Salute: Oms, un adulto su tre colpito da ipertensione
(ANSA) - GINEVRA, 16 MAG - Nel mondo, un adulto su tre
soffre di ipertensione arteriosa, disturbo responsabile di quasi
la meta' di tutti i decessi per ictus e cardiopatie. Lo rivelano
le ultime statistiche globali sulla salute rese note oggi a
Ginevra dall'Organzzazione mondiale della sanita' (Oms). Un
adulto su dieci adulti soffre di diabete. ''Questo rapporto e'
un'ulteriore prova dello spettacolare aumento dei disturbi che
scatenano cardiopatie ed altre malattie croniche, specialmente
nei paesi a basso e medio reddito", ha comentato Margaret
Chan, Direttore generale dell'Oms.
''In alcuni paesi africani, fino alla meta' della popolazione
adulta soffre di ipertensione'', ha sottolineato. L'Oms osserva
che nei Paesi ad alto reddito, la buona diffusione di diagnosi
e di trattamenti con farmaci a basso costo hanno contribuito a
ridurre la mortalita' per malattie cardiache. In Africa, invece,
oltre il 40% (e fino al 50%) degli adulti in molti paesi
sarebbero ipertesi, ma la maggior parte non sono diagnosticati.
Per la prima volta il rapporto sulle Statistiche sanitarie
mondiali 2012 include dati sull'iperglicemia. La prevalenza
media nel mondo e' intorno al 10%, ma il disturbo colpisce fino
a un terzo della popolazione di alcuni paesi insulari del
Pacifico. Il rapporto conferma infine l'aumento dell'obesita' in
tutte le regioni del mondo. L'obesita' e' infatti raddoppiata
tra il 1980 e il 2008 ed oggi, mezzo miliardo di persone (il 12%
della popolazione mondiale) sono considerate obesi''. I tassi
oiu' alti sono registrati nella regione delle Americhe (26%
della popolazione adulta ed i piu' bassi nella regione dellAsia
del sud-est (3%). Ovunque, le donne sono piu' esposte
all'obesita' rispetto agli uomini, e quindi anche al maggior
rischio di diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tumori.
Salute: per perdere peso basta dormire a tempo
(ANSA) - SYDNEY, 16 MAG - Ne avete abbastanza di diete e di
esercizio? Vi potete rilassare, perche' la maniera di tenere
sotto controllo il peso, e' di dormirci sopra. Cosi' conclude
una ricerca sui ritmi circadiani che regolano il ciclo
sonno-veglia, presentata ieri sera a un seminario sull'obesita'
dell'Istituto Garvan di Melbourne.
Lo studio, esposto dal biologo chimico Gad Asher
dell'Istituto di Scienza Weizman di Israele, conclude che ogni
cellula del corpo ha un suo 'orologio circadiano'. Rivela
inoltre un legame fra i turbamenti del ciclo, tipici di chi
lavora in turni di notte, e disturbi metabolici. Dormire otto
ore a notte e mangiare di giorno puo' essere importante nel
controllare il peso quanto la dieta e l'esercizio, sostiene lo
studioso.
L'equipe guidata da Asher ha scoperto che una proteina legata
all'invecchiamento e al metabolismo, chiamata Sirt1, e'
'l'anello mancante' fra gli orologi circadiani e il metabolismo
e sarebbe un fattore in disturbi metabolici come obesita' e
diabete tipo 2. Una conclusione che conferma uno studio
australiano secondo cui chi fa turni di notte, mangia a notte
tarda e dorme durante il giorno, e' piu' suscettibile
all'obesita'.
Lo studio della Scuola di Psicologia e Psichiatria
dell'Universita' Monash di Melbourne, anch'esso presentato al
seminario, indica che dopo pochi giorni di sonno inadeguato, gli
ormoni dell'appetito leptina e grelina stimolano un appetito
accresciuto. (ANSA)
Salute: fare il pendolare 'espande' il girovita
(ANSA) - ROMA, 16 MAG - Sia che si viaggi in macchina, sia
stipati dentro un treno o un vagone della metro, fare il
pendolare fa male alla salute: piu' e' lontano il posto di
lavoro, maggiore e' il girovita del povero pendolare; se lungo,
il viaggio casa-ufficio aumenta il rischio obesita' e pressione
alta.
E' quanto emerge da uno studio appena pubblicato
sull'American Journal of Preventive Medicine.
L'indagine ha riguardato 4300 lavoratori pendolari americani
ed e' stata condotta da Christine Hoehner della Washington
University presso St. Louis.
Sono ormai diverse le ricerche che mostrano che stare in
mezzo al traffico non sia un toccasana per mente e corpo,
aumentando il rischio di problemi cardiovascolari e infarto.
Questo nuovo studio si e' concentrato sugli effetti del
pendolarismo sulla forma fisica e sulla salute cardiovascolare.
Gli esperti hanno osservato 4300 pendolari texani e visto che in
media ogni 16 chilometri percorsi per recarsi da casa
all'ufficio e viceversa, il loro indice di massa corporea
(parametro per stimare il sovrappeso) cresce di 0,17 punti.
Inoltre cresce il loro girovita e il rischio di ipertensione.
Le lunghe distanze casa-ufficio aumentano il rischio obesita' di
quasi il 10%.
I motivi addotti dai ricercatori sono vari: intanto chi abita
lontano dall'ufficio in genere e' costretto ad 'alzatacce' per
rispettare gli orari di lavoro e dormire poco fa ingrassare. Poi
spesso per risparmiare tempo si mangia durante il viaggio, quasi
sempre finendo per consumare pasti poco salutari. Infine il
tempo speso nel traffico per andare in ufficio e' tolto
all'attivita' fisica e al tempo libero, quindi i pendolari sono
in media piu' sedentari. (ANSA).
Sanita': ministero, ancora troppi cesarei, 38% nel 2009
(ANSA) - ROMA, 16 MAG - In Italia continuano ad effettuarsi
troppi parti cesarei. In media, il 38% dei parti avviene con
taglio cesareo, sia pure con notevoli differenze regionali. E'
quanto emerge dall'8/o Rapporto CeDAP 2009 - Analisi dell'evento
nascita. Il documento, realizzato dall'Ufficio di Direzione
Statistica del Ministero della Salute, raccoglie le informazioni
rilevate dal flusso informativo del Certificato di Assistenza al
Parto (CeDAP).
Nel 2009, si sono registrate in totale 557.300 nascite, e
548.570 sono state le schede Cedap pervenute per l'analisi
(relative a 549 punti nascita nel nostro Paese).
Rispetto al luogo del parto, si legge nel rapporto pubblicato
sul sito del dicastero, si registra un'elevata propensione
all'uso del taglio cesareo nelle case di cura accreditate, dove
si rileva tale procedura in circa il 58,3% dei parti contro il
35,0% negli ospedali pubblici.
Il parto cesareo è più frequente nelle donne con cittadinanza
italiana rispetto alle donne straniere: se infatti nel 28,6% dei
parti di madri straniere si ricorre al taglio cesareo, tale
percentuale sale al 40,1% nei parti di madri italiane.(ANSA).
A Pisa eseguite colonscopia virtuala bassa dose radiazioni
(ANSA) - WASHINGTON- 16 MAG - Sono state eseguite a Pisa, per
la prima volta in Italia, grazie all'installazione di una
nuovissima apparecchiatura Tac a 128 strati presso la
Radiodiagnostica 1 dell'Azienda ospedaliero universitaria
pisana, le colonscopie virtuali con bassa dose di radiazioni,
inferiori di ben 10 volte rispetto a un'indagine radiologica
tradizionale del colon.'
Con dosi cosi, simili a quelle delle radiografia della colonna e
bacino - spiega Emanuele Neri, ricercatore universitario che
coordina il servizio di colonscopia - la metodica potra' avere,
in un prossimo futuro, un ruolo significativo anche nel campo
della diagnosi precoce nei soggetti a rischio di sviluppo del
carcinoma colorettale''. L'unita' operativa di Radiodiagnostica
1, a Pisa, e' un centro di riferimento internazionale per questa
metodica, per la quale ha recentemente collaborato nella stesura
delle linee guida europee.(ANSA).
Medicina: riprende a usare mano dopo operazione a nervi lesi
(ANSA) - ROMA, 15 MAG - Riallacciando i 'nervi giusti' un
paziente 71/enne ha recuperato in parte la mobilita' delle mani,
persa dopo un incidente stradale che lo ha lasciato paralizzato;
il tutto attraverso un intervento chirurgico che ha
''riallacciato'' i nervi ancora funzionanti ricollegandoli in
modo da bypassare il danno spinale.
L'intervento, condotto da chirurghi della Washington
University School of Medicine di St. Louis, ha permesso al
paziente di ricominciare a muovere un po' le mani, articolando
le dita che non riusciva piu' a piegare e stendere, tanto che
ora le puo' usare per afferrare cibo e per scrivere pur se in
modo assistito; ma sono previsti altri miglioramenti nell'uso
delle mani via via che il percorso di riabilitazione prosegue.
L'intervento e' raccontato sul Journal of Neurosurgery da
Susan Mackinnon.
L'uomo era rimasto coinvolto in un incidente due anni prima e
aveva riportato un danno al midollo spinale a carico della
vertebra cervicale C7, cosa che compromette la mobilita', tra le
altre cose, delle mani.
I neurochirurghi hanno riallacciato il nervo che comanda i
movimenti delle dita (interosseo anteriore) al midollo spinale
bypassando il danno C7. In pratica hanno riallacciato il nervo
al midollo collegandolo al 'nervo brachiale' che si trova nel
braccio e che si collega al midollo al di sopra del tratto
danneggiato nel paziente, quindi e' completamente sano e
funzionante.
Il collegamento creato fa si' che il nervo della mano
ricominci di nuovo a comunicare col midollo spinale e quindi a
rispondere nuovamente ai comandi motori dall''alto'. Dopo
l'intervento e con opportuna riabilitazione il paziente ha
ricominciato pian piano ad articolare le dita (pollice, indice e
medio) per afferrare e scrivere anche se in modo rudimentale.
pediatria: 6 mamme su 10 cercano risposte ai dubbi sul web
(ANSA) - MILANO, 15 MAG - La maggior parte delle mamme
italiane (60%), per far stare bene il proprio bambino, cerca le
risposte di pediatri e specialisti su internet. A dirlo e'
l'indagine 'Mamma quanti dubbi', lanciata con un questionario su
Facebook e che ha coinvolto 500 mamme di tutta Italia.
''Pediatra e internet, presi singolarmente - spiegano gli
autori dell'indagine - sono le due fonti a cui le mamme si
rivolgono piu' spesso quando vogliono informarsi sulla salute
del proprio figlio. Al pediatra si rivolge circa il 66% delle
mamme, per il web e' il 60%. Ma il vero picco di preferenze si
ha quando queste due fonti di informazione si combinano insieme:
una larga maggioranza di mamme, 3 su 4, ritiene che interagire
con uno specialista via web sia lo strumento online migliore per
avere informazioni chiare e autorevoli sulla protezione e la
cura del proprio bambino''.
Sulla scorta di questi risultati e' nato il portale 'Crescere
Protetti', sviluppato con la consulenza scientifica della
Societa' italiana di pediatria (Sip) e della Societa' italiana
di igiene. ''I pediatri che fanno parte della task force di
Crescere Protetti, oltre a garantire una risposta tempestiva
alle mamme nel giro di 48 ore sulle tematiche generaliste -
spiegano i realizzatori - interverranno anche a rotazione ogni
mese durante sessioni di chat live, in cui verranno affrontati
gli argomenti piu' interessanti segnalati dalle mamme stesse''.
''Il pediatra resta la figura piu' autorevole a cui
rivolgersi - dice Alberto Ugazio, presidente Sip - ma il web 2.0
e' un'ottima opportunita' per migliorare ulteriormente il
rapporto mamma-pediatra, per riuscire a essere divulgativi senza
perdere di vista la correttezza scientifica dei contenuti.
Questo progetto e' un utile strumento per aiutare le mamme nel
loro ruolo al tempo stesso bellissimo e impegnativo, nonche' una
piattaforma di dialogo e confronto tra loro e i pediatri''.
La campagna 'Crescere Protetti' prevede, oltre al lancio del
portale, anche la distribuzione di materiale informativo
all'interno degli studi pediatrici. Il progetto e' stato
realizzato grazie al contributo incondizionato di
Napisan-Dettol.(ANSA).
Genetica:prima 'mappa' schizofrenia e ideato test di rischio
(ANSA) - ROMA, 15 MAG - Un gruppo internazionale di
ricercatori ha isolato i ''geni della schizofrenia'' e messo a
punto un prototipo di test genetico per misurare il rischio
individuale di essere colpito da questa malattia che a diversi
livelli di gravita' riguarda l'1% della popolazione.
E' quanto riportato sulla rivista Molecular Psychiatry dal
gruppo capitanato da Alexander Niculescu della Indiana
University School of Medicine di Indianapolis.
La schizofrenia puo' avere un impatto devastante sulla
persona, con sintomi variabili e piu' o meno gravi come
comportamenti bizzarri o difficolta' a discernere tra esperienze
di vita reale ed esperienze solo immaginate dal paziente. La
realta' e l''illusione' (con tratti anche allucinatori) si
fondono rendendo impossibile una vita di relazione normale. Da
tempo si e' a caccia delle basi genetiche di questa complessa
malattia che ha alla base un problema di sviluppo del cervello
di natura non chiara, ma anche con lo zampino del Dna. Ma i geni
da soli non bastano a spiegare l'insorgenza della schizofrenia
che di solito riguarda persone che, oltre ad essere
geneticamente vulnerabili, sono cresciute in ambienti
stressanti, ostili, hanno fatto uso di droghe e alcol.
Fondendo i dati genetici reperiti da diversi studi su
pazienti e anche su modelli animali gli esperti hanno isolato i
''geni top'' primariamente legati all'insorgenza della
schizofrenia (oltre 10 geni), legati allo sviluppo del cervello,
alla formazione della guaina di rivestimento isolante (mielina)
che serve a far scorrere senza dispersione il segnale nervoso
nei nervi, ai contatti tra cellule e molto altro.
I ricercatori hanno messo anche a punto un prototipo di test
genetico per la misura del rischio individuale di ammalarsi,
test che pero' non puo' predire il 'destino' di un individuo
(cioe' dire se si ammalera' o meno) ma solo stimare il suo
rischio individuale di ammalarsi perche', come detto, non
bastano i geni a spiegare l'insorgenza della
schizofrenia.(ANSA).
Salute: Usa, sonnambulismo fenomeno diffuso
(ANSA) - ROMA, 15 MAG - Ci sono molti sonnambuli ''in giro''
di notte: uno studio americano svela che quasi una persona su
tre soffre di una qualche forma di sonnambulismo almeno una
volta nella vita.
Lo studio, condotto da Maurice Ohayon, direttore dello
Stanford Sleep Epidemiology Research Center in California, e'
stato pubblicato sulla rivista Neurology ed ha coinvolto 16 mila
persone.
Il sonnambulismo e' molto comune soprattutto in eta'
pediatrica; si stima che almeno il 30% dei bimbi abbia momenti
di sonnambulismo, ma di solito con l'aumentare dell'eta' il
fenomeno diventa meno frequente. Tuttavia finora una vera
statistica sul campo per monitorare l'entita' del fenomeno non
era mai stata fatta. Il sonnambulismo comprende un range di
disturbi che va dal parlare nel sonno all'alzarsi e camminare
per casa o anche uscire, mettendosi, soprattutto in quest'ultimo
caso, in pericolo.
Con un questionario ad hoc, e' riferito su Reuters Health
online, gli esperti hanno rilevato che quasi un individuo su tre
(29%) ha avuto almeno un episodio di sonnambulismo in passato.
Mentre il sonnambulismo ripetuto e frequente e' risultato un
fenomeno piu' raro (il 3% fino a una volta al mese, l'1% almeno
due volte al mese).
E' piu' probabile far parte del ''popolo dei sonnambuli'' se
si hanno disturbi del sonno (insonnia), se si soffre di apnea
notturna, se si beve molto alcol, se si prendono sonniferi e
antidepressivi. (ANSA).
Cassazione: stop a certificati medici per telefono
(ANSA) - ROMA, 15 MAG - I medici di base non possono
prorogare i certificati medici di malattia per telefono anche
nel caso in cui abbiano visitato il paziente da loro assistito
pochi giorni prima attestandone il reale stato di malattia. Lo
sottolinea la Cassazione. Con la sentenza 18.687 della V Sezione
Penale e' stato, infatti, condannato un medico di famiglia di
Milano con l'accusa di aver compilato un falso certificato
medico con il quale prorogava la prognosi di decorso di una
malattia di una sua paziente. Il camice bianco non aveva
visitato la paziente ma si era limitato a scrivere il
certificato sulla sola base dei sintomi di persistenza del male
riferitigli per telefono dalla signora. Senza successo, in
Cassazione, Daniele B. ha fatto presente di aver visitato
Vittoria G. di persona, solo quattro giorni prima di prorogarle
lo stato di malattia e che, pertanto, le era sembrato credibile
il protrarsi dei sintomi della patologia lamentata. I Supremi
giudici gli hanno risposto che ''non e' consentito al sanitario
effettuare valutazioni o prescrizioni semplicemente sulla base
di dichiarazioni effettuate per telefono dai suoi assistiti''.
''Cio' rende irrilevanti - prosegue l'Alta Corte - le
considerazioni sulla effettiva sussistenza della malattia o
sulla induzione in errore da parte della paziente''. Insieme al
medico e' stata condannata anche la sua assistita, la signora
Vittoria G., colpevole, di conseguenza, di aver fatto uso della
falsa certificazione per giustificare la sua assenza dal lavoro.
L'entita' delle condanne non e' riportata dalla sentenza 18.687
che conferma il verdetto emesso dalla Corte d'Appello di Milano
il 14 febbraio 2011. In primo grado i due imputati erano stati,
invece, assolti. (ANSA).
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