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Come curare l'asma bronchiale?

In alcuni casi di asma grave, le cure farmacologiche convenzionali non riescono a curare bene i sintomi. In questi pazienti la termoplastica bronchiale permette di ridurre la tendenza delle vie aeree a contrarsi bruscamente e in modo considerevole e rappresenta una promettente alternativa terapeutica.

Curare l'asma bronchiale
© Getty Images

I farmaci in grado di controllare i sintomi dell’asma sono molti. In alcuni casi, però, queste opzioni non sono sufficienti a dare sollievo a un’asma grave o non controllata.

L'asma grave persistente

Fino al 2009, il gruppo GINA (Global Initiative for Asthma, un gruppo di esperti all’origine di raccomandazioni internazionali) classificava questa malattia in 4 stadi di gravità: intermittente (stadio 1), lieve persistente (stadio 2), persistente di media gravità (stadio 3) e grave persistente (stadio 4). Nel 2010, però, questi esperti hanno ritenuto che la valutazione della gravità dei sintomi è poco obiettiva perché, da una parte, dipendono dalla percezione del singolo paziente, dall’altra, nel corso del tempo, possono evolvere. Di conseguenza, il gruppo GINA classifica ora la malattia in base al grado di controllo dei sintomi attraverso l’utilizzo di farmaci adatti all’intensità e alla frequenza degli stessi. Così l’asma viene ora classificata secondo tre livelli: asma controllata, asma parzialmente controllata e asma non controllata. Questo metodo di valutazione permetterebbe di valutare meglio i rischi di aggravamento improvviso dei sintomi (esacerbazione), d’instabilità, di degrado rapido della funzione polmonare e di effetti indesiderati1. Tale classificazione consentirebbe al medico di valutare meglio la necessità di adattare la cura in base alla risposta del paziente. L’asma non controllata è l’equivalente dell’asma grave persistente, termine che gli specialisti continuano a utilizzare, nonostante tutto.

Il ruolo nell’asma del muscolo liscio bronchiale

Uno degli elementi che compongono la parete delle vie respiratorie è il muscolo liscio bronchiale (MLB), localizzato all’interno delle vie aeree. Nelle persone asmatiche, il MLB si sviluppa in maniera eccessiva. Così inspessito, esso diminuisce il calibro delle vie aeree, il che limita il passaggio dell’aria e, soprattutto, contribuisce a rinforzare la contrazione dei bronchi (broncocostrizione) quando il paziente asmatico è esposto a un fattore che scatena i sintomi (esposizione agli allergeni, sforzo fisico, contaminazione dell’aria, ecc.). Questo fenomeno spiegherebbe almeno in parte il fatto che alcuni pazienti con sintomi severi rispondono solo parzialmente ai trattamenti farmacologici. In alcuni di questi casi, l’asma può necessitare di un ricovero, fino a diventare una vera e propria minaccia vitale per il paziente.

Ridurre la massa muscolare bronchiale tramite termoplastica

Utilizzata con successo da qualche anno in Canada e negli Stati Uniti, la termoplastica bronchiale consente di ridurre in modo duraturo la massa del MLB, diminuendo così la capacità di contrazione delle vie respiratorie e di conseguenza la frequenza e la gravità dei sintomi. Nei Paesi in cui è stata approvata (Stati Uniti nel 2010, Canada nel 2011, Regno Unito nel 2013), questa tecnica è riservata ai pazienti di almeno 18 anni affetti da asma grave e non sufficientemente controllata dai corticosteroidi inalati e dai broncodilatatori con azione a lunga durata.

La termoplastica bronchiale in pratica

La riduzione della massa del MLB si ottiene introducendo nei bronchi un catetere termico con l’aiuto di un broncoscopio. Il catetere è collegato a un controllore di radiofrequenza regolato che permette di rilasciare un’energia termica di 65°C lungo le vie respiratorie. Questo processo consente di ridurre la massa del MLB senza danneggiare i tessuti circostanti e senza creare cicatrici o contrazioni. L’eccesso di MLB viene così letteralmente distrutto. Il protocollo consiste in tre sedute consecutive, ognuna intervallata da tre settimane. Ogni intervento dura circa un’ora e si esegue sotto un leggero sedativo o in anestesia locale, introducendo il catetere di termoplastica bronchiale attraverso il naso (il più delle volte) o la bocca. In questo modo vengono successivamente trattate le vie respiratorie del lobo inferiore destro, quelle del lobo inferiore sinistro e, durante la terza seduta, le vie aeree dei due lobi superiori. Da notare che il trattamento di 3 sedute tramite il sistema di termoplastica può essere effettuato solo una volta nello stesso paziente e non può essere utilizzato nelle persone portatrici di un dispositivo elettronico impiantabile5. Il sistema, prodotto dal laboratorio Boston Scientific, beneficia del marchio di conformità europea (CE).

I risultati della termoplastica bronchiale

Molti studi dimostrano che il sistema di termoplastica bronchiale è un metodo efficace, con un miglioramento del controllo dei sintomi dell’asma fino a 2 anni consecutivi, e con un buon profilo di sicurezza (secondo uno studio sulla sicurezza di utilizzo condotto per 5 anni). Queste ricerche riferiscono una riduzione del 30% delle crisi di asma, una riduzione dell’84% delle visite al pronto soccorso a causa di sintomi respiratori, e una riduzione del 66% dei giorni di lavoro o di scuola persi a per via dei sintomi dell’asma2,3,4 Attenzione: dopo la termoplastica i pazienti possono presentare un aumento dei sintomi, fischi, tosse, affanno, dolori al torace e, talvolta, un’infezione respiratoria. Questi effetti si osservano in genere all’indomani dell’intervento ma, con un trattamento adeguato, spariscono mediamente nel giro di 7 giorni.

La termoplastica bronchiale in Italia

Da marzo 2013, la termoplastica bronchiale viene testata anche in Italia. Questa prime prove nel nostro Paese si svolgono presso centri di pneumologia interventistica d'avanguardia tra i quali il Centro di Endoscopia degli Spedali Civili di Brescia. Prima della procedura, il personale medico è stato formato dal personale del laboratorio Boston Scientific, la prima paziente è stata trattata nel mese di marzo. Dovrebbero beneficiarne in totale una ventina di pazienti. Altri venti saranno trattati a partire dal mese di settembre 2013 dalle équipe del Prof. Pascal Chanez all’ospedale Nord di Marsiglia, quindi un totale di 40 pazienti affetti da asma grave trattati in Francia. In Francia, secondo il Prof. Michel Aubier, al 21 agosto 2013, nel suo reparto all’ospedale Bichat erano stati trattati 18 pazienti, tutti affetti da asma molto grave non controllata dai trattamenti convenzionali e con un muscolo liscio bronchiale molto inspessito. Pur non essendo risultati scientificamente convalidati, l’esperimento di questo medico è molto positivo: “i risultati fin qui ottenuti sono incoraggianti perché il trattamento sembra essere molto efficace per questo tipo di pazienti”.

Jesus Cardenas

Fonti:

1 - GINA (Global Initiative for Asthma). Documento di sintesi sul trattamento dell’asma. Aggiornato al 2011. Documento disponibile online
2 - Castro M et al. Effectiveness and safety of bronchial thermoplasty in the treatment of severe asthma. A multicenter, randomized, double-blind, sham controlled clinical trial. Am J Respir Crit Care Med 2010; 181: 116-24.
3 - Castro M et al. Persistence of effectiveness of bronchial thermoplasty in patients with severe asthma. An Allergy Asthma Immunol 2011; 107: 65-70.
4 - Thomson N et al. Long-term (5 year) safety of bronchial thermoplasty: Asthma Intervention Research (AIR) trial. BMC Pulmonary Medicine 2011; 11: 8. (Articolo disponibile online)
5 - Informations sur le système de thermoplastie bronchique Alair™. Documento informativo del laboratorio Boston Scientific.

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29/10/2013

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