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Cura del diabete

Esistono misure atte a prevenire il diabete?

Nel diabete di tipo I non esistono misure che possano prevenire l'insorgenza della malattia; nel tipo II, considerato che si possono conoscere i soggetti a rischio, si può intervenire osservando una dieta equilibrata, che contempli un consumo opportunamente limitato di idrati di carbonio e mantenendo il peso corporeo entro valori normali. È inoltre necessario cercare di evitare, nei limiti del possibile, infezioni che potrebbero intensificare o portare alla luce una predisposizione alla malattia.

Come si cura il diabete?

La cura è differente a seconda se si tratta del tipo I o II. Il tipo I va trattato necessariamente con insulina, mentre il tipo II si cura con la dieta e con gli ipoglicemizzanti orali, e solo in alcuni casi bisogna ricorrere all'insulina. In tutti i tipi di diabete non va trascurata l'alimentazione, l'esercizio fisico e l'autocontrollo domiciliare.

Come viene prodotta l'insulina che si somministra ai diabetici?

La sostanza che si acquistava in farmacia prima degli anni Ottanta era estrat ta dal pancreas di animali (bue e soprattutto maiale). In seguito è stata prodotta anche
l'insulina sintetica, la cui composizione è identica a quella dell'ormone secreto dal pancreas umano. Esistono tre categorie di insuline: ad azione rapida, ad azione semilenta, ad azione protratta, che a loro volta si dividono in sottocategorie. Oggi è disponibile una nuova molecola (Lyspro), che è assorbita più velocemente e pertanto riduce il rischio di crisi ipoglicemiche.

Con quale frequenza deve essere iniettata l'insulina?

Si deve introdurre tanta insulina quanta è necessaria per utilizzare gli zuccheri.
Il numero di somministrazioni varia da 1 a 4 al giorno, a seconda delle necessità del singolo paziente.

La dose è suscettibile di variazioni?

Sì, può aumentare e diminuire a seconda di molti fattori.

Chi deve iniettare l'insulina?

Solitamente è lo stesso diabetico a praticarsi l'iniezione, tanto più che si tratta di un'iniezione sottocutanea, con apposita siringa. Di queste esiste un tipo cosiddetto a penna, munito di cartuccia di insulina e ago corto indolore.

Come può il paziente sapere che quantità di insulina gli è necessaria?

Innanzitutto con la pratica, imparando a conoscere se stesso e la sua malattia e con l'ausilio dei controlli domiciliari delle urine e del sangue.

Qual è l'effetto dell'insulina?

Quello di utilizzare gli zuccheri circolanti nel sangue e quindi di abbassare il tasso glicemico.

Si può sospendere o cessare la somministrazione di insulina?

Se si tratta di un diabete di tipo I è impossibile, mentre in alcuni casi di diabete di tipo II e nel diabete gestazionale a volte la terapia insulinica è necessaria per periodi limitati.

Si può guarire dal diabete?

No, tuttavia nel diabete di tipo II, legato all'obesità, si può abbassare il livello di zucchero circolante nel sangue fino alla normalità con l'ausilio della sola dieta.
Per quanto riguarda il diabete gestazionale, a volte sparisce dopo il parto.

Che cosa sono gli ipoglicemizzanti orali?

Si tratta di pastiglie di più tipi. Una prima categoria è rappresentata dalle sulfaniluree che agiscono stimolando le cellule beta a secernere più insulina. La seconda categoria è rappresentata dalle biguanidi che agiscono stimolando i recettori cellulari affinché riconoscano e utilizzino l'insulina che il pancreas produce.
Esiste anche una terza categoria di farmaci che associano sulfaniluree e biguanidi stimolando sia il pancreas sia i recettori. Infine le acarbose limitano l'assorbimento dei carboidrati nell'intestino.

Come si stabilisce se un diabetico è compensato?

Per accertare il compenso metabolico esiste una serie di test molto semplici che possono venire eseguiti a casa dallo stesso paziente. Tramite strisce particolari, munite di un'area reattiva, può venire determinata la quantità di zucchero e di acetone presente nelle urine. Per un più preciso controllo esistono inoltre strisce con area reattiva per determinare la quantità dello zucchero nel sangue capillare che si ottiene pungendo un polpastrello; uno speciale apparecchio, il reflettometro, interpreta la reazione della striscia e la traduce, su un visore, in numeri.

Se non si ottiene il compenso che cosa succede?

Si corre il pericolo dei disturbi legati all'ipoglicemia o all'iperglicemia, all'acidosi, e all'insorgere di complicanze.

Il diabetico deve seguire un'alimentazione particolare?

Deve consumare un quantitativo di alimenti, in particolare gli idrati di carbonio, proporzionato alla quantità di insulina di cui può disporre naturalmente e di quella che eventualmente introduce per iniezione. Il calcolo delle calorie giornaliere da raggiungere e la loro ripartizione nei tre gruppi fondamentali di sostanze alimentari (proteine, idrati di carbonio, grassi) deve essere stabilito dal diabetologo.

Gli zuccheri sono vietati al diabetico?

Questa opinione era imperante fino a pochi anni fa. Oggi si tende a permettere al diabetico di fare uso dello zucchero o dei cibi che lo contengono a patto che vengano presi in quantità ridotte, siano conteggiate le loro calorie e sostituiscano gli altri idrati di carbonio (per esempio, pasta, pane, riso, patate ecc.).
L'assunzione dei cibi dolci o dello zucchero è inoltre concessa purché non a stomaco vuoto, dunque, al termine di un pasto, in quanto l'assorbimento dello zucchero è rallentato dalla digestione degli altri alimenti e non si ha un innalzamento brusco della glicemia.

Esistono farmaci che possono interferire con la terapia antidiabetica?

Sì, pertanto è necessario consultare il medico prima di assumere altri farmaci.

Che cosa sono i microinfusori?

Sono apparecchi portatili che consentono di erogare l'insulina in continuo. Il microinfusore è costituito da una siringa e da un meccanismo che immette nel tubo di deflusso (catetere) e quindi all'ago sottocutaneo, la quantità di insulina stabilita.
L'apparecchio deve essere portato 24 ore al giorno in quanto l'erogazione di insulina è continua (si toglie solo durante l'esercizio fisico e il bagno).
Prima dei pasti, su comando, viene erogata una dose maggiore di insulina. Il microinfusore fa artificialmente quello che fa il pancreas in natura.

Tutti i diabetici possono fare uso del microinfusore?

No; solo i diabetici di tipo I e tra questi solo coloro che non riescono a ottenere un compenso attraverso le somministrazioni ripetute di insulina durante la giornata.

Che cos'è il pancreas artificiale?

È un grosso apparecchio collegato al sistema vascolare del paziente. È costituito da un sensore (sistema di dosaggio della glicemia), da un catetere a tre vie e da pompe peristaltiche, da un calcolatore che stabilisce la quantità di insulina o di glucosio (in caso di ipoglicemia) da iniettare secondo il programma prestabilito.
Il tutto viene registrato su carta.

In quali casi si utilizza?

Nel coma diabetico, nel corso di un intervento chirurgico e nel travaglio del parto per determinare il fabbisogno di insulina.

È possibile il trapianto di pancreas?

Sono già stati eseguiti diversi trapianti, ma solo in casi molto gravi. La tendenza è quella di trapiantare solo la parte terminale dell'organo, vale a dire la coda, dove risiedono le isole di Langerhans con le cellule beta. Questo perché il pancreas svolge anche una funzione esocrina, digestiva . Il trapianto della coda del pancreas viene eseguito nei pazienti che necessitano anche del trapianto renale e che dovrebbero venire comunque sottoposti a terapia antirigetto.
Un'altra strada è l'impianto delle cellule beta.
La necessità di trattare il paziente trapiantato con immunosoppressori (per esempio, la ciclosporina) espone del resto a rischi maggiori di quelli che si corrono con la terapia insulinica.

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