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Le complicanze del diabete
 
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L'emoglobina glicata: l'alleata indispensabile del diabetico

Di fronte all'aumento del numero di diabetici, gli esperti si preoccupano delle numerose complicanze che questa malattia può comportare. Cecità, amputazione, infarto. Per prevenirle, è stata lanciata una nuova campagna d'informazione.

L'emoglobina glicata
© Getty Images

Sedentarietà, obesità, invecchiamento della popolazione… oggi si assiste a una vera e propria epidemia di diabete. Questa patologia colpisce 2,2 milioni di persone, 600.000 delle quali ignorano di essere malate. Cionondimeno, il diabete è tutt'altro che innocuo: è la prima causa si cecità e di amputazione, in particolare tra gli adulti dei Paesi occidentali. Ma un buon controllo della glicemia permette di prevenire simili complicanze.

Tanti rischi di complicanze

A prescindere dal tipo di diabete, l'aumento del livello di zucchero nel sangue è accompagnato da varie lesioni. L'iperglicemia può così comportare complicanze potenzialmente molto gravi:

• affezioni cardiovascolari: le persone colpite da diabete presentano gli stessi rischi cardiovascolari dei non diabetici che abbiano già avuto una crisi cardiaca, e gli incidenti vascolari cerebrali colpiscono 2 volte di più i diabetici ipertesi rispetto agli ipertesi;

• a livello della retina: si osservano delle emorragie e la proliferazione di nuovi vasi con un maggiore rischio di cecità;

• a livello dei reni: l'iperglicemia disturba le loro capacità di filtrazione, senza contare che il loro intaccamento può comportare la necessità di dialisi (rene artificiale) o trapianto;

• le lesioni nervose possono ridurre la sensibilità a livello dei piedi, favorendo le piaghe e le infezioni. Il diabete è la prima causa di amputazione non conseguente a un trauma.

Equilibrare il proprio diabete permette di evitare l'insorgenza di queste temibili complicanze. Per controllare la corretta gestione della malattia, il paziente ha a disposizione 2 indicatori: la misurazione della glicemia e soprattutto il tasso di emoglobina glicata, anche detta HbA1c o A1c. Eppure soltanto 1 diabetico su 3 effettua un corretto controllo glicemico.

L'A1c (emoglobina glicata) correlata al rischio di complicanze

In laboratorio o con l'ausilio di un lettore portatile per un autocontrollo, la misurazione della glicemia può essere fatta a digiuno o prima dei pasti durante la giornata. Il valore deve essere compreso tra 0,80 e 1 g/l. È anche possibile misurarla 1 ora e mezza dopo l'inizio del pasto (glicemia postprandiale) e il suo valore normale è inferiore a 1,40 g/l. Ma questa lettura propone un'immagine istantanea del livello di zucchero nel sangue, non adatta a "valutare il corretto controllo del diabete" nel tempo.

La misurazione del tasso di emoglobina glicata o A1c è il dosaggio più adatto a valutare l'equilibrio glicemico totale. Consente di avere un quadro del livello di glucosio su un periodo di 3 mesi. Il suo valore deve essere inferiore al 7% per ridurre al meglio i rischi di complicanze. Secondo lo studio denominato UKPDS e condotto nel Regno Unito, qualunque riduzione dell'1% dell'emoglobina A1c diminuirebbe il rischio di insorgenza di complicanze del 35%.

Per comprendere come l'A1c può esprimere 3 mesi di controllo glicemico, ecco spiegato il meccanismo in gioco:

• il glucosio può aderire alle proteine, se il tempo di contatto tra il primo e le seconde è sufficientemente lungo;

• se tutte le proteine hanno questa peculiarità, l'emoglobina A1c dei globuli rossi permette di rivelare meglio il livello di zucchero nel sangue;

• poiché il ciclo di vita di un globulo rosso è di 120 giorni, la misurazione dell'HbA1c è indice del livello medio del tasso di zucchero nel sangue durante tale periodo;

• il suo valore viene espresso come percentuale dell'emoglobina totale. Il valore normale è solitamente compreso tra il 4 e il 6%. Oltre l'8% rilevato con 2 controlli successivi, è necessario rivedere e adattare il trattamento.

Un tasso di emoglobina glicata al di sotto del 7% permette di prevenire le complicanze legate al diabete.

Tieni a mente 7 e non superarlo… per vivere meglio oggi e domani

L'Association Française des Diabétiques (AFD, Associazione Francese dei Diabetici), l'Association de langue française pour l'étude du diabète et des maladies métaboliques (Alfediam, Associazione di lingua francese per lo studio del diabete e delle malattie metaboliche) e Sanofi-Aventis hanno lanciato una vasta campagna nazionale d'informazione del pubblico sul tema "Hai il diabete? Come me, vivi intensamente le tue passioni sotto il 7". Al di là della volontà di informare e di sensibilizzare i pazienti a seguire meglio i loro trattamenti, nell'ambito di questa campagna è stato anche avviato un ampio sondaggio dal titolo "Diabete, equilibrio e percezioni", allo scopo di comprendere meglio il vissuto del diabetico e le ripercussioni della malattia sulla sua qualità di vita. La parola è data ai diabetici attraverso una trentina di domande; ciascuno può esprimere la propria ansia, la stanchezza, la difficoltà o meno di seguire il proprio trattamento. Tutti questi dati sono osservati in prospettiva con il tasso di emoglobina A1c. I risultati di questa indagine lanciata nel 2005 hanno permesso di comprendere meglio il vissuto di questa malattia:
Nel 2005, il 64% dei pazienti diabetici intervistati conosceva, infatti, il valore limite del tasso di emoglobina glicata HbA1c da non superare, indicatore dell'equilibrio del loro diabete; e non era questo il caso nel 2003 (solamente il 21%). Vi sono tuttavia ancora passi avanti da fare, perché la stessa indagine ha rivelato che, tra il 76% dei pazienti a conoscenza del proprio livello di emoglobina glicata HbA1c, più della metà era oltre il valore soglia del 7%. A ogni modo, in più di 8 casi su 10, i pazienti diabetici intervistati hanno giudicato la campagna d'informazione 2005 "interessante". Rispettivamente, il 7 e l'8% dei pazienti diabetici hanno dichiarato di avere parlato della campagna d'informazione 2005 con il proprio diabetologo o con il medico generico; il 20 e il 30% con altri pazienti diabetici o con le persone frequentate abitualmente.

Luc Blanchot

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27/12/2012

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