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Quali sono i sintomi del diabete infantile?

In crescente diffusione fra i bambini, il diabete di tipo 1, un tempo detto insulinodipendente, viene ancora spesso diagnosticato in maniera troppo tardiva, quando il giovane paziente soffre di una chetoacidosi le cui conseguenze sono potenzialmente fatali. Per sensibilizzare i genitori circa l'urgenza del controllo medico, una campagna francese incentrata sul diabete nei bambini e negli adolescenti è stata lanciata il 14 novembre 2010, in occasione della Giornata mondiale del diabete.

I sintomi del diabete infantile
© Getty Images

Tuo figlio si mette a bere abbondantemente senza che la sua sete sembri placarsi? Va spesso in bagno ed è tornato a fare la pipì a letto? Forse soffre di un diabete di tipo 1, come più di 15.000 altri bambini di età inferiore ai 14 anni. Per eliminare ogni dubbio, consulta rapidamente un medico, che procederà a un esame del livello di zuccheri nelle urine. Tramite questa semplice analisi, eviterai al tuo bambino delle complicanze potenzialmente gravi.

15.000 giovani diabetici in Italia

Il diabete del bambino e dell'adolescente è una malattia autoimmune, nel corso della quale le cellule β del pancreas non producono più insulina. Questa carenza di insulina provoca l'accumulo dello zucchero nel sangue. Oltre un certo valore soglia e in assenza di cure, l'iperglicemia indurrà il fegato a produrre corpi chetonici: si tratta della cosiddetta chetosi. Si manifesta con la comparsa di nausee, episodi di vomito e dolori addominali. La chetoacidosi corrisponde all'acidificazione del sangue a causa dell'eccessivo accumulo di corpi chetonici. Questa condizione provoca estrema stanchezza, disturbi respiratori e alterazioni dello stato di coscienza. Compromette soprattutto la prognosi vitale del bambino.

A oggi, si stima che oltre 15.000 ragazzi italiani di età inferiore a 14 anni soffrano di un diabete, perlopiù di tipo 1 (95%). Ogni anno, vengono rilevati 1.700 nuovi casi, ma l'aspetto più inquietante agli occhi degli specialisti è che tale incidenza aumenta con particolare celerità fra i piccolissimi, fra i quali è 2 volte più elevata rispetto alla media (+ 7,59% all'anno, contro il 3,34%). Nel complesso, i minori di 4 anni rappresentano ¼ dei casi di diabete giovanile, i bambini fra i 5 e i 9 anni sono il 33% e quelli della fascia di età compresa tra i 10 e i 14 anni il 37%.

Per spiegare questo aumento del numero di casi sono state avanzate diverse ipotesi, fra cui la più fondata è l'ipotesi infettiva, secondo quanto esposto dalla Dr.ssa Myriam Rosilio, direttrice medica di Lilly Diabète France. "L'aggressione da parte di un agente patogeno indurrebbe una sovrareazione dei meccanismi di difesa e lo sviluppo degli autoanticorpi. Nei Paesi del Nord, dove la prevalenza del diabete di tipo 1 è elevata, i ricercatori hanno individuato un collegamento tra la frequenza delle infezioni da enterovirus e il diabete".

Il 40% dei bambini arriva in ospedale in chetoacidosi

Se ancora non si può prevenire il diabete di tipo 1, è tuttavia possibile prevenire le complicanze dell'iperglicemia facendo maggiormente attenzione alle sue prime manifestazioni. Secondo l'Osservatorio francese del diabete, i cui risultati si basano sui dati di 139 reparti di pediatria, nel 98% dei casi i 2 segnali rivelatori di un diabete sono la poliuria (la frequente necessità di urinare) e la polidipsia (una sete intensa). L'enuresi (pipì a letto) è presente soltanto nel 40% dei casi e non è caratteristica nei bambini piccoli, mentre la stanchezza e la perdita di peso si manifestano più tardi, secondo quanto affermato da Carine Choleau, incaricata delle missioni scientifiche presso l'Aide aux Jeunes diabétiques (AJD, "Aiuto ai giovani diabetici").

Dunque, nel 40% dei casi, il bambino viene portato al pronto soccorso quando presenta già una chetoacidosi. Questa grave complicanza del diabete, che può evolversi verso un coma o un decesso, è tanto più rapida quanto più giovane è il bambino, a volte insorgendo in poche ore. "La chetoacidosi è più preoccupante nei bambini di 0-4 anni, i quali passano più rapidamente dallo stadio di iperglicemia a quello di chetoacidosi. Per contro, i casi gravi sono più frequenti fra i ragazzi dai 10 ai 14 anni, nei quali i sintomi allarmano poco i genitori", precisa Corine Choleau.

Campagna francese sul diabete nei bambini e negli adolescenti 2010-2011

Forte di questo bilancio, l'Aide aux Jeunes Diabétiques (AJD) ha quindi deciso di lanciare una campagna nazionale di informazione 2010-2011 "per prevenire la chetoacidosi nei casi in cui sia diagnosticato un diabete nei bambini e negli adolescenti". Perché, più la diagnosi di diabete viene emessa presto, più si rende facile iniziare un controllo medico regolare e un trattamento con insulina in buone condizioni, al di fuori di un contesto di emergenza vitale, estremamente stressante per i genitori.

Denominata "Campagna Diabete Bambino e Adolescente", è sostenuta dai ministeri francesi della Sanità e dell'Educazione Nazionale, così come dalla Fédération de la Mutualité Française (Federazione nazionale della mutualità francese) e dagli Ordini di medici, farmacisti e infermieri. Si rivolge sia ai genitori, che non sono abbastanza consapevoli dell'urgenza del controllo medico, sia ai medici, pediatri e professionisti della sanità e della pubblica istruzione, affinché, rispettivamente, si adoperino rapidamente praticando un dosaggio della glicosuria e della glicemia, e indirizzando immediatamente le famiglie ai centri ospedalieri.

Amélie Pelletier

Fonti:

- Conferenza stampa organizzata dall'Aide aux Jeunes Diabétiques, in collaborazione con il laboratorio Lilly Diabète France, novembre 2010
- Osservatorio francese del diabete. Rete pediatrica AJD. Studio in corso. Dati aggiornati sul sito dell'AJD.

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04/12/2012

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