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Diabetologo: il professionista del diabete

Il diabete è una malattia complessa e lo è altrettanto il suo trattamento… Medici generici, diabetologi, dietisti e altri specialisti formano una rete fondamentale per comprendere efficacemente questa patologia e prevenirne le complicanze.

Il diabetologo
© Getty Images

Oggi, quasi 3 milioni di italiani sono diabetici. Se il medico generico e il diabetologo sono gli interlocutori privilegiati, questa malattia richiede spesso l'attenzione di più specialisti. È proprio tale approccio pluridisciplinare a garantire una cura di qualità.

Il medico generico: il primo interlocutore

Nell'ambito del trattamento del paziente, il medico generico ha il vantaggio di conoscerne la storia personale, oltre che il contesto familiare. A conoscenza degli elementi raccolti dal paziente diabetico, il medico generico è il vero direttore d'orchestra del controllo medico, cioè colui che coordina l'insieme dei soggetti coinvolti nel trattamento della malattia (dagli specialisti ai paramedici).

Egli richiede esami regolari completi (controllo della pressione, esame podologico, dosaggi dell'emoglobina glicata, della microalbuminuria, del colesterolo e dei trigliceridi…). Il suo ruolo va dunque ben oltre la stesura di una prescrizione: grazie agli esami regolari può fare il punto sugli organi potenzialmente colpiti dal diabete. Analogamente, agisce in prima linea rispetto a tutte le patologie (infezioni, complicazioni…) che possono interferire con il diabete. Il medico generico può fornire i primi consigli in materia di dietologia e di lotta contro il sovrappeso. In caso di necessità, può rapidamente indirizzare il paziente verso un bravo specialista (cardiologo, neurologo, dentista, podologo…) e, ovviamente, verso il diabetologo. La collaborazione tra diabetologo e medico generico è essenziale per poter fornire un trattamento adeguato.

Il diabetologo: lo specialista principale

Molto spesso endocrinologo, il diabetologo può esercitare presso una struttura sanitaria o in regime di intramoenia. È il professionista in grado di assicurare una presa in carico iniziale, oltre che il controllo regolare dei pazienti diabetici in collaborazione con il medico generico. Lavorando in sinergia con quest'ultimo, lo specialista risponde ai problemi che possono insorgere, permette di adeguare il trattamento e/o colmarne le lacune. Sempre informato sulle scoperte più recenti, è proprio il diabetologo colui che potrà far beneficiare il paziente delle novità in materia di autocontrollo glicemico, di kit per la somministrazione di insulina o di nuovi farmaci. Tutti i diabetici devono almeno sottoporsi ad una visita annuale, mentre gli incontri saranno più frequenti in caso di insulinoterapia. Oltre a questo rapporto diretto con il paziente, i diabetologi si fanno sempre più spesso promotori delle reti di cura in grado di offrire al paziente un trattamento multidisciplinare.

Infermiere, podologo, oftalmologo… A ciascuno la propria specialità

La multidisciplinarietà è la chiave per il trattamento del diabete, che può colpire diversi organi e contro cui vanno adottate molteplici misure. Fra gli altri specialisti e paramedici impegnati nella lotta contro il diabete, possiamo citare:

 Il dietista: questo specialista è in grado di fornire informazioni fondamentali sull'alimentazione (scelta degli alimenti per comporre un pasto equilibrato, stima della quantità di glucidi contenuti in un pasto, modalità di cottura, lettura delle etichette dei prodotti industriali…) e di correggere determinati errori. L'alimentazione è una delle principali armi nel trattamento del diabete.

 L'infermiere: vicino al paziente diabetico, l'infermiere fornisce preziose raccomandazioni su come eseguire nella pratica gli esami di autocontrollo glicemico, a seconda del dispositivo in uso dal paziente. Può anche consigliare al malato le regole indispensabili inerenti allo stile di vita. È inoltre interlocutore fondamentale in caso di lesioni a piedi e gambe.

 L'oftalmologo: il ruolo dell'oculista non richiede spiegazioni. Come nel caso di tutti gli altri pazienti, dove necessario permetterà di adattare gli occhiali da vista, ma soprattutto di effettuare un esame del fondo oculare almeno una volta l'anno. Questo esame permette di individuare eventuali lesioni precoci della retina che possono portare alla cecità. Il diabete è, infatti, la prima causa di cecità nelle persone di età inferiore ai 50 anni. In una situazione di crescente penuria di oftalmologi, l'utilizzo dei retinografi da parte dei paramedici risulta un'alternativa interessante; per saperne di più, leggi il nostro articolo "Diabete: stop alle complicanze!".

 Il podologo: in seguito a un'oggettiva perdita della sensibilità o alla comparsa di duroni o di lesioni a livello dei piedi, alcuni pazienti devono ricorrere a una visita specialistica. Il podologo può intervenire prescrivendo l'utilizzo di solette adeguate. Nel caso di lesioni gravi, è necessario sottoporsi a controlli con cadenza bimestrale da parte di un podologo specializzato.

 Il cardiologo: il rischio cardiovascolare per i diabetici è più che raddoppiato negli uomini e triplicato nelle donne. In considerazione di questo rischio specifico, si raccomanda una visita annuale con check-up completo del cuore. 

Anche il paziente ha comunque un ruolo primario nell'ambito delle cure che riceve: esegue controlli giornalieri, si pratica le iniezioni di insulina, è attento alla propria alimentazione ed effettua i controlli della glicemia. Il diario, in cui annoterà gli episodi anomali (malesseri, variazioni alla dieta in eccesso o in difetto, attività fisica insolita, evento intercorrente…), è uno strumento che gli permetterà di adattare il trattamento, d'accordo con il medico curante.

David Bême

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17/12/2012

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