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Vivi meglio il tuo diabete con gli edulcoranti

Malgrado il diabete, si può essere buongustai... e gli edulcoranti possono rivelarsi alleati preziosi per un piacere gustativo privo di rischi, sia per i diabetici di tipo 1 che di tipo 2. Questo perché la maggior parte di essi non ha ripercussioni sul tasso di zuccheri nel sangue.

Il diabete e gli edulcoranti
© Getty Images

Il diabete è caratterizzato da glicemie (livelli di glucosio nel sangue) troppo elevate: più di 1,26 g a digiuno. È dovuto, a seconda della tipologia, o alla quasi assenza della produzione di insulina da parte del pancreas oppure all'inefficacia dell'insulina prodotta. Il risultato è lo stesso: i carboidrati consumati, sotto forma di pane, farinacei, frutta o dolciumi, si accumulano nel sangue, e anche nelle urine, e non arrivano agli organi che necessitano del loro "carburante".

Zucchero e diabete: cosa consigliano i diabetologi?

Per anni, si è consigliato alle persone diabetiche di limitare il più possibile il loro apporto glucidico. Tuttavia, ciò portava a regimi iperlipidici (troppo grassi), favorendo l'ipercolesterolemia e l'insorgenza di incidenti cardiovascolari. Oggigiorno, si raccomanda un'alimentazione normoglucidica, seppur con qualche limitazione: una ripartizione del consumo di glucidi durante tutto l'arco della giornata, in 3 o 4 pasti, e una scelta di carboidrati a digestione lenta, che non facciano aumentare bruscamente e notevolmente la glicemia; in pratica, dei cereali integrali piuttosto che raffinati. La frutta è consigliata più durante che fuori dai pasti. Quanto ai prodotti dolci, allo zucchero bianco, alle marmellate, alle torte e simili, non sono da bandire, ma bisogna mangiarne con moderazione e sempre nell'ambito di pasti completi. Dal momento che questi alimenti non sono indispensabili all'equilibrio alimentare (i nutrizionisti parlano di "calorie vuote"), vi è la tendenza a sconsigliarli alle persone diabetiche in sovrappeso: quando si ha un diabete di tipo 2 con qualche chilo di troppo, un dimagrimento non può che migliorare la glicemia.

I vantaggi degli edulcoranti per i diabetici

Gli edulcoranti intensivi (aspartame, acesulfame K, sucralosio, saccarina, ciclamato di sodio, taumatina) non hanno nessun effetto sulla glicemia. Infatti, nonostante queste sostanze abbiano un elevato potere dolcificante, non rientrano fra i glucidi, nemmeno il sucralosio, che è ottenuto a partire dallo zucchero. Fra l'altro, il loro apporto calorico è nullo o trascurabile, e ciò rappresenta un vantaggio per le persone diabetiche di tipo 2 che devono perdere peso1. Anche se non si cerca di dimagrire, il consumo di edulcoranti intensivi consente di concedersi più piaceri "dolci", dal momento che lo zucchero deve essere limitato a vantaggio di farinacei e frutta. Polioli, sorbitolo, mannitolo, isomalto, lattitolo e xilitolo possono fare aumentare lievissimamente la glicemia. Non bisogna abusarne, ma è preferibile scegliere le caramelle e i chewing-gum senza zucchero che ne contengono, piuttosto che dei dolciumi tradizionali. L'apporto calorico dei polioli è di 2 kcal al grammo, 2 volte più basso rispetto allo zucchero.

Gli utilizzi degli edulcoranti da tavola per il diabetico

Gli edulcoranti da tavola, perlopiù commercializzati sotto forma di compresse o polvere, sono ottenuti a partire da edulcoranti intensivi, quindi non sono composti da polioli.
È bene sapere che gli edulcoranti in polvere forniscono una piccola quantità di carboidrati, sotto forma di lattosio o maltodestrina, in genere 0,5 g per cucchiaino da caffè. A meno che non se ne mettano in proporzioni esageratamente elevate negli alimenti, tale apporto è trascurabile. L'uso degli edulcoranti è raccomandato per coloro che non riescono a privarsi dello zucchero nelle bevande calde, nel caffè, nel tè o nelle tisane. Perché lo zucchero consumato sotto forma di bevanda viene digerito molto velocemente e, di conseguenza, fa aumentare la glicemia troppo in fretta e notevolmente, a seconda della quantità.
Gli edulcoranti in polvere sono interessanti per "zuccherare" i latticini naturali, e soprattutto la frutta (composte, macedonie), che contengono già di per sé dei glucidi. Permettono inoltre di preparare qualunque tipo di dessert, crema, torta o gelato. Tuttavia, quando si fa una torta, non va dimenticato che la farina contiene carboidrati, e in questo caso si devono mangiare un po' meno pane o altri farinacei. Bisogna anche evitare le ricette con molto burro, poiché, per proteggere le arterie, è sconsigliato eccedere in grassi saturi. È comunque possibile sostituire il burro con una margarina di buona qualità, che sia ricca di Omega 3 e 6.

Il consumo di alimenti privi di zucchero da parte del diabetico

Esiste tutta una serie di alimenti privi di zucchero, che nella maggioranza dei casi contengono edulcoranti intensivi. Per le persone diabetiche che non vogliono accontentarsi di bere acqua, sono caldamente raccomandate le gazzose "light" e le acque aromatizzate senza zucchero. Le bevande normalmente zuccherate, troppo iperglicemizzanti, sono da limitare agli attacchi di ipoglicemia. Per quanto riguarda gli alimenti, bisogna leggere bene l'etichetta. La dicitura "senza zucchero" significa senza saccarosio. Quindi, una marmellata o un cioccolato "senza zucchero" possono assolutamente contenere, in sostituzione del saccarosio, una combinazione di edulcoranti intensivi, di polioli e di fruttosio, un carboidrato di cui bisogna tenere conto. Tutti gli alimenti privi di zucchero non sono per forza composti da edulcoranti intensivi. Ad esempio, un dessert a base di latte o una composta dietetici possono semplicemente essere un po' meno zuccherati (il 25% in meno) di un prodotto tradizionale. La cosa migliore è confrontare i valori nutrizionali indicati sulle confezioni e, in caso di dubbio, chiedere consiglio al proprio diabetologo o dietologo.

Florence Daine

1 - Strategia di presa in carico del paziente diabetico di tipo 2, escludendo la presa in carico delle complicanze. Raccomandazioni della Haute Autorité de Santé (Alta Autorità di Sanità), anno 2000, aggiornate nel 2006.

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17/12/2012

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