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Manifestazioni e complicanze del diabete

Che cos'è la chetonuria?

È la presenza di corpi chetonici (acetone) nelle urine.

Che cos'è la chetosi?

La chetosi o acidosi è l'aumento della concentrazione dei corpi chetonici nel sangue e nelle urine.

Quali fattori causano l'insorgenza dell'acidosi in un diabetico?

a) Una dieta inadeguata;
b) un dosaggio non appropriato di insulina;
c) qualsiasi infezione acuta o qualsiasi malattia che alteri la capacità di reazione alla terapia antidiabetica fino a quel momento dimostrata dal paziente.

L'acidosi è pericolosa?

Sì, perché può condurre al coma. Occorre pertanto chiamare subito il diabetologo.

A quali reazioni può andare incontro un diabetico?

Il diabetico, particolarmente di tipo I, può andare incontro a crisi ipo- o iperglicemiche.
Entrambe attestano uno stato di scompenso: quella ipoglicemica è legata a un eccessivo dosaggio di insulina; quella iperglicemica a un dosaggio insufficiente.

Come si manifesta la crisi ipoglicemica?

Di solito con malessere, accompagnato da fame imponente e improvvisa nausea.
Fanno seguito prostrazione, tremori, sudorazioni, pallore, dilatazione delle pupille, vertigini, confusione mentale, convulsioni, fino al caso estremo del coma. Solitamente il diabetico avverte i sintomi della crisi sul nascere e si può quindi provvedere ai rimedi.

Che cosa si deve fare in caso di crisi ipoglicemica?

Il primo ed elementare rimedio è di mettere in bocca una zolletta di zucchero lasciando che si sciolga, oppure bere un bicchiere di acqua ben zuccherata. Se il paziente ha già perso conoscenza, si inietta del glucagone per via intramuscolare o glucosio e glucagone per endovena.

Quando e come si manifestano l'iperglicemia e il coma iperglicemico?

L'iperglicemia diventa grave se l'innalzamento supera i 350/400 mg/dl, e nei casi estremi può determinare il coma. Determina malessere, nausea, inappetenza, cute secca e disidratata, tendenza alla cianosi, restringimento delle pupille, alito dall'odore caratteristico di acetone.

Che cosa si deve fare in caso di gravi disturbi da iperglicemia?

Il paziente deve essere ricoverato immediatamente in ambiente ospedaliero dove gli saranno prestate le cure necessarie.

Quali sono le complicanze del diabete?

Le complicanze sono a carico degli occhi (retinopatia diabetica con possibilità di perdere la vista), dei reni (nefropatia diabetica), del cuore (coronaropatie), dei vasi (disturbi arteriosi periferici: claudicazione intermittente e gangrena agli arti inferiori) e del sistema nervoso (neuropatia diabetica, con perdita della sensibilità tattile e alterazioni motorie).

Come si accertano?

Si deve eseguire annualmente un esame del fondo dell'occhio, un controllo della funzione renale (esami sia sul sangue sia sulle urine) e un elettrocardiogramma.
I disturbi arteriosi periferici si individuavano fino a pochi anni fa attraverso la scintigrafia e oggi grazie al doppler arterioso. Per la neuropatia occorre eseguire un esame neurologico che si chiama elettromiografia.

È possibile prevenire queste complicanze?

Sì, gran parte di esse può venire evitata, o quanto meno fortemente limitata, mediante una stretta collaborazione tra paziente e medico.

Il diabete abbrevia l'esistenza?

Se un individuo è affetto da anni dalla malattia e ha reagito sempre positivamente alle cure specifiche, la sopravvivenza è pressoché equivalente a quella di un individuo non diabetico. Spesso il malato di diabete si preoccupa molto della propria salute, per cui non di rado accade che vive più a lungo di quanto sarebbe normale attendersi. Non è infrequente infatti trovare diabetici di settanta e ottanta anni.

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