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Le allergie respiratorie in primavera

Per milioni di Italiani, il ritorno della primavera non è una festa, ma l’inizio di un incubo! Sono le persone che soffrono del famoso raffreddore da fieno. I responsabili: il più delle volte sono i pollini di graminacee. Tuttavia esistono delle cure e ci si può persino desensibilizzare per far sparire l’allergia!

Che cosa sono le allergie respiratorie?
© Getty Images

Nei Paesi occidentali il numero di persone allergiche è raddoppiato in 15 anni. Le allergie sono infatti la quarta malattia cronica a livello mondiale. In Italia ne soffre circa il 30% di persone e, secondo le proiezioni, da qui al 2020 questa percentuale potrebbe raddoppiare!

Le cause del raffreddore da fieno

Tutti hanno sentito parlare del raffreddore da fieno. Si tratta della rinite allergica che presenta sintomi semplici:

• Occhi che pizzicano;

• Serie di starnuti;

• Naso tappato o che cola;

Stanchezza;

• Perdita parziale o totale dell’odorato...

In genere questo fenomeno traduce un’allergia ai pollini di graminacee. Attenzione, però, potrebbe trattarsi anche di una reazione ai pollini di alberi: betulle, frassini, cipressi... oppure di un’allergia ai pollini di erbacee: artemisia, ambrosia... Le allergie respiratorie sono correlate anche all’inquinamento. Spesso le particelle inquinanti aggravano i problemi legati ai pollini. Non dimentichiamo poi che nelle abitazioni esistono altri allergeni: tabacco, animali domestici (soprattutto gatti), acari, muffe... Inoltre possono esistere problemi di allergie crociate con l’alimentazione.

La stagione della rinite allergica

Naturalmente la rinite allergica è molto legata alle stagioni. Il “periodo” più sensibile per le graminacee è da aprile a luglio, con zone più specifiche in base al territorio. Le diverse condizioni meteo e climatiche delle varie regioni italiane portano a una differente distribuzione delle famiglie botaniche sul territorio e a variazioni nel loro periodo di fioritura. Oggi, però, con il riscaldamento climatico, la stagione pollinica tende ad allungarsi. Inoltre, a parte le graminacee, i pollini degli alberi appaiono ancora prima: febbraio o marzo per esempio per il nocciolo o la betulla. I cipressi a volte possono iniziare già a dicembre! Per quanto riguarda le erbacee il picco di solito si ha ad agosto. Si tenga presente inoltre che, in montagna, le stagioni polliniche iniziano con un po’ di ritardo: un mese più tardi che in pianura. Infine, può esserci un secondo picco di pollini di graminacee a settembre. E non dimentichiamo gli altri cicli che possono influenzare le allergie. Gli acari hanno un picco di riproduzione in autunno e in primavera. Quanto alle muffe, queste sarebbero più importanti in estate, con un picco spesso nel mese di settembre.

Rinite allergica e asma: uno stretto legame

Il problema di queste riniti allergiche è che modificano la qualità della vita. Inoltre possono portare a soffrire di asma:

• l’80% delle persone che hanno un asma hanno una rinite;

• il 40% delle persone che hanno una rinite hanno un asma.

D’altronde sul numero verde della Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno ai Malati Asmatici e Allergici (800 123 213), il principale motivo di chiamata sono proprio le riniti allergiche.

Evita gli allergeni respiratori

Per poter curare è indispensabile formulare la diagnosi esatta, al fine di determinare con precisione gli allergeni in questione. Di solito questo si fa tramite i test cutanei. Si possono eseguire molto presto, sin dall’età di 3 mesi, e sono necessarie 2-3 sedute. Una volta identificato l’allergene, la soluzione più evidente è evitare al massimo i contatti con quest’ultimo. Ma nel caso della rinite allergica questo non è così semplice. Alcuni gesti possono tuttavia aiutare a limitare i contatti: evitare di tosare il prato, lavarsi prima di andare a letto, arieggiare la casa al mattina presto... I trattamenti farmacologici permettono inoltre di limitare le reazioni allergiche e di diminuire i sintomi (antistaminici...).

Esiste un cura per le allergie?

L’unico vero trattamento di fondo contro le allergie respiratorie, tuttavia, è la desensibilizzazione: una progressiva esposizione all’allergene che farà sparire la reazione. È un trattamento al tempo stesso curativo e preventivo, perché permette di prevenire la comparsa dell’asma. Si tratta di una tecnica antica, inventata già nel 1900! Occorre cominciare la desensibilizzazione abbastanza presto (si può iniziare a partire dai 4 anni) e il trattamento è piuttosto lungo: da 3 a 5 anni! Fortunatamente, però, nel caso delle allergie ai pollini di graminacee, oggi è più facile seguirlo. Prima era necessaria un’iniezione al giorno, poi una al mese fino alla completa desensibilizzazione. Alcuni laboratori hanno ora iniziato a produrre semplici compresse da mettere sotto la lingua (per esempio il laboratorio Allerbio, per i pollini delle graminacee). Il gioco vale la candela: la desensibilizzazione è efficace nell’80% dei casi per gli allergeni più diffusi!

Alain Sousa

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10/06/2013

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