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Il diabete: quali sono i sintomi?
 
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Che cos'è il diabete?

Obesità, alimentazione errata, vita sedentaria, il diabete è una malattia in continua espansione non solo nei paesi ricchi, dove le sue complicanze sono tra le principali cause di morte, ma anche nei paesi poveri, dove il miglioramento delle condizioni di vita porta con sé anche l’aumento dei casi di diabete. Eppure, i mezzi per curarlo e condurre una vita normale esistono.

Che cos'è il diabete?
© Getty Images

Diabete, una malattia in espansione troppo spesso ignorata

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono circa 177 milioni le persone affette da diabete in tutto il mondo, numero che sembra destinato a raddoppiare entro il 2025, eppure il 50% dei malati non è consapevole della propria condizione, correndo così gravi rischi per la propria salute. Conoscere la malattia è allora il primo passo per combatterla.
Secondo i dati Istat, nel 2009 ben il 4,8% degli italiani soffriva di diabete, percentuale che ha segnato un importante aumento rispetto al 2000, quando la malattia interessava il 3,7% della popolazione. Ma di cosa si tratta? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Valeria Manicardi, direttore del dipartimento di Medicina dell’Ospedale Franchini di Montecchio Emilia e consigliere nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD).

Dottoressa, che cos’è il diabete?

È una malattia dovuta al mancato controllo dei livelli di glicemia, cioè di zuccheri, nel sangue. Il diabete può essere di due tipi. Quello di tipo 1 è detto insulinoprivo, è cioè dovuto alla distruzione delle cellule β del pancreas che producono l’insulina. Si tratta di un tipo di diabete che colpisce in genere bambini o giovani e, sebbene le sue cause non siano del tutto conosciute, sappiamo che di norma è dovuto a cause autoimmuni, cioè una causa esogena, a volte virale, produce anticorpi contro elementi essenziali del proprio corpo e li distrugge. Il diabete di tipo 2, che rappresenta oltre il 90% dei casi, è invece caratterizzato da insulinoresistenza, ossia l’insulina viene prodotta in grandi quantità, ma non riesce a svolgere efficacemente il proprio ruolo sui tessuti insulino-dipendenti, come il quello muscolare, adiposo e sul fegato. All’origine di questa patologia esiste senz’altro una predisposizione genetica ereditaria cui si associano però fattori ambientali legati allo stile di vita. Se in famiglia c’è un nonno, uno zio o un genitore che ne è affetto, questo è un segnale che deve mettere sull’avviso, perché potrebbe indicare una predisposizione alla comparsa della malattia.

Il diabete di tipo 2 colpisce quindi generalmente in età adulta?

Sì, anche se l’età di comparsa di questa forma di diabete si sta abbassando sempre di più a causa dell’esplosione dell’obesità infantile e adolescenziale, che ne determina una comparsa più precoce.
Questo abbassamento dell’età di comparsa del diabete dai canonici 35 anni, che sembravano essere il confine tra diabete tipo 1 e tipo 2, pone nuovi problemi di sanità pubblica e di intervento, perché tutti gli studi sui farmaci per il diabete sono stati condotti in persone adulte e non nell’adolescenza. Quindi con quali farmaci curare gli adolescenti?

Quali sono i sintomi del diabete?

Nel diabete di tipo 1 in genere l’improvvisa scomparsa dell’insulina determina sintomi evidenti come sete intensa, poliuria, cioè necessità di urinare molto, stanchezza e calo di peso, comparsa di alito aceto nemico, e per questo viene facilmente rilevato, anche se a volte l’esordio è drammatico e porta il bambino in ospedale in coma. Nel diabete di tipo 2 invece i sintomi sono più labili, spesso nei primi tempi i valori glicemici elevati sono del tutto asintomatici, quindi possono passare anni prima che il malato si accorga di avere il diabete. Ecco perché sarebbe molto importante che i medici di Medicina Generale effettuassero lo screening della glicemia in ambulatorio a qualsiasi ora del giorno ai soggetti ritenuti a rischio, ossia coloro che hanno casi di diabete in famiglia, ma anche ai pazienti obesi o in sovrappeso, affetti da  ipertensione o da alterazione dei lipidi plasmatici (colesterolo e /o Trigliceridi), nelle donne che hanno avuto neonati di peso superiore a 4 kg o che hanno già avuto un diabete in gravidanza (Diabete Gestazionale)

In cosa consiste lo screening?

È un semplice stick da fare al dito con strumenti a disposizione nelle farmacie e negli ambulatori dei medici di famiglia. È importante che venga fatto in qualsiasi momento della giornata e non a digiuno, perché le prime alterazioni della glicemia si hanno proprio dopo i pasti, e solo successivamente a digiuno. Questo permette di scoprire in anticipo i casi di diabete non noto, e quindi di iniziare a trattarlo prima che ci siano già complicanze.

Esiste una cura?

Le persone affette dal diabete di tipo 1 dovranno essere trattate per tutta la vita con insulina sottocute – non è possibile realizzare delle pastiglie di insulina, perché viene distrutta dagli enzimi dello stomaco –, oltre che con uno stile di vita idoneo, cioè alimentazione equilibrata ed attività fisica, che permettono a questi pazienti di condurre una vita pressoché normale. Nel caso del diabete di tipo 2 la cura deve coniugare l’assunzione di appositi farmaci e un cambiamento dello stile di vita. Esistono infatti una serie di famiglie di medicinali da assumere per via orale in grado di controllare, agendo con meccanismi diversi, i livelli di glicemia nel sangue, ma è indispensabile, per il successo del trattamento una modifica radicale dello stile di vita. È questa la terapia principale e anche la più difficile da far applicare con costanza: aumentare l’attività fisica e modificare le abitudini alimentari riducendo i grassi e l’apporto di carboidrati semplici, e seguendo una dieta più equilibrata e sobria.

Cecilia Lulli

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04/12/2012

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