Home  
  
  
    Il pancreas artificiale
Cerca

Vivere con il diabete
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Il pancreas artificiale: una rivoluzione per i pazienti diabetici

Andrea, da anni affetto dal diabete, ha cenato al ristorante, dormito in albergo e ha trascorso un'intera mattinata senza mai doversi pungere il dito per controllare la glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue. Oggi è possibile essere così spensierati grazie all'innovazione introdotta da un pancreas artificiale miniaturizzato, autonomo e portatile. Approfondimento su questo incredibile progresso tecnologico.

Il pancreas artificiale
© Getty Images

Da molti anni diverse équipe stanno lavorando alla messa a punto di un pancreas artificiale. La creazione di un dispositivo di questo tipo permetterà di prevenire le complicanze del diabete, ridurre i rischi di ipoglicemia indotta e migliorare la vita quotidiana del malato. Perché ciò sia possibile sono però necessari tre elementi: la pompa insulinica (o microinfusore), il rilevatore in tempo reale di glucosio nel sangue e un dispositivo di connessione tra questi due elementi.

Primo utilizzo di un pancreas artificiale autonomo

Un consorzio di ricerca internazionale, che comprende l'équipe di Endocrinologia-Diabetologia del CHRU di Montpellier diretta da Eric Renard e Jacques Bringer, insieme a équipe italiane e americane1, ha appena compiuto un passo avanti spettacolare in questo campo. Per la prima volta, un paziente con diabete di tipo 1 ha potuto scordarsi della propria glicemia. "È incredibile, ho dormito una notte intera senza pensare alla mia glicemia. Con questo nuovo tipo di dispositivo si può ritrovare la spensieratezza, uno stato d'animo generalmente incompatibile con il diabete", afferma Patrick Mas, maratoneta che si è dato allo sport "grazie a o a causa del diabete".

Il dispositivo comprende una pompa insulinica portatile, un dispositivo sottocutaneo di misurazione continua del glucosio e un modulo informatico di controllo installato in un cellulare. La misurazione automatica del glucosio viene trasmessa in modo continuo al modulo di controllo, che stabilisce la quantità di insulina che la pompa deve somministrare per mantenere la glicemia entro i livelli di normalità.

Durante questo esperimento, il paziente ha trascorso un'intera giornata presso il Centre d'Investigation Clinique INSERM 1001 (Centro di ricerche cliniche) del CHRU di Montpellier, durante la quale è stato istruito sull'utilizzo di questo sistema. In seguito, il paziente ha potuto utilizzare il dispositivo in modo autonomo al di fuori dell'ospedale. Grazie a un sistema di controllo a distanza, l'équipe tecnica e medica2 ha potuto verificare in qualsiasi momento il funzionamento corretto del pancreas artificiale.

Una speranza per migliaia di diabetici

Al giorno d'oggi, i diabetici di tipo 1 (in Italia il numero di persone affette da diabete mellito di tipo 1 è di circa 250 mila, cifra destinata ad aumentare nel mondo) devono controllare più volte al giorno il proprio livello di glicemia pungendosi il dito e utilizzando un apposito misuratore di glicemia. In base ai risultati, devono poi procedere a iniezioni di insulina per regolare il tasso di glucosio nel sangue. Questa procedura vincolante consente di mantenere un livello di glicemia pressoché normale, che può tuttavia cambiare con l'alimentazione, l'attività fisica e lo stress. Questa azione permette di prevenire o di rallentare le complicanze micro-vascolari (retinopatia diabetica, insufficienza renale…) e cardiovascolari.

Lo scopo, quindi, è impedire che il tasso di zucchero nel sangue aumenti o, al contrario, che si abbassi in modo troppo significativo. D'altronde, il rischio di ipoglicemia notturna è una paura che accompagna i pazienti diabetici. Per questa ragione, il nuovo dispositivo è stato testato nell'arco di un'intera giornata nei centri di Montpellier e di Padova, dove sono stati ottenuti gli stessi risultati. Questa prima sperimentazione verrà condotta in altri otto pazienti prima di prolungare la durata dello studio per più giorni, quindi di più settimane, se si otterranno risultati.

"Mi rende felice poter pensare che tra 10 anni tutti i diabetici insulinodipendenti potranno beneficiare di un pancreas artificiale autonomo", afferma Patrick Mas. Secondo i ricercatori, potrebbero volerci tra i 5 e i 10 anni per poter disporre di un pancreas artificiale autonomo. Altre équipe stanno lavorando alla messa a punto di un dispositivo di questo tipo, tra cui quelle di Cambridge3 e di Boston3.

David Bême

1 - Il consorzio di ricerca internazionale comprende l'équipe di Endocrinologia-Diabete del CHRU di Montpellier, con a capo i professori Eric Renard e Jacques Bringer, le Università di Padova e Pavia, le Università della Virginia di Charlottesville e della California di Santa Barbara (USA)
2 - Comunicato del CHRU di Montpellier - ottobre 2011
3 - "Manual closed-loop insulin delivery in children and adolescents with type 1 diabetes: a phase 2 randomised crossover trial" - The Lancet, Volume 375, Issue 9716, Pages 743 - 751, 27 February 2010 
4 - "A Bihormonal Closed-Loop Artificial Pancreas for Type 1 Diabetes” - Sci Transl Med.2010 Apr 14;2(27):27ra27 

Commenta
17/12/2012

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ischemia e ictus: sei a rischio?

Test salute

Quiz - Ictus e ischemia

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale