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Trapianti (enciclopedia)
 
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Trapianti: cosa sono?

Che cos'è un trapianto?

È la sostituzione di un organo (o di un tessuto) malato con lo stesso organo (o tessuto) sano, prelevato in genere da un'altra persona. In questo caso si parla di trapianto omologo (od omotrapianto), ossia di trapianto che avviene nell'ambito della stessa specie animale (da uomo a uomo, da cane a cane ecc.).
Quando invece il donatore è lo stesso paziente (ciò può avvenire per esempio per la pelle), si parla di trapianto autologo (o autotrapianto). Se il donatore non è un uomo, ma un animale di specie diversa (per es., dal maiale all'uomo) si parla di trapianto eterologo (o eterotrapianto, o xenotrapianto).

Quali organi o tessuti è possibile trapiantare?

Si possono ormai considerare quasi consueti i trapianti di cornea, rene, cuore, cuore-polmone, fegato, pancreas e midollo osseo. l trapianti di intestino, tessuto nervoso, gonadi sono invece in fase ancora semisperimentale.

Vengono effettuati trapianti multiviscerali?

Eseguiti per la prima volta nel 1989 negli Stati Uniti, sono effettuati – ancora raramente – in malati di cancro in fase terminale (per es., trapianto multiplo di fegato, stomaco, pancreas e porzioni di intestino).

È possibile trapiantare la pelle?

Sì, anche se in genere viene eseguito il cosiddetto trapianto autologo, da una zona sana del corpo a una zona malata, ma sempre della stessa persona.

Si trapiantano anche cellule?

Sì. Il trapianto di cellule staminali emopoietiche (cioè progenitrici delle cellule del sangue), provenienti dal midollo osseo, dal sangue periferico e, in particolare, dal sangue del cordone ombelicale, è attuato con successo per alcune patologie del sangue e come supporto terapeutico in caso di chemio- e radioterapia.
Vengono trapiantate anche le cellule delle isole di Langerhans (cellule pancreatiche che producono insulina), ottenute da soggetti adulti e da feti umani, per curare il diabete mellito insulino-dipendente.

Si trapiantano i geni?

Sì, nell'ambito della strategia terapeutica nota come terapia genica.

L'organo malato viene sempre asportato?

No, nel caso del rene, per esempio, l'organo donato si "affianca" a quelli propri del ricevente. Nel caso del cuore, il cardiochirurgo può scegliere se asportare o meno l'organo malato.

Vengono effettuati anche trapianti di organi o porzioni di organi da donatore vivo?

Sì, usualmente di rene; più di recente, di un lobo di fegato e di polmone.

È possibile anche il trapianto nel feto, in utero?

Sì, è stato già eseguito anche in Italia: si è trattato del trapianto di midollo in un feto affetto da immunodeficienza X correlata.

Perché viene eseguito il trapianto di cuore?

Il trapianto di cuore è eseguito in caso di scompenso cardiaco grave, dovuto a una cardiopatia ormai non più curabile con i farmaci. Si tratta per lo più di cardiomiopatie primitive (malattie proprie del muscolo) o di cardiopatie ischemiche (malattie secondarie a grave aterosclerosi delle coronarie).

Qual è la sopravvivenza di un paziente sottoposto a trapianto del cuore?

Più dell'80% degli operati sono vivi a un anno dall'intervento. Dei soggetti che sarebbero candidati al trapianto e nei quali invece il trapianto non viene eseguito, soltanto 1'1% è ancora vivo dopo un anno.

Che cos'è il cuore artificiale?

È un apparecchio con funzioni di pompa, che viene inserito al posto di un cuore malato e viene applicato in previsione di un trapianto, in attesa di trovare il donatore adatto. I cuori artificiali più attuali hanno dimensioni ridottissime e sono alimentati da batterie ricaricabili che possono essere portate in cintura e che consentono al paziente un'autonomia di circa 6 ore.

Che cos'è la procedura di trapianto polmonare nota come "Domino"?

Una procedura con la quale, se vi è necessità di trapianto polmonare, si esegue in blocco il trapianto cuore-polmoni – tecnicamente meno complesso del trapianto dei soli polmoni – e si trasferisce il cuore ancora ben funzionante del ricevente a un altro paziente bisognoso di trapianto cardiaco .

Perché viene eseguito il trapianto di rene?

Il trapianto di rene viene eseguito nei pazienti con insufficienza renale cronica che altrimenti devono sottoporsi alla dialisi. Rispetto alla dialisi, il trapianto permette una vita praticamente normale, di qualità nettamente migliore.

Perché viene eseguito il trapianto di cornea?

Per sostituire la membrana anteriore dell'occhio, non più trasparente a causa di esiti di infezioni o traumi o per alterazioni di forma.

Il trapianto di fegato si esegue con la stessa frequenza del trapianto di cuore e di rene?

No, il trapianto di fegato viene effettuato più raramente e i risultati finora ottenuti sono meno brillanti di quelli ottenuti con rene e cuore. La ciclosporina ne ha migliorato la prognosi.

Quando si esegue il trapianto di fegato?

Di solito, quando la funzione di questo organo è talmente ridotta da impedire la sopravvivenza del paziente .

Quando si esegue il trapianto di pancreas?

Attualmente il trapianto di pancreas viene eseguito soltanto in quei casi in cui è necessario anche un trapianto di rene; i due trapianti si eseguono assieme. In alcuni casi sono effettuati innesti di isole pancreatiche, mediante loro iniezione nel circolo portale.

Perché un trapianto può non avere successo?

La principale causa di insuccesso di un trapianto è il rigetto.

Che cosa si intende per rigetto?

È il "rifiuto" dell'organo nuovo da parte dell'organismo ricevente; la reazione di rigetto ha le caratteristiche di un'infiammazione che può essere iperacuta, acuta o cronica.

Perché si verifica il rigetto?

La reazione di rigetto è dovuta al fatto che il sistema immunitario (il sistema di difesa basato sugli anticorpi e sulle cellule che li producono) del ricevente riconosce l'organo trapiantato come "non proprio" e cerca di combatterlo esattamente come combatte qualsiasi altro corpo estraneo (per es., un batterio) che entri nell'organismo.

Che cosa si può fare per impedire il rigetto?

Occorre che il donatore e il ricevente siano il più possibile simili dal punto di vista immunologico. Per verificare questo si procede prima a un'analisi definita tipizzazione (determinazione del "tipo" immunologico), si accerta cioè che il donatore abbia con il ricevente la maggiore compatibilità possibile dal punto di vista immunologico. Sono esami che vengono praticati sul sangue.

Come si studia la compatibilità?

Si analizzano con anticorpi specifici gli antigeni del complesso maggiore di istocompatibilità nell'uomo (HLA) che distinguono ogni individuo. Quanto più numerosi sono gli antigeni uguali tra donatore e ricevente, tanto minore è il rischio di rigetto.

Esistono altri esami da effettuarsi prima del trapianto per saggiare la compatibilità?

Sì. Uno di questi, la risposta linfocitaria mista, pone a contatto cellule del donatore e siero del ricevente per evidenziare una possibile aggressione delle prime da parte del secondo.

È possibile bloccare con farmaci la reazione di rigetto?

Il rigetto può essere impedito o contrastato con farmaci immunosopressivi non specifici, come la ciclosporina A (anche in microemulsione, l'FK 506, la rapami cina, l'azatioprina, la ciclofosfamide, il metatrexato, i corticosteroidi, il siero antilinfocitario; e con farmaci immunosoppressivi specifici (alcuni dei quali ancora impiegati in via sperimentale) a base di anticorpi monoclonali diretti contro molecole di superficie o contro citochine dei linfociti.

Prima del trapianto il paziente può essere trattato con una procedura detta "irradiazione linfatica totale". Di che cosa si tratta?

Il timo, la milza e i linfonodi del paziente vengono irradiati completamente, pri ma del trapianto, allo scopo di eliminare i linfociti. Le cellule progenitrici del midollo osseo non vengono invece irradiate e pertanto ricostruiranno la popolazione linfocitaria circolante.

Quali sono le complicanze della terapia antirigetto?

Sono soprattutto le infezioni, perché i globuli bianchi "tenuti a freno" dalla ciclosporina e dagli altri farmaci diventano anche meno abili nel contrastare l'azione di eventuali virus o batteri.

Che cos'è la malattia da reazione del trapianto verso l'ospite (GVHD, Graft Versus

L'aggressione delle cellule del ricevente da parte del midollo trapiantato. Farmaci immunosoppressori (ciclosporina e metatrexato) possono prevenire questa complicazione, così come la cosiddetta "pulizia del midollo" da trapiantare, effettuata con anticorpi monoclonali specifici per i linfociti T.

Quali vantaggi presenta il trapianto delle cellule staminali in alternativa a quello di midollo?

Poiché le cellule staminali sono immature, sono meno aggressive di quelle del midollo adulto e pertanto il rischio di rigetto è minore.

Cosa sono le banche di cellule staminali?

Presso i principali ospedali, anche italiani, avviene la crioconservazione, dopo congelamento in azoto liquido a –196 °C, di cellule staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale e della placenta della madre, previo consenso di questa prima del parto.

Quali sono le difficoltà maggiori attualmente legate al trapianto di organi?

Al di là del fenomeno del rigetto, oggi efficacemente contrastato, le difficoltà maggiori sono costituite dalla reperibilità e conservazione degli organi.

Che cosa indica la sigla NIT?

Un'organizzazione, Nord Italia Transplant, che – come l'Euro Transplant – dispone di una banca di dati relativi alla tipizzazione dei pazienti in attesa di trapianto, al fine di consentire l'identificazione del ricevente più adatto per ogni organo disponibile, a propria volta tipizzato. Altre organizzazioni simili sono al Centro e al Sud.

Per ovviare al problema della reperibilità degli organi, vengono studiati gli xenotrapianti. Di che cosa si tratta?

Come accennato, si tratta di trapianti tra specie diverse: da animali all'uomo. Il candidato proposto per la sperimentazione è il suino transgenico, cioè il suino nel cui DNA sono stati inseriti geni umani per far sì che l'organo trapiantato non venga riconosciuto come totalmente estraneo e, quindi, rigettato.

Sono già stati effettuati xenotrapianti nell'uomo?

Sono stati tentati, non in Italia, utilizzando però organi di Primati.

Il prelievo di organi o tessuti per trapianti è regolato da speciali norme di legge?

Sì; per quanto riguarda il prelievo da cadaveri, è consentito quello di: bulbi oculari, reni, ossa, muscoli, tendini, vasi sanguigni, nervi, pelle, midollo osseo, cuore, polmoni, ghiandole (fatta eccezione per quelle sessuali), vescica, ureteri, porzioni dell'apparato digerente ecc. Tale prelievo deve essere autorizzato dopo la morte, nell'ordine: dal coniuge non separato, dai figli di età superiore ai 16 anni, dai genitori, dai fratelli e deve ovviamente essere effettuato subito dopo la morte. Per quanto riguarda la donazione di un rene da parte di un vivente, un'apposita legge del 1967 prescrive che il donatore sia un consanguineo (genitore, figlio o fratello) del paziente; nel caso questi non abbia consanguinei o essi non siano idonei, è consentita tuttavia la donazione di un rene anche da parte di altri parenti o di estranei. La donazione da vivo di parti di organi, come fegato e polmoni, non è ancora autorizzata in Italia, così come il trapianto di intestino, ma tutta la normativa è attualmente in fase di revisione.

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