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Il funzionamento della pompa di insulina

Quando si è diabetici, la quotidianità è cadenzata dalle molteplici iniezioni di insulina a cui i pazienti sono costretti a sottoporsi. Ma esiste un'alternativa: la pompa esterna. Diversi motivi spingono a stabilire un confronto tra queste due forme di trattamento. Per far luce su questi trattamenti, Doctissimo ha incontrato il Prof. Jacques Bringer, Primario di diabetologia del CHU (Centre Hospitalier Universitaire) di Montpellier.

Il funzionamento della pompa di insulina
© Getty Images

Doctissimo: La maggior parte dei diabetici si sottopone a iniezioni multiple giornaliere? Questi pazienti potrebbero beneficiare di una pompa insulinica?

Prof. Jacques Bringer: Per beneficiare di una pompa insulinica esistono indicazioni ben precise. La prima è la presenza di un tasso di emoglobina glicata (HbA1c) che rimane sempre troppo alto nonostante il trattamento intrapreso. Seconda indicazione: il paziente è soggetto a forti sbalzi glicemici, destabilizzanti, e che comportano frequenti ipoglicemie. Infine, l'ultima indicazione per l'inserimento di un microinfusore è la necessità di raggiungere un perfetto equilibrio, una stabilizzazione del diabete, ad esempio nel caso di una gravidanza. Nella maggior parte dei casi, la pompa dovrebbe essere proposta ai pazienti diabetici come alternativa terapeutica. È importante far conoscere l'esistenza delle pompe insuliniche, poiché sono molti i pazienti a non conoscere il loro meccanismo.

Doctissimo: È sempre necessario proporre una pompa al malato?

Prof. Jacques Bringer: È importante informare ogni malato sulle opzioni terapeutiche che ha a disposizione, fargli provare i due trattamenti e lasciarlo libero di scegliere. Non bisogna mai dare un giudizio a priori sul tipo di trattamento per il quale opterà il paziente diabetico. Al contrario, un fallimento o un'insufficienza del trattamento con iniezioni multiple e una qualità di vita scadente devono indurre il medico a suggerire l'adozione della pompa. Si tratta in questo modo di offrire una maggiore flessibilità al malato in funzione del suo stile di vita e delle sue esigenze.
In alcuni casi particolari, ad esempio nel bambino, che richiede una somministrazione precisissima della cura, è spesso preferibile scegliere la pompa, che è di gran lunga più precisa delle iniezioni multiple giornaliere. 

Doctissimo: Quali sono i principali vantaggi della pompa insulinica?

Prof. Jacques Bringer: La precisione e l'accuratezza del flusso basale permettono una modulazione estrema nella somministrazione di insulina. Il malato può anche saltare più facilmente i pasti o mangiare puntualmente in modo "più zuccherato" senza doversi sottoporre a un'iniezione supplementare. Di fatto, con la pompa ci si può sottoporre a una puntura ogni tre giorni, contro una media di quattro iniezioni multiple al giorno. Dal punto di vista dei controlli glicemici, la valutazione deve essere la stessa (da 4 a 6 controlli giornalieri della glicemia), a prescindere che si indossi una pompa insulinica o che ci si sottoponga alle iniezioni.

Doctissimo: A fronte dei tanti vantaggi citati, esistono anche degli inconvenienti?

Prof. Jacques Bringer: La pompa che il paziente indossa è un testimone permanente della sua malattia. Alcuni pazienti possono far fatica ad accettarla perché, anche se la pompa è discreta, rimane comunque presente durante un'attività sportiva, nell'intimità o nelle pratiche quotidiane, come la doccia o il bagno. 

Doctissimo: La pompa insulinica riduce il rischio di complicazioni?

Prof. Jacques Bringer: Nel breve termine, gli studi di cui disponiamo dimostrano che il tasso di emoglobina glicata diminuisce in media dello 0,6% con l'adozione della pompa e, soprattutto, che gli sbalzi glicemici e il coma diabetico che l'accompagnano si riducono in genere del 30%. Sfortunatamente, a oggi non disponiamo di studi sul lungo termine, ma è noto che una diminuzione di questa famosa emoglobina glicata (HbA1c) consente di ridurre in modo significativo le complicanze del diabete.

Doctissimo: Esistono controindicazioni assolute per quanto riguarda l'inserimento di una pompa insulinica?

Prof. Jacques Bringer: Un paziente che non accetta la sua malattia, che rifiuta di eseguire i controlli glicemici o che scongiura l'idea stessa di indossare una scatola non potrà mai beneficiare dell'apporto positivo della pompa insulinica. I pazienti devono essere responsabili, preoccupati della loro malattia, perché l'impiego della pompa richiede una formazione. Anche nel caso di un bambino, i genitori dovranno essere aperti a un confronto rispetto all'utilizzo della pompa. Infine, gli adolescenti diabetici che soffrono di un disturbo del comportamento alimentare grave non possono indossare un microinfusore.

Doctissimo: Come eliminare le ultime resistenze dei pazienti?

Prof. Jacques Bringer: In futuro, alcuni tipi di pompe ora in fase di sviluppo, dovrebbero favorire una migliore accettazione della malattia, permettendo al tempo stesso un controllo glicemico pressoché costante. Il sensore enzimatico di glucosio viene impiantato sottocute. Occorre sempre un pò di tempo per cambiare la mentalità delle persone. Oggi, accontentiamoci di offrire a ogni paziente il miglior trattamento possibile, senza giudicare a priori quello che gli si addice meglio. Il nostro obiettivo deve consistere nell'offrirgli la migliore soluzione possibile in funzione del suo stile di vita e delle sue attese. A tale scopo, il medico è tenuto a informare il paziente in modo obiettivo. A quel punto, il paziente avrà a disposizione tutti gli elementi per scegliere.

Pareri raccolti da Anne-Aurélie Epis de Fleurian

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17/12/2012

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