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Diabete di tipo 2
 
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Prevenire il diabete di tipo 2 dopo un diabete gestazionale

Durante la gravidanza, l'azione dell'insulina è disturbata da alcuni ormoni secreti dalla placenta. Certe donne possono quindi soffrire di diabete gestazionale. Per preservare la salute della madre e del bambino, così come per limitare il rischio di vedere il diabete perdurare dopo il parto, è necessario adottare determinati accorgimenti riguardo allo stile di vita e al regime alimentare.

La prevenzione dopo il diabete gestazionale
© Getty Images

Quando il diabete si manifesta per la prima volta in gravidanza (diabete gestazionale), il rischio di diabete di tipo 2 (dopo il parto) è moltiplicato per 7! Per prevenire questa malattia, le regole riguardanti lo stile di vita e il regime alimentare seguite durante la gestazione devono essere osservate anche successivamente, e la loro efficacia va controllata con regolarità tramite un dosaggio della glicemia.

Il diabete gestazionale: un grave rischio per la madre e per il bambino

Il diabete gestazionale è un disturbo della regolazione del livello di zuccheri nel sangue (glicemia), che viene diagnosticato per la prima volta durante la gravidanza. L'azione dell'insulina, la cui funzione è di regolare la glicemia, in quel periodo viene contrastata da alcuni ormoni secreti dalla placenta, con una conseguente insulinoresistenza, come spiega il Prof. Carbillon, primario del reparto maternità dell'ospedale Jean Verdier di Bondy, in Francia. Lo specialista precisa inoltre che questo rischio è particolarmente elevato nel 6° mese di gravidanza. Nel momento in cui il pancreas non riesce più a produrre una quantità sufficiente di insulina, si sviluppa un diabete.

Questa malattia espone sia la madre sia il nascituro a determinati rischi per la loro salute:

  • Il rischio più serio è quello di una preeclampsia, che minaccia la vita di entrambi;
  • l'altro rischio per il bambino è quello di una macrosomia (feto troppo grosso), che complica considerevolmente il parto. Inoltre, "gli studi dimostrano che i bambini più grossi presentano più spesso un'ipoglicemia", ha affermato il Prof. Emmanuel Cosson, diabetologo al centro ospedaliero di Bondy, in occasione del congresso della Società Francofona del Diabete (SFD), che si è tenuto dal 22 al 25 marzo 2011 a Ginevra (Svizzera).

Il 15% dei diabeti gestazionali è di fatto un diabete di tipo 2

Il regolare controllo ginecologico durante la gravidanza permette di individuare con successo i casi di diabete gestazionale. Tale controllo deve basarsi esclusivamente sul dosaggio della glicemia a digiuno. "La glicosuria (dosaggio del livello degli zuccheri nelle urine, ndr) non ha alcuna rilevanza nella diagnosi del diabete gestazionale. Eppure, tanti ginecologici la considerano", lamentava il Dr. Philippe Deruelle, ostetrico a Lille, al congresso della SFD.

Il suddetto dosaggio è tanto più importante perché consente di distinguere il diabete gestazionale (valore superiore o uguale a 0,92 g/l) da un eventuale diabete di tipo 2 (≥ 1,26 g/l), che esisteva prima della gravidanza senza essere stato diagnosticato. "Il 15% delle donne che ha sviluppato un diabete gestazionale ha in realtà un diabete di tipo 2 che non era stato individuato prima della gravidanza. La cura di questa forma di diabete dopo il parto è dunque fondamentale. Per il restante 85%, continuare a seguire le regole riguardanti lo stile di vita e il regime alimentare raccomandate per mantenere in equilibrio il diabete gestazionale permette di ridurre il rischio ulteriore di manifestare un diabete di tipo 2", spiega il Prof. Cosson.

La cura passa dall'informazione

In Italia circa il 4% di tutte le gravidanze è complicato da diabete (diabete gestazionale). Il problema, tocca in alcuni comuni della Francia picchi del 15%, per questo il governo francese ha optato per un'interessante campagna di sensibilizzazione.

Il comitato scientifico "Impact" (composto da diabetologi, da ostetrici ginecologi, da un'infermiera professionale e da un farmacista) ha quindi preso l'iniziativa di lanciare una campagna di sensibilizzazione al diabete di tipo 2 conseguente a un diabete gestazionale. Realizzata in collaborazione con la Società Francofona del Diabete e, in particolare, con la Rete francese di Prevenzione e Cura dell'Obesità (REPOP), questa campagna finanziata dal laboratorio Novo Nordisk persegue 3 obiettivi: informare le donne circa il rischio di diabete di tipo 2 dopo un diabete gestazionale, individuare meglio un'anomalia della glicemia dopo il parto e, infine, prevenire il diabete di tipo 2 motivando le donne a mangiare meglio e a muoversi di più.

Il personale medico, secondo destinatario della campagna

Se le donne affette da diabete gestazionale sono il principale destinatario della campagna, allo stesso modo anche il personale medico ne è interessato. Ginecologi, pediatri, ostetriche, farmacisti, infermiere a domicilio, centri di salute, senza dimenticare i medici curanti (spesso esclusi dalla salute delle proprie pazienti durante la gravidanza), riceveranno quindi una brochure informativa sui rischi cui sono esposte le loro pazienti che hanno manifestato un diabete gestazionale nonché sulla condotta da tenere.

"Il messaggio della campagna è anche quello di affermare che esistono delle soluzioni. In assenza di diabete di tipo 2, le donne che hanno avuto un diabete gestazionale devono continuare a seguire le regole riguardanti lo stile di vita e il regime alimentare che sono state loro raccomandate in gravidanza e sottoporsi a un controllo annuale o tutt'al più triennale. In caso di iperglicemia, il medico generico dovrà prescrivere loro un trattamento e fare in modo che le pazienti vengano controllate regolarmente", spiega il Prof. Cosson. In ogni caso, è indispensabile un prelievo del sangue 3 mesi dopo il parto. Fra l'altro, sarà l'incidenza di questo controllo a 3 mesi, al momento piuttosto bassa (infatti è stimata intorno al 10-15%), a essere usata per valutare il successo della campagna. Una campagna che, a prescindere dal risultato, è stata estesa a tutto il territorio nazionale francese in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, tenutasi il 14 novembre 2011.

Amélie Pelletier

Fonti:

- Conferenza stampa del comitato Impact, 19 maggio 2011.
- Congresso della Società Francofona del Diabete, tenutosi dal 22 al 25 marzo 2011 a Ginevra (Svizzera).

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04/12/2012

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