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Le complicanze del diabete
 
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La disfunzione erettile nel diabetico

Il diabete di tipo 2 colpisce oggi oltre il 4% della popolazione italiana e questa percentuale tende continuamente ad aumentare. Oltre alle gravi complicanze a danno degli occhi, dei reni e dei nervi, il diabete può favorire l'insorgenza di disturbi dell'erezione. Ma quali sono le ragioni e i trattamenti? Per saperne di più, abbiamo intervistato il Professor Michel Pinget, responsabile del reparto di endocrinologia presso l'ospedale CHU di Strasburgo.

Il diabete e la disfunzione erettile
© Getty Images

Doctissimo: Qual è la frequenza delle disfunzioni erettili tra i diabetici? Varia in funzione dell'età?

Prof. Michel Pinget: Il diabete è la prima causa organica dei disturbi dell'erezione. Ampi studi epidemiologici hanno permesso di ottenere una stima della frequenza di tali disfunzioni. Tra i 20 e i 60 anni, ne sarebbe colpito 1 paziente diabetico su 3. Questa proporzione passa a 1 su 2 per la fascia di età che va dai 50 ai 60 anni.

Doctissimo: A quale stadio della malattia si manifestano le disfunzioni erettili? Possono essere un indicatore del diabete?

Prof. Michel Pinget: La comparsa di disturbi erettili è più legata all'età del paziente che all'"età della malattia". In altre parole, una persona diabetica dall'età di 5 anni potrebbe non soffrire di impotenza, mentre un diabete recente in una persona anziana può in alcuni casi essere collegato a problemi di questo genere. Le disfunzioni erettili rappresentano un indicatore piuttosto valido (ma non un elemento rivelatore) della malattia diabetica. Possono essere la manifestazione di un disequilibrio glicemico o di un "malessere" riconducibile alla patologia. Simili problemi possono aggravare il malessere psicologico dei pazienti diabetici.

Doctissimo: La ricerca di eventuali disturbi erettili fa parte della valutazione annuale a cui vengono sottoposti i pazienti diabetici?

Prof. Michel Pinget: Sì, le raccomandazioni dell'Agence Nationale d'Accréditation et d'Evaluation en Santé (ANAES, Agenzia Nazionale di Accreditamento e Valutazione in ambito Sanitario) sottolineano tra l'altro di ricercarli in ogni paziente diabetico. Personalmente, affronto in modo sistematico l'argomento. Come tutti gli uomini, i pazienti diabetici fanno fatica a parlare dei disturbi relativi alla sfera sessuale, spetta dunque al medico compiere il primo passo.

Doctissimo: Quali sono i principali risultati dell'indagine nazionale organizzata dall'Association Française des Diabétiques e condotta nel giugno 2001?

Prof. Michel Pinget: L'Association française des diabétiques ha inviato un questionario a un campione rappresentativo dei suoi membri. In totale, è stato possibile utilizzare 507 dossier. I risultati sono particolarmente interessanti.
Nell'ambito del 41,2% di pazienti che soffrono di disfunzioni erettili, l'analisi delle risposte ha consentito di evidenziare 5 parametri significativi e indipendenti: l'età, la qualità della relazione con il partner e, in misura minore, la durata del diabete, l'esistenza di una neuropatia o di un'arteriopatia degli arti inferiori, e un cattivo equilibrio glicemico. Non è invece stato possibile rilevare alcuna influenza dell'alcol né del tabacco. Al contrario, la pratica di un'attività fisica regolare avrebbe un effetto protettivo.
Quindi, i fattori principali sono quelli della popolazione generale: l'età e la qualità della relazione con il partner. Il diabete non ha altro effetto che quello di aggravare dei fattori già esistenti.

Doctissimo: Quali sono le soluzioni per questi pazienti che soffrono di disturbi dell'erezione?

Prof. Michel Pinget: In primo luogo, conviene agire sui fattori non in relazione con il diabete, poiché sono i primi responsabili. All'occorrenza, incoraggiamo il paziente a migliorare la qualità della relazione con il partner e a praticare regolarmente un'attività fisica. Infine, esistono oggi terapie farmacologiche per i disturbi dell'erezione che permettono di ottenere ottimi risultati, nei pazienti diabetici e non.

David Bême

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27/12/2012

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