infine, per i neonati, mai ricorrere all’automedicazione. È necessario consultare il pediatra o il medico curante.

Anne-Aurélie Epis de Fleurian, farmacista.

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10/06/2013

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