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Diabete: l'efficacia del magnesio

Da una quindicina di anni, alcuni studi trattano del legame tra magnesio e diabete. Il magnesio contribuisce, nell'organismo, al corretto sfruttamento del glucosio e all'azione dell'insulina. Esistono valide ipotesi a sostegno del fatto che un buon apporto di questo minerale sia vantaggioso nel quadro della prevenzione del diabete di tipo 2.

Diabete: l'efficacia del magnesio
© Getty Images

Il diabete è caratterizzato da glicemie (livelli di glucosio o zucchero nel sangue) troppo elevate, a digiuno e in giornata, in relazione ad un disturbo insulinico.

Magnesio e diabete: quale correlazione?

Dopo aver consumato carboidrati, detti anche glucidi (sotto forma di pane, farinacei, frutta, dolciumi…), la glicemia aumenta di conseguenza. Ma, se non si è diabetici, ritorna rapidamente a livelli normali grazie all'azione dell'insulina. Questo ormone prodotto dal pancreas permette ai glucidi di penetrare nelle cellule, dove serviranno da carburante.

Quando si ha un diabete di tipo 1 (meno del 10% dei diabetici), le glicemie non si abbassano perché il pancreas non secerne quasi più questo ormone, infatti si viene curati con iniezioni di insulina.

Quando si ha un diabete di tipo 2 (il più frequente), il pancreas produce ancora insulina, ma quest'ultima è davvero poco efficace. Nelle cellule, il magnesio interagisce con i glucidi e con l'insulina. In particolare, è fondamentale per l'azione dell'insulina, così come per la trasformazione dei carboidrati in energia.

La carenza di magnesio favorirebbe il diabete

Un apporto insufficiente, e di conseguenza una carenza, di magnesio nelle cellule favorisce l'insulinoresistenza. Ciò significa che l'insulina rilasciata in seguito al consumo di carboidrati non svolge la propria funzione. Le cellule resistono alla penetrazione del glucosio, che resta, di fatto, nel sangue e comporta delle glicemie troppo elevate: si tratta del preludio al diabete di tipo 2.

Nell'esteso studio Framingham, sulle quasi 3.000 persone non diabetiche seguite dal 1991 al 1995, si era osservato che coloro che registravano gli apporti di magnesio più scarsi presentavano i livelli di insulina più elevati nel sangue (le glicemie troppo alte stimolano una produzione eccessiva di insulina)1. Successivamente, un altro studio di rilievo ha dimostrato che un apporto quotidiano di 373 o 457 mg di magnesio riduceva di un terzo il rischio di diabete, rispetto ad apporti medi (di 222 o 270 mg)2. Una meta-analisi (sintesi di diversi studi) recente sembra confermare l'effetto preventivo del magnesio3.

Per spiegare l'insulinoresistenza vengono presi in considerazione molteplici meccanismi. In particolare, la carenza di magnesio impedirebbe ai recettori dell'insulina, posti alla periferia delle cellule, di funzionare correttamente. Non riuscendo bene il legame tra insulina e recettori, il glucosio non può penetrare nelle cellule e si accumula nel sangue.

Diabete: più magnesio e meno problemi?

Si constata che le persone affette da un diabete, di tipo 1 o 2, presentano spesso una carenza di magnesio, sia nel sangue (ipomagnesemia) sia all'interno delle cellule. Le ragioni sarebbero più di una: la disfunzione dell'insulina, che incide negativamente sulla concentrazione cellulare di magnesio, e una maggior perdita del minerale attraverso le urine. Il problema è che, nei diabetici di tipo 2, questa carenza di magnesio può aggravare l'insulinoresistenza e, di conseguenza, il diabete.

Alcuni ricercatori hanno quindi iniziato a prescrivere un'integrazione di magnesio alle persone diabetiche. In un studio recente che riunisce 9 indagini, è stato dimostrato che un apporto complementare di 360 mg di magnesio al giorno per 12 settimane ha portato, nei 370 pazienti esaminati, ad una riduzione media della glicemia di 0,1 g (la glicemia a digiuno normale è compresa tra 0,7 e 1,1 g)4. Tuttavia, altri tentativi di integrazione del magnesio non hanno fornito risultati concludenti. Per il diabete di tipo 1, si pensa che un apporto corretto di magnesio migliori l'effetto dell'insulina iniettata e che potrebbe prevenire le complicanze, come la neuropatia (alterazione dei nervi)5. A ogni modo, si è ancora fermi alle supposizioni.

L'importanza del magnesio, per diabetici e non.

Il diabete è una malattia multifattoriale, largamente legata alla genetica, e, per il tipo 2, all'eccesso ponderale (o all'obesità) e alla sedentarietà. Avere un apporto corretto di magnesio (l'apporto raccomandato è di 360 mg al giorno per le donne e di 420 per gli uomini) non è purtroppo sufficiente per proteggersi da questa malattia.

Tuttavia, poiché la carenza di magnesio ha altre conseguenze deleterie per la salute (stanchezza, spasmofilia, depressione, crampi e perfino predisposizione alle malattie cardiovascolari), è importante consumarne in quantità sufficiente. Inoltre, gli alimenti ricchi di magnesio sono in genere quelli consigliati alle persone predisposte al diabete o ai diabetici. Ovvero:

• cereali integrali: pane, riso e pasta contengono da 2 a 3 volte più magnesio rispetto alle loro versioni raffinate (pane bianco e riso bianco, pasta comune). Sono anche più ricchi di fibre, che frenano la digestione dei loro carboidrati e, quindi, fanno in modo che il loro consumo non provochi un eccessivo aumento delle glicemie;

• legumi secchi, quali i fagioli bianchi e rossi, entrambi molto ricchi di fibre;

• frutta secca oleaginosa: noci, mandorle, pistacchi, nocciole, certamente calorici, ma fonte di grassi buoni (monoinsaturi) che proteggono le arterie;

• frutti di mare: chiocciole di mare, lumache di mare, cozze. Poco grassi e poco calorici, forniscono inoltre il selenio, un oligoelemento antiossidante che previene le malattie cardiovascolari;

• alcune acque minerali magnesiache (più di 50 mg di magnesio per litro): lisce, come Acqua Santa di Chianciano, Acqua Arvè; effervescenti, San Lorenzo, AcquaRossa, Vitologatti (queste acque gasate sono tuttavia ricche di sodio, bisogna berle in alternanza con acque contenenti poco sodio);

• il cacao e, di conseguenza, il cioccolato nero, sono ovviamente zuccherati, ma non vanno banditi se assunti in quantità moderata (una barretta da 20 g a fine pasto, oppure come spuntino insieme a un latticino non zuccherato).

Florence Daine

1 - J Am Coll Nut, 25, 486-492, 2006.

2 - Diabetes Care, 27 (1), 270-271, 2004.

3 - J Nutr Sci Vitaminol, 51, 292-310, 2005.

4 - Diabetic Medicine, 23, 1050-1056, 2006.

5 - Magnesium Research, 17 (2), 109-114, 2004.

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17/12/2012

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