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Diabetici: attenzione al coma!

I diabetici, siano essi colpiti da un diabete di tipo I o di tipo II, sanno che equilibrare il loro tasso di zucchero nel sangue è essenziale: per riuscirci, una buona educazione terapeutica e alcune misure preventive permettono di evitare eventuali malesseri e il coma.

Il coma diabetico
© Getty Images

Coma ipoglicemico, coma iperglicemico, chetoacidosi, ecc.: Doctissimo fa il punto sulle diverse forme di coma diabetico, le principali complicanze del diabete, con l’aiuto della Dottoressa Françoise Lorenzini, diabetologa ed endocrinologa, medico ospedaliero al Centro Ospedaliero Universitario di Tolosa.

I sintomi del coma diabetico

Carine ha 35 anni2. Dal 2000 presenta un diabete di tipo 2 ed è stata trattata con una pompa di insulina; nonostante abbia usato la massima attenzione ha già avuto due episodi di come ipoglicemico, il primo dei quali è subentrato alcuni anni fa, durante uno stage di danza: "Ero in vacanza con mio marito e ho seguito uno stage di danza per una settimana. Un mattino mio marito si è svegliato e mi ha trovato praticamente incosciente accanto a lui, è corso in farmacia a prendere un kit a base di glucagone (l’ormone con azione inversa a quella dell’insulina) e così ho potuto riprendere conoscenza, circa dieci minuti dopo, senza alcun ricordo di quello che era successo".

Il secondo episodio di coma ipoglicemico è più recente e più inquietante: "È stato all’inizio della mia seconda gravidanza, qualche mese fa. Mio marito era andato al lavoro e l’ho sentito uscire di casa verso le 8. Poi, di nuovo, il nulla: sono rimasta incosciente fino alle 17 e 30 circa, il tempo necessario al mio corpo per ‘ri-zuccherarsi’ naturalmente. Secondo quanto indicava il mio misuratore di glicemia, avevo misurato il tasso di zucchero alle 8 e 30, ma non lo ricordo affatto. La cosa più grave è che ho lasciato mio figlio di due anni da solo per tutto il giorno", ricorda con una punta di angoscia Carine, che da allora porta dei sensori per la glicemia per misurare praticamente in tempo reale il tasso di zucchero nel sangue. "Sono molto pratici, ma purtroppo non sono rimborsati dal sistema sanitario, anche se, in gravidanza e soprattutto dopo quello che mi è successo, sono indispensabili".

Un diabetico su 5 ha un episodio di coma ipoglicemico

"Nei casi di diabete di tipo 1 trattati con insulina, è possibile che subentri il coma ipoglicemico in seguito ad attività fisica inabituale associata a una dose di  insulina troppo elevata, che causano una diminuzione eccessiva del tasso di zucchero nel sangue", spiega la Dottoressa Françoise Lorenzini, diabetologa ed endocrinologa, medico ospedaliero al Centro Ospedaliero Universitario di Tolosa.

È quindi essenziale saper riconoscere i segni precursori dell’ipoglicemia3, sia da parte del paziente che del suo entourage:

  • I primi sintomi sono una sensazione di malessere associata a tremori e a sudorazione, e compaiono in corrispondenza di un tasso di zucchero pari a 0,60 g/L di sangue;
  • In seguito, a 0,40 g/L, compaiono dei segni neurologici, il diabetico diventa confuso, irritabile, e le persone che gli stanno intorno notano dei cambiamento comportamentali;
  • Il passo successivo è la perdita di conoscenza.

"Anche se i casi di morte sono rari, è urgente ‘ri-zuccherare’ il paziente", precisa la Dottoressa Lorenzini. "Meglio dare dello zucchero a un paziente che non è in ipoglicemia piuttosto che non fare niente. Il consiglio è di somministrare 15 grammi, l’equivalente di tre zollette di zucchero, o ancora meglio un bicchiere di succo di frutta o si soda, più facili da prendere. In genere il tasso di zucchero aumenta di nuovo dopo dieci minuti circa". Secondo la nostra specialista circa il 20% dei diabetici presenta almeno un episodio di coma ipoglicemico grave. 

Chetoacidosi e coma iperosmolare

Altri due tipi di coma colpiscono i diabetici: 

La chetoacidosi o coma iperglicemico

La chetoacidosi rappresenta nel 25% dei casi l’evento che segna la scoperta di un diabete di tipo 1 nel bambino o nell’adolescente. "La chetoacidosi si verifica quando lo zucchero aumenta nel sangue in assenza di insulina, che è esaurita. È quest’ultima, però, a permettere allo zucchero di entrare nelle cellule che quindi, private del loro carburante naturale, bruciano degli acidi grassi per funzionare, liberando dell’acetone (una sostanza di scarto), che si accumula nel sangue", spiega Françoise Lorenzini. Il coma iperglicemico è molto più insidioso ed è difficile da individuare, soprattutto nel bambino. I segni principali sono:

  • Aumento della sete;
  • Disturbi digestivi (vomito, nausea, ecc.), da non confondere i sintomi della gastroenterite, perché in questo caso l’urgenza è reale e rende necessario un rapido ricovero del paziente per reidratarlo e ridurre il tasso di zucchero tramite iniezione di insulina. 

Il coma iperosmolare

Anche i soggetti anziani o con handicap, infine, presentano una serie di complicazioni legate alla loro glicemia: il coma iperosmolare, che, come spiega la Dottoressa Lorenzini, "insorge nei casi di disidratazione grave, in cui il sangue è più concentrato e più ricco di zucchero e la glicemia può raggiungere, nei casi più gravi, 13-14 g/L di sangue". In questi casi compaiono dei disturbi della coscienza ed è necessario ricoverare il paziente per riequilibrare la glicemia e reidratare. Inoltre, come ricorda la dietologa, " L’educazione terapeutica e la prevenzione, anche grazie alla vigilanza della famiglia e dell’ambiente, sono in ogni caso elementi chiave per la riduzione dei rischi di coma e altri problemi".

Sihem Boultif

 

Fonti

1 – Intervista alla Dottoressa Françoise Lorenzini, giugno 2014.

2 – Testimonianza di Carine (il nome è stato cambiato), giugno 2014.

3 - L’association française des femmes diabétiques (Associazione francese delle donne diabetiche)

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14/08/2014

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