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Reumatismo articolare acuto

Che cos'è il reumatismo articolare acuto o febbre reumatica?

Una malattia specifica, si presume di origine batterica, caratterizzata da attacchi febbrili che possono persistere per un periodo variabile da alcune settimane a vari mesi e che, sovente, ricorrono per molti anni; oltre a questi, possono svilupparsi processi infiammatori in molti tessuti e organi (cuore, polmoni, articolazioni, cute e nervi). Tale malattia, che viene definita reumatismo articolare acuto poiché provoca sovente la compromissione di articolazioni, registra la massima incidenza nei bambini tra i 5 e i 15 anni, ma può insorgere a qualsiasi età. Nei Paesi sviluppati questa patologia attualmente è molto rara, mentre è frequente in quelli del Terzo Mondo.

Quali ne sono le cause?

Molteplici indizi portano a credere che questa malattia sia strettamente connessa con infezioni dovute a streptococchi (per la precisione, lo streptococco beta emolitico di gruppo A); spesso insorge infatti dopo una tonsillite, una faringite, una scarlattina o altri processi infettivi causati da questi batteri. Si ritiene tuttavia che lo sviluppo della febbre reumatica sia determinato da una particolare forma di ricettività individuale.

La ricettività alla febbre reumatica è dovuta a una predisposizione ereditaria?

Sì, nel senso di una predisposizione genetica a una particolare risposta immunitaria all'infezione.

Un individuo può essere affetto da un disturbo cardiaco che abbia origine reumatica senza che precedentemente gli siano stati riscontrati fenomeni di febbre reumatica?

Sì; nella maggioranza dei casi, un attento studio dell'anamnesi porta a scoprire dettagli significativi che dimostrano come il paziente abbia in precedenza subito un attacco di febbre reumatica; per contro, vi sono molti casi in cui, nonostante l'accurata indagine, non è possibile portare alla luce alcun episodio precedente di tale malattia.
Cionondimeno, i caratteristici sintomi cardiaci con sentono di diagnosticare con precisione l'origine reumatica del disturbo cardiaco.

Quali effetti ha sulle articolazioni la febbre reumatica?

Nello stadio acuto della malattia, le articolazioni possono essere interessate in gradi assai diversi, che vanno da una sensazione indefinita di malessere agli arti, a dolori violenti in corrispondenza di una o più articolazioni, associati a gonfiore, arrossamento, bruciore ed estrema sensibilità sia alla pressione sia al movimento.
Le articolazioni che più comunemente vengono colpite sono quelle del ginocchio, dell'anca, del gomito e della mano, ma il processo morboso può interessare qualsiasi altra articolazione.
Un aspetto peculiare della febbre reumatica è il carattere "migratorio" della compromissione articolare, cioè il fatto che il processo infiammatorio può localizzarsi in un'articolazione e successivamente regredire, per poi riacutizzarsi in un'altra articolazione.

La febbre reumatica provoca danni o deformazioni articolari permanenti?

No; non appena la malattia acuta scompare, lo stato delle articolazioni ritorna alla completa normalità, senza danni residui. Ciò anche in caso di attacchi ricorrenti.

Quali organi possono essere danneggiati permanentemente dalla malattia?

Durante lo stadio acuto, il processo morboso può interessare molti organi, nessuno dei quali, a eccezione del cuore, ne risente però in modo serio e permanente.

Che cosa accade quando la febbre reumatica colpisce il cuore?

Durante lo stadio acuto, la malattia può causare la comparsa di focolai infiammatori:
a) nello stesso muscolo cardiaco, con conseguente sviluppo di miocardite;
b) nel rivestimento interno del cuore e delle valvole cardiache (endocardio), il che porta all'insorgenza di un'endocardite;
c) nella membrana sierosa che riveste esternamente il cuore (pericardio), per cui si sviluppa una pericardite.

Quali effetti ha sul cuore la febbre reumatica durante lo stadio acuto e attivo?

Il grado di compromissione cardiaca è oltremodo diverso: può essere cioè talmente leggero da non risultare clinicamente rilevabile, oppure grave al punto da provocare la morte del paziente. Per fortuna, i casi mortali durante l'attacco iniziale di una febbre reumatica acuta sono molto rari, e destinati a divenirlo ancor più, grazie ai moderni metodi diagnostici e terapeutici.

Quali sono invece i suoi effetti tardivi su tale organo?

Il fenomeno clinicamente più importante della febbre reumatica è l'azione negativa che essa esplica sulle valvole cardiache e che di solito si manifesta alcuni anni dopo lo stadio acuto. Un paziente può riprendersi completamente da un attacco acuto della malattia e, a tutti gli effetti pratici, sentirsi e apparire perfettamente ristabilito.
Ciononostante, le iniziali alterazioni infiammatorie pro dottesi nelle valvole cardiache possono portare a un'estesa formazione di tessuto cicatriziale, un processo in conseguenza del quale i lembi delle valvole si ispessiscono, si deformano o risultano comunque danneggiati al punto da non poter più assolvere adeguatamente alle proprie funzioni . Quanto più numerosi sono gli attacchi di febbre reumatica acuta, tanto più accentuato è il danno che ne riportano le valvole cardiache.

Come si può accertare se la febbre reumatica ha danneggiato le valvole cardiache?

Mediante un'accurata visita medica, se necessario completata e integrata con esami specifici, quali elettrocardiografia, radioscopia, radiografia ed ecocardiografia.

Che cosa comporta la presenza di danni valvolari?

a) Le valvole cardiache, che si trovano sia tra atri e ventricoli sia all'imbocco dei vasi sanguigni che si dipartono dal cuore, hanno il compito di convogliare la corrente sanguigna in una direzione, impedendone il riflusso, e di consentire la più efficace utilizzazione del lavoro cardiaco nel sistema circolatorio. A seconda del tipo di danno e di deformazione che hanno subito possono ostacolare in misura più o meno accentuata il naturale fluire in avanti del sangue (e in questo caso si parla di stenosi), oppure consentire il riflusso del sangue dai ventricoli negli atri, o dalle grandi arterie nei ventricoli (insufficienza valvolare). Sulla stessa valvola si possono riscontrare contemporaneamente entrambi i processi anomali (vizi doppi o steno-insufficienza). A causa del difettoso funzionamento delle valvole, il cuore deve lavorare più intensamente per adempiere alle proprie funzioni, per cui alla fine si può produrre una dilatazione delle cavità cardiache, un sovraccarico del miocardio e una sempre minore capacità di assolvere ai propri compiti da parte dell'intero organo Le persone affette da vizi valvolari di origine reumatica presentano inoltre un'accentuata tendenza alla formazione di coaguli sanguigni (trombi) sulla parete interna del cuore; coaguli che possono staccarsi (emboli) ed essere trasportati dalla corrente sanguigna in diverse regioni del corpo, bloccando l'apporto di sangue a organi vitali (embolia) e causando profondi danni tissutali.

d) In presenza di simili vizi valvolari possono infine prodursi alterazioni nel ritmo cardiaco (per esempio, la sindrome definita fibrillazione), che possono ridurre fortemente la funzionalità cardiaca e determinare insufficienza.

La febbre reumatica dà sempre e inevitabilmente origine a lesioni cardiache?

Non sempre.

È possibile riportare alla normalità le valvole cardiache danneggiate da questa malattia?

Le lesioni valvolari sono purtroppo irreversibili; la terapia chirurgica consente tuttavia in certi casi di correggerle in modo da migliorare sensibilmente la funzione valvolare o, nel caso la lesione sia molto estesa, di sostituire le valvole danneggiate con valvole artificiali o ricavate da animali.

Le ricadute di febbre reumatica sono molto frequenti?

Un tempo, quando non esistevano le attuali possibilità di terapia antibiotica, si registravano ricadute in circa il 75% dei casi in cui la malattia era insorta nei primi anni di vita. Se il primo attacco si verifica nella tarda infanzia o nell'adolescenza, la febbre reumatica recidiva invece assai di rado, e praticamente mai quando colpisce gli adulti.

Quali manifestazioni patologiche possono indurre a sospettare l'insorgenza della febbre reumatica?

a) Rialzo febbrile, le cui cause non appaiono chiare;
b) dolori articolari o muscolari di origine imprecisata;
c) comparsa di noduli in corrispondenza di prominenze ossee, per esempio del gomito, del dorso delle mani e dei piedi, della rotula, del cranio, della colonna vertebrale e di altre zone (la pelle che ricopre questi noduli è di solito mobile);
d) eruzioni cutanee insolite e di origine non chiara;
e) corea minor (ballo di san Vito);
f) ricorrenti e spontanee emorragie nasali;
g) dolori addominali ricorrenti.

La febbre reumatica è contagiosa?

No. La febbre reumatica rappresenta la reazione individuale a un'infezione batterica e non è contagiosa.

Come si cura la febbre reumatica acuta?

a) Con antibiotici (specialmente penicillina G) da assumersi regolarmente per un lungo periodo di tempo;
b) con farmaci a base di ASA, in dosaggio opportunamente elevato, per combattere la febbre e l'infiammazione articolare;
c) con cortisone e/o preparati similari, a seconda della gravità della malattia;
d) con assoluto riposo per l'intera durata dell'attacco, il che può significare per parecchie settimane.

È possibile prevenire il ripetersi di attacchi acuti?

Sì; le esperienze degli ultimi anni hanno dimostrato come sia possibile limitare o
addirittura evitare ricadute di febbre reumatica, continuando a somministrare quotidianamente all'interessato, una volta superato il primo attacco, antibiotici (per esempio, penicillina G) e sulfamidici.

La tonsillectomia riveste un'utilità terapeutica nel trattamento della febbre reumatica?

Di solito, no; tale intervento chirurgico è consigliabile soltanto se si riscontra un'evidente infezione delle tonsille e non come abituale profilassi ausiliaria nel trattamento di questa malattia.

Chi soffre di febbre reumatica può trarre un beneficio dall'estrazione di denti?

Soltanto nel caso i denti siano infetti.

Chi è affetto da febbre reumatica deve adottare precauzioni particolari prima di sottoporsi a un'estrazione dentaria?

Sì, deve prendere antibiotici ed essere assistito opportunamente dal proprio medico.
Queste misure precauzionali sono necessarie per evitare che i batteri si insedino nelle valvole cardiache provocando un'endocardite batterica.

Che rapporto esiste tra la corea minor, o ballo di san Vito, e la febbre reumatica?

Si presume che la corea minor sia una delle manifestazioni patologiche della febbre reumatica.

Il ballo di san Vito è una complicazione frequente di tale malattia?

Sì, soprattutto nei bambini.

Quali sono i sintomi del ballo di san Vito?

Il bambino diviene estremamente eccitabile e nervoso, con alterni periodi di buon umore e depressione; al contempo, presenta caratteristiche, involontarie contrazioni spastiche dei muscoli delle braccia, delle gambe e del volto, che lo portano a compiere movimenti e gesti disordinati e incontrollati.

Quanto dura questa sindrome?

Può persistere per varie settimane o mesi, ma è comunque destinata a scomparire spontaneamente.

Lascia lesioni cerebrali permanenti?

No.

Superato l'attacco di ballo di san Vito, il paziente si ristabilisce completamente?

Sì.

Questa sindrome richiede una terapia speciale?

Taluni medici ritengono che la somministrazione di cortisone o di altri corticosteroidi contribuisca a tenere sotto controllo tale sindrome. Come si è detto, il ballo di san Vito regredisce in ogni caso spontaneamente, anche senza alcuna terapia; semplicemente, è necessario tenere il paziente tranquillo, evitare tutto ciò che potrebbe eccitarlo e somministrargli sedativi nel caso i sintomi siano particolarmente gravi.

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