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Stridore laringeo congenito e laringospasmo

Che cos'è lo stridore laringeo congenito o laringomalacia?

Un rumore che accompagna l'inspirazione e diviene particolarmente acuto quando il neonato piange.

Da che cosa trae origine?

Di solito è dovuto al rilassamento dei tessuti che circondano il laringe, l'epiglottide in particolare.

Questo fenomeno può avere anche cause più gravi?

Sì; in taluni casi può essere provocato da una malformazione del laringe o delle strutture limitrofe; in altri dalla presenza di corpi estranei o di tumori laringei oppure da un'anomalia dell'aorta, che comprime la trachea.

Quando si manifesta?

Di solito al momento della nascita, e può persistere finché il bambino ha un anno-un anno e mezzo, per poi scomparire lentamente.

Se il fenomeno è causato da semplice rilassamento dei tessuti, è necessaria una particolare terapia?

No; in tal caso il disturbo scompare spontaneamente non appena i tessuti crescendo il bambino, acquistano tono e forza.

Come è possibile stabilire se all'origine del disturbo vi sono cause più gravi?

Mediante laringoscopia diretta, cioè introducendo nel laringe uno speciale strumento (il laringoscopio, appunto), che consente al medico di vedere se vi sia una cisti, una membrana o un altro corpo estraneo: in simile eventualità, si adotta la terapia opportuna.

Lo stridore provocato da semplice rilassamento tissutale è un disturbo pericoloso?

No, anche se per i genitori può risultare preoccupante: in tal caso il medico deve provvedere a rassicurarli, informandoli che il disturbo scomparirà spontaneamente.

L'alimentazione di questi bambini richiede precauzioni particolari?

Sì; i lattanti affetti da tale disturbo devono essere alimentati con molta lentezza e cautela, per evitare che quantità sia pur minime di cibo finiscano nella trachea.
Talvolta, inoltre, incontrano una certa difficoltà a succhiare il latte dal poppatoio ed è allora più opportuno dar loro da mangiare con il cucchiaio.

Che cos'è il laringospasmo?

È un restringimento improvviso della glottide, con arresto transitorio del respiro.
Il bambino smette all'improvviso di respirare, assume un colorito cianotico e può perdere i sensi.

Che differenza c'è fra lo stridore laringeo congenito e il laringospasmo?

Il meccanismo è identico, ma mentre la prima forma è congenita, la seconda si manifesta nel bambino più grandicello ed è acquisita.

A quale età sono più frequenti gli attacchi di laringospasmo?

All'incirca dal sesto mese di vita ai 4-5 anni.

Da che cosa vengono provocati gli attacchi?

Dall'ira, dalla paura o dall'essersi fatto male, per cui il bambino scoppia in un pianto convulso.

Quanto dura di solito l'arresto del respiro?

Non più di alcuni secondi, ma in genere sono sufficienti a spaventare terribilmente i genitori.

Che cosa potrebbe accadere qualora l'attacco durasse più di alcuni secondi?

Il bambino potrebbe sentirsi mancare le forze e perdere momentaneamente i sensi. In casi particolarmente gravi, possono sopravvenire convulsioni.

Questi attacchi sono pericolosi?

No; anche se possono apparire allarmanti, in realtà simili attacchi non rivestono, dal punto di vista medico, particolare importanza.

Le condizioni fisiche del bambino possono riportare danni permanenti da questi attacchi?

No.

Un simile attacco può risultare letale?

Assolutamente no.

Come si può porre termine a questi attacchi?

Una volta che sono iniziati, non si può far altro che tranquillizzare il bambino.
Tutti questi attacchi terminano spontaneamente senza cure.

Quando un bambino "sviene", è utile spruzzargli sul viso acqua fredda?

No.

In che modo è possibile prevenire il laringospasmo?

Cercando di evitare che il bambino possa farsi male o trovarsi in situazioni che lo irritano o impauriscono: dunque, cercando di evitare il verificarsi delle cause degli attacchi.

Questi attacchi sono sintomo di un abnorme stato di nervosismo?

No.

Gli attacchi possono danneggiare il sistema nervoso?

No.

Gli attacchi sono destinati a scomparire col progredire dell'età?

Sì; di solito scompaiono quando il bambino diventa grandicello e va a scuola.

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