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Lo stress: che cos'è?

Che cosa si intende per "stress"?

Il concetto di stress (termine di lingua inglese che significa sforzo, tensione) fu introdotto in medicina dal canadese Hans Selye per indicare il risultato di una situazione conflittuale tra uno stimolo esterno (fattore stressante, o stressor) e la risposta dell'organismo. Questo dispone di meccanismi innati, che gli consentono di proteggersi dai fattori stressanti, i quali possono essere fisici (per es., caldo o freddo eccessivi), oppuree mozionali, come nel caso di un pericolo imminente.
La risposta dell'organismo a tali stimoli esterni viene definita "adattamento": un complesso meccanismo che interessa il sistema nervoso e il sistema ghiandolare endocrino, e assume forme diverse a seconda della natura del fattore stressante e del carattere dell'individuo.

Come avviene la risposta allo stress da parte dell'organismo?

L'ipotalamo, in risposta agli stimoli esterni stressanti, libera neurormoni (fattori di rilascio) che raggiungono l'ipofisi; da questa il segnale d'allarme, sotto forma di ormone ACTH, raggiunge la corteccia surrenale, che risponde con la produzione del cortisolo, ormone coinvolto in molti meccanismi di controllo, fondamentali per l'organismo.

Quali sono le più comuni reazioni fisiche a fattori stressanti fisici?

Una delle più importanti è la reazione a un trauma improvviso o di notevole gravità. L'organismo può in tal caso rispondere con una reazione generalizzata, il cosiddetto shock, per cui il sangue viene ridistribuito in modo da farne affluire un'elevata quantità a quegli organi che ne necessitano maggiormente; qualora persista troppo a lungo, lo shock – al pari di altri meccanismi di adattamento – può perdere la sua funzione protettiva e provocare la morte dell'individuo.
Un'altra comune reazione fisica di adattamento a un fattore stressante fisico è l'allergia che, sia essa costituita da febbre da fieno, asma o orticaria, rappresenta la risposta con cui l'organismo si difende da una sostanza estranea (per es., i pollini); se la reazione difensiva viene tuttavia spinta all'estremo, come nel caso dell'asma bronchiale, la reazione stessa può risultare più pericolosa del fattore stressante che l'ha provocata.

Quali sono le più frequenti reazioni emozionali a fattori stressanti emotivi?

Come uno stimolo esterno fisico (pollini) può dar origine a una reazione fisica (asma), così un fattore stressante emozionale (pericolo imminente) può provocare una risposta, parimenti emozionale, da parte dell'organismo (paura).
Dal punto di vista biologico, la paura quale reazione di adattamento ha lo scopo di meglio preparare l'individuo al pericolo: in simili casi, infatti, i surreni producono certe sostanze che consentono all'organismo di resistere meglio allo stress. Le componenti psicologiche della paura possono tuttavia
divenire predominanti al punto da rendere l'individuo assolutamente incapace di agire, mentre le componenti fisiche, se persistono abbastanza a lungo, possono dar origine a una vera e propria malattia organica. Taluni medici definiscono queste malattie organiche, causate da stress emozionali, malattie psicosomatiche.

Quale ruolo riveste il meccanismo stressante nel mantenimento delle condizioni fisiche su livelli ottimali?

Certe reazioni a fattori stressanti sono essenziali per la salute. L'allergia, per esempio, che risulta così fastidiosa per chi ne è affetto, è un meccanismo identico alla reazione che conferisce a un individuo l'immunità contro determinate malattie, sia essa acquisita tramite la malattia stessa (per es., il morbillo) o in seguito a vaccinazione profilattica (per es., vaccinazione antipolio). Analogamente, la produzione di certi ormoni da parte dei surreni, che si verifica in presenza di qualsiasi malattia organica, è un mezzo che consente all'organismo di contrastare il processo morboso, così come il medico combatte le malattie con medicinali e altre misure terapeutiche.

Quale ruolo gioca il meccanismo stressante nell'insorgenza di una malattia organica?

Si ritiene che le reazioni di adattamento inadeguate, cioè troppo deboli o eccessive, possano dar origine a una vera e propria malattia organica. L'allergia, come si è detto, può essere considerata una reazione fisica eccessiva, mentre nell'ipertensione arteriosa molti vedono la conseguenza di una reazione emotiva troppo violenta. Quando un individuo è eccitato, la sua pressione sanguigna aumenta e l'organismo viene a trovarsi in uno stato di forte tensione, ansia e irritabilità; se tale stato persiste, la pressione del sangue finisce per stabilizzarsi su valori abnormi e l'organismo dell'individuo ne risente negativamente, ammalandosi. Con un meccanismo apparentemente opposto, in presenza di certe malattie gli organi che controllano il meccanismo di adattamento reagiscono come fossero debilitati: per esempio, può accadere che i surreni secernano una quantità insufficiente di ormoni (cortisone); in tal caso, la capacità di reazione dell'organismo può risultare inadeguata e possono insorgere malattie, quali l'artrite o la colite. La somministrazione di preparati a base di cortisone può, in simile eventualità riportare le condizioni del paziente alla normalità.

La reazione a fattori stressanti risulta utile o dannosa per lo stato generale di salute di un individuo?

Dipende dalla gravità del fattore stressante e dall'intensità della reazione. Fondamentalmente, questa risulta utile in quanto costituisce un sistema biologico di autodifesa; nel caso tuttavia il meccanismo di adattamento divenga iperfunzionale o presenti invece un'attività insufficiente, può insorgere una vera e propria malattia, organica o mentale.

Che cosa sono le cosiddette "malattie o sindromi da adattamento"?

Le malattie che insorgono in conseguenza di una costante esposizione a fattori stressanti.

Come agiscono gli stimoli stressanti emozionali nel determinare malattie organiche o psichichiche?

Come detto, in risposta al fattore stressante si ha attivazione del sistema nervoso centrale, di quello neurovegetativo e del sistema neuroendocrino. Attraverso modificazioni della rete dei neurotrasmettitori e dei peptidi centrali (particolari sostanze proteiche che agiscono sul sistema nervoso centrale) possono insorgere disturbi psichici (disturbi d'ansia ecc.). L'azione sul sistema nervoso neurovegetativo può indurre alterazioni della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, della motilità gastrica e intestinale. L'azione sul sistema neuroendocrino si esplica sulla funzione delle ghiandole endocrine.
Infine, l'azione sul sistema immunitario si esplica aumentando la ricettività dell'individuo alle malattie infettive. Secondo alcuni studiosi, questa azione potrebbe rivestire un ruolo anche nell'instaurarsi di processi neoplastici.

Quale ruolo si presume rivestano gli stress nel processo di invecchiamento?

Molti studiosi ritengono che la vecchiaia sia, in certa misura, il risultato di frequenti e ripetuti danni, subiti dall'organismo per un prolungato arco di tempo.
L'indurimento delle arterie o aterosclerosi, per esempio, può essere la conseguenza di una persistente ipertensione arteriosa e del diabete, che potrebbero rappresentare entrambi reazioni di adattamento. Le ghiandole endocrine in particolare, sembrano risentire negativamente del ripetersi di situazioni conflittuali e sollecitazioni violente, e la loro ipofunzionalità potrebbe accelerare il processo di invecchiamento. Se ne potrebbe quindi concludere che, per vivere a lungo, sarebbe opportuno cercare di evitare stress di qualsiasi tipo.

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