Home  
  
  
    Diabete e tatuaggi
Cerca

Vivere con il diabete
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Diabete e tatuaggi: quali sono i rischi?

Il diabete è una malattia che colpisce più di 2 milioni di persone in Italia, sia uomini che donne in egual misura, ed è un disturbo spesso invalidante ma che permette comunque di condurre una vita all’insegna della normalità. Che legame c’è tra il diabete e i tatuaggi? Quali sono i rischi per un diabetico se decide di farsi un tatuaggio sulla pelle?

Diabete e tatuaggi
© Getty Images

Breve storia del tatuaggio

Il tatuaggio nasce come elemento per abbellire il corpo umano, visto come una tela su cui dipingere immagini e ricordi in maniera indelebile. Le prime testimonianze ritrovate di un tatuaggio risalgono a più di 5000 anni fa ma la pratica di decorare il proprio corpo con disegni e simboli si è estesa in tutto il mondo e in tutti i popoli, soprattutto per motivi religiosi. Nelle popolazione dell’est del mondo, il tatuaggio è da sempre considerato un elemento che segna il passaggio all’età adulta, così come viene spesso utilizzato per rendere omaggio agli Dei. In Occidente, nell’Ottocento, il tatuaggio fu però associato ad una personalità particolare, poco raccomandabile e pericolosa per la società, sebbene molti furono i personaggi storici importanti che ne avevano uno. Oggi, il tatuaggio è semplicemente un modo di celebrare ricordi, emozioni, persone e pensieri, indipendentemente dalla classe sociale, l’età e la cultura di appartenenza. Ma anche se tatuarsi sembra un gesto accessibile a tutti, alcune persone hanno delle limitazione a causa del loro stato di salute, come ad esempio i diabetici.

Diabete e tatuaggi

Il legame tra una malattia come il diabete e i tatuaggi non è così evidente, eppure coloro che soffrono di tale disturbo non dovrebbero farne uno. Il motivo nasce per la composizione dei pigmenti colorati che il tatuatore inietta sottopelle con una speciale macchinetta per tatuaggi, utilizzata già alla fine del 1800 dal newyorchese Samuel O’Reilly, il quale a sua volte rielaborò una penna elettrica per duplicazione di documenti inventata da Thomas Edison. I pigmenti utilizzati possono avere delle conseguenze sulla salute dell’individuo, anche se non è affetto da nessuna malattia: le allergie scatenate dal cinabro (un derivato del mercurio che permette la colorazione rossa) o dalle ammine cromatiche (composti a base di azoto, derivati dall’ammoniaca) possono condurre anche a shock anafilattico in soggetti particolarmente sensibili o addirittura risultare cancerogene.

Nei casi di diabete, il soggetto che intende tatuarsi un’immagine o una scritta sul corpo deve prendere coscienza dei rischi cui va incontro. Una persona affetta da diabete è soggetta ad una cicatrizzazione più lenta rispetto alla norma, elemento importante da considerare visto che l’ago o gli aghi della macchinetta del tatuatore penetrano in profondità e creano numerose micro ferite sulla pelle. Inoltre, proprio a causa del lento rimarginarsi delle ferite, possono insorgere infezioni importanti, che scatenerebbero un aumento pericoloso della glicemia nel sangue, fattore di rischio per chi è già diabetico.

Ad ogni modo, alcuni medici affermano che l’essere diabetici non esclude a priori la possibilità di fare un tatuaggio: è bene chiedere consiglio agli specialisti per valutare insieme se il tipo di diabete di cui si soffre e la sua gravità consentano di affidarsi alle mani di un tatuatore. Bisogna ricordare che sebbene sia pericoloso, le conseguenze negative di un tatuaggio su un soggetto diabetico possono non manifestarsi: le ferite possono rimarginarsi in tempi accettabili e il livello di zuccheri nel sangue, così come le infezioni, possono essere tenute sotto controllo. A riguardo, dagli Stati Uniti arriva un’innovazione in tale ambito: stiamo parlando proprio di un tatuaggio, in grado di monitorare il livello di glicemia dei soggetti affetti da diabete.

Il tatuaggio per controllare il diabete

L’ingegnere biomedico Gerard Coté, della Dwight Look College of Engineering in Texas, ha messo a punto un particolare tipo di tatuaggio che, sulla pelle di un soggetto diabetico, è in grado di cambiare colore in base alla concentrazione di zuccheri nel sangue. Questo sistema consentirebbe di evitare fastidiose punture, che prelevando del sangue in genere dai polpastrelli delle dita, hanno monitorato il tasso di glicemia fino ad oggi. Un metodo, questo, piuttosto fastidioso e doloroso, a dispetto invece del tatuaggio del Dottor Coté: egli avrebbe messo a punto delle sfere fluorescenti della sezione di un capello umano, da posizionare non nel derma, bensì in maniera più superficiale, negli interstizi cutanei, laddove si concentra anche il glucosio. Quest’ultimo, depositandosi sopra le sfere di Coté, ne comprometterebbe la luminosità: illuminando quindi il tatuaggio con un raggio laser, cambierebbe colore e luminosità in base al livello di zuccheri nel sangue.

Il sistema è ancora in fase di sperimentazione, soprattutto per quanto riguarda i casi di rigetto di un corpo estraneo, ma l’idea messa a punto da Coté sembra avere un futuro brillante nel campo scientifico, perché cambierebbe la vita di tutti coloro affetti da diabete con un inoocente, piccolo tatuaggio.

Commenta
04/12/2012

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Ischemia e ictus: sei a rischio?

Test salute

Quiz - Ictus e ischemia

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale