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Si può essere diabetici senza saperlo?

Silenzioso e discreto, il diabete è una malattia che può passare a lungo inosservata. Possono quindi passare cinque o dieci anni tra l’insorgenza e la diagnosi, effettuata magari al manifestarsi di una complicanza. E’ possibile che tu sia diabetico/a e non lo sappia? Come migliorare lo screening?

Si può avere il diabete senza saperlo?
© Getty Images

Durante la digestione, gli alimenti che ingeriamo vengono trasformati in zucchero, un carburante indispensabile alle cellule dell’organismo. L’insulina, un ormone prodotto dal pancreas, regola la quantità di zucchero immagazzinato o “bruciato” nelle cellule. Il diabete è quindi collegato a una carenza di secrezione o di azione dell’insulina.

Priorità allo screening

Caratterizzato da un eccesso permanente di zucchero nel sangue, il diabete è il risultato di fattori genetici e ambientali. E’ tuttavia possibile essere diabetici e non saperlo? Sì, perché il diabete può rimanere a lungo in agguato senza manifestare sintomi. Viene diagnosticato mediamente cinque o dieci anni dopo l’insorgenza. Se, in Italia, i diabetici sono due milioni, un altro milione convive con la malattia senza saperlo, e ogni anno si contano 300 mila nuovi casi..

Si tratta perlopiù di soggetti sovrappeso, con predisposizione ereditaria (la presenza di un genitore diabetico può raddoppiare il rischio di sviluppare la malattia), sedentari, ipertesi e stressati. Alcuni esperti americani della American Diabetes Association raccomandano altresì che si sottopongano ad esami specifici i soggetti a rischio quali:

  • Persone con età superiore ai 45 anni;
  • Persone con meno di 45 anni ma che presentano una o più delle seguenti caratteristiche:
  1. obesità;
  2. un parente di primo grado affetto da diabete;
  3. appartenenza ad un’etnia particolarmente a rischio (afroamericani; ispanici; indiani; asiatici…);
  4. si tratta di madri che hanno partorito neonati di peso superiore ai 4 chili o alle quali è stato diagnosticato il diabete gestazionale;
  5. ipertensione;
  6. colesterolo con un livello superiore a 35 mg/dl o trigliceridi con un livello superiore a 250 mg/dl;
  7. intolleranza al glucosio o livello della glicemia a digiuno superiore alla norma;

Lo screening può essere effettuato con un semplice prelievo di sangue o una puntura su un polpastrello (glicemia capillare). Una glicemia superiore a 126 mg/dl (due esami distanziati) è sinonimo di diabete. Alcuni segnali possono mettere in allerta il medico: costante affaticamento, bocca secca, infezioni recidivanti e durature, sete e voglia di urinare estremamente frequenti…

Ancora troppo spesso il diabete viene diagnosticato soltanto al manifestarsi di una complicanza: arterite, infarto.

Attenzione al pre-diabete

Magari state per diventare diabetici e non lo sapete! Se non intervenite, potrete  diventarlo sul serio e mettere a repentaglio la vostra salute! E’ in questi termini che il governo americano ha deciso di passare al contrattacco di quello che è considerato un vero e proprio problema di salute pubblica. L’iniziativa è estremamente originale. Le autorità sanitarie d’oltreoceano* hanno infatti deciso di sensibilizzare gli americani su una questione specifica: il pre-diabete, vale a dire la situazione nella quale il livello di glucosio nel sangue è lievemente superiore alla norma. Definito anche intolleranza al glucosio, è un problema che ha tutte le carte in regola per trasformarsi in diabete vero e proprio, se la persona non decide di apportare dei cambiamenti al proprio stile di vita. I pre-diabetici vedono oltrettutto crescere del 50% il proprio rischio di ictus o infarto. Sarebbero sedici milioni i cittadini americani interessati dal problema, che rischiano quindi di andare ad aggiungersi ai 17 milioni di diabetici diagnosticati.

Per il governo degli Stati Uniti è quindi essenziale che quei malati potenziali comincino a fare attenzione alla propria alimentazione e a praticare con regolarità un’attività fisica. Molti di loro sono sovrappeso, e perdere anche soltanto sette chili potrebbe apportare benefici sostanziali. Il problema però è che la maggior parte di loro non è consapevole delle proprie condizioni… E’ per questo che le autorità incoraggiano i medici di base a fare sottoporre i propri pazienti ad uno screening, prescrivendo abitualmente l’esame della glicemia.

In Francia il problema del pre-diabete non è ancora all’ordine del giorno, tuttavia il modello americano potrebbe essere di ispirazione per il governo. Nel frattempo, potete chiedere al vostro medico di misurarvi la glicemia.

David Bême

  • BMJ USA Vol. 1, giugno 2001
  • Comunicato del National Institute of Health e BMJ, Vol. 325, 21 agosto 2002.
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04/12/2012

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