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Osteoporosi

Che cos'è l'osteoporosi?

È una malattia degenerativa dello scheletro, caratterizzata da decalcificazione delle ossa e atrofia del tessuto osseo, che si manifesta in modo più evidente a livello dei corpi vertebrali. Colpisce entrambi i sessi nell'età senile.

Quante forme di osteoporosi si distinguono?

Due: l'osteoporosi involutiva primitiva (osteoporosi postmenopausale, o di tipo I, e osteoporosi senile, o di tipo II) e l'osteoporosi secondaria, correlata ad altre patologie.

Perché l'osteoporosi primitiva è oggi considerata malattia sociale?

Perché dà frequentemente luogo a situazioni invalidanti nella popolazione anziana, popolazione che nella società odierna è destinata ad aumentare progressivamente.

Quando inizia la riduzione della massa ossea?

Dopo i 40 anni, con una perdita progressivamente crescente (aumenta dello 0,3-0,5% all'anno), che nel sesso maschile si mantiene più o meno tale per il resto della vita (osteoporosi senile), mentre nel sesso femminile si accelera dopo l'avvento della menopausa (3-5% di aumento annuo), per attestarsi su valori simili a quelli dei maschi dopo i 65-70 anni.

Perché nella donna il turnover del processo osteoporotico aumenta dopo la menopausa?

Perché si verifica il deficit di estrogeni, ormoni che controllano l'equilibrio del ricambio scheletrico.

Esistono favori favorenti?

Sì: una dieta insufficiente per quanto riguarda l'apporto di calcio, l'abuso di alcol, il fumo, la riduzione dell'attività fisica.

Quali sono le conseguenze dell'osteoporosi?

Se il processo degenerativo colpisce la colonna vertebrale (come avviene di solito), si ha l'insorgenza di forti dolori; a ciò si aggiunge una maggiore facilità nel prodursi fratture ossee (tipica quella del femore), dovuta alla particolare fragilità delle ossa colpite.

Come si conferma la diagnosi di osteoporosi?

Particolarmente significativa è la mineralometria ossea computerizzata a doppio raggio fotonico (DEXA: Dual Energy Xray Absorptiometry), indagine che consente la quantificazione precisa della perdita di massa ossea. Le tecniche radiologiche tradizionali sono state abbandonate in quanto riescono a cogliere la riduzione di massa ossea solo in fase avanzata. Sono impiegati anche test sul sangue e sulle urine, come i dosaggi dell'osteocalcina plasmatica, della fosfatasi alcalina sierica e dell'idrossiprolina urinaria.

Come si cura?

Si impiegano farmaci che inibiscono il riassorbimento osseo (calcitonina, estrogeni, sali di calcio, difosfonati e farmaci che stimolano l'osteoformazione (ana bolizzanti, paratormone, fluoruro di sodio). Sono utili i preparati multivitaminici contenenti vitamina D, nonché l'esposizione alla luce solare e un moderato, costante esercizio fisico.

La prevenzione è importante?

Certamente. Per l'osteoporosi della menopausa può essere impiegata la terapia ormonale sostitutiva, associata a opportuna dieta (che, possibilmente, comprenda latte e formaggi) e ad abitudini di vita adeguate.

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