Home  
  
  
    Eritroblastosi fetale che cos'è
Cerca

Pediatria
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Eritroblastosi fetale

Che cos'è l'eritroblastosi fetale?

Una malattia del neonato dovuta a un'incompatibilità tra il sangue della madre e quello del feto, che provoca la distruzione dei globuli rossi (emolisi) del nascituro.

Con quali altre definizioni viene indicata?

a) Malattia emolitica del neonato (MEN);
b) malattia del fattore Rh;
c) anemia emolitica del neonato.

Che cosa si intende per "fattore Rh"?

Oltre ai "classici" gruppi sanguigni 0 (zero), A, B e AB, noti ormai da tempo, ne sono stati scoperti altri (pure designati con lettere dell'alfabeto), tra cui un gruppo, o fattore, di particolare importanza che, essendo stato evidenziato per la prima volta nei globuli rossi delle scimmie Macacus rhesus, venne chiamato fattore Rhesus o, più brevemente, Rh. Oltre ad avere un determinato gruppo sanguigno, ogni individuo è anche Rh + o Rh – , nel suo sangue può cioè essere o meno presente questo fattore.

Quale percentuale di persone è Rh + ?

L'85%; il restante 15% è Rh – .

Questi fattori sanguigni vengono trasmessi dai genitori ai figli?

Sì.

In quali casi un bambino può risultare affetto da eritroblastosi?

Quando la madre è Rh – e il padre Rh + ; il fattore Rh è un carattere ereditario dominante.

L'eritroblastosi ha un riscontro frequente?

Con le terapie esistenti questa malattia sta scomparendo.

Come si sviluppa questa malattia?

Nell'utero di una donna Rh – si sviluppa un embrione Rh + ; nel corso della gravidanza, alcuni globuli rossi Rh + del nascituro passano nel sangue materno stimolandovi la formazione di anticorpi contro il fattore Rh stesso, anticorpi che possono a loro volta rifluire nel sangue del feto, distruggendone i globuli rossi.

Quali conseguenze ha sul feto la distruzione dei globuli rossi?

Provoca lo sviluppo di anemia e ittero.

Da che cosa trae origine l'ittero?

Dall'incapacità del fegato di metabolizzare tutta l'emoglobina liberata dai globuli rossi distrutti, che si accumula come bilirubina nei tessuti, determinando il colorito giallo.

L'ittero da eritroblastosi in che cosa si differenzia dal normale ittero dei neonati?

Nella sua precoce comparsa entro le 24 ore successive al parto, e nella maggior gravità.

Una gestante può sapere se il figlio sarà affetto da eritroblastosi?

Sì; ogni futura madre dovrebbe sottoporsi a un esame del sangue per stabilire se sia Rh + o Rh – . In quest'ultimo caso, durante gli ultimi mesi di gravidanza dovrebbe verificare periodicamente se il proprio sangue, contenga gli anticorpi

La madre può essere trattata nel corso della gravidanza?

Sì, con plasmaferesi per eliminare gli anticorpi anti-Rh.

Come si cura l'eritroblastosi?

Sorvegliando attentamente la madre e intervenendo, se è il caso, prima del parto. Dopo la nascita, in caso di violento ittero, praticando al neonato, con la massima tempestività, un'exsanguino-trasfusione.

Che cosa si intende per "exsanguino-trasfusione"?

Un tipo di trasfusione, detta anche trasfusione sostitutiva, con cui si provvede a sostituire pressoché completamente il sangue del neonato con altro, fornito da donatori, privo degli anticorpi specifici contro il fattore Rh.

Può rendersi necessaria più di una trasfusione sostitutiva?

Sì; in taluni casi, infatti, l'ittero si manifesta nuovamente dopo due o tre giorni, per cui è necessario praticare al neonato una seconda, talvolta addirittura una terza exsanguino-trasfusione.

Una simile trasfusione consente di curare con successo l'eritroblastosi?

Sì; se praticata con sufficiente tempestività, porta alla guarigione nella quasi totalità dei casi.

Dopo un'exsanguino-trasfusione, il neonato quanto deve rimanere in ospedale?

All'incirca una settimana, onde avere la sicurezza che non si verifichino più ricadute con ittero o anemia.

Il neonato deve essere sottoposto anche ad altre terapie particolari?

Può essere associata una terapia per ridurre la bilirubinemia: la fototerapia con raggi UV.

Che cosa può accadere se l'eritroblastosi non viene curata?

A causa della violenta distruzione delle cellule ematiche, il neonato può morire in pochi giorni, oppure il forte ittero può provocare lesioni permanenti in certe parti del cervello.

Come si manifestano queste lesioni cerebrali?

Possono provocare fenomeni di tipo spastico, con irrigidimento muscolare causato da spasmi, o uno stato di forte intontimento; le conseguenze successive possono essere costituite da ritardo mentale, convulsioni e una forma di paralisi cerebrale infantile.

L'exsanguino-trasfusione può prevenire il formarsi di lesioni cerebrali?

Sì, poiché in tal modo vengono eliminati sia gli anticorpi, sia la bilirubina causa dell'ittero. Come si è detto, la trasfusione deve però essere praticata tempestivamente e ripetuta nel caso si verifichi una ricaduta.

L'eritroblastosi può anche causare la morte del feto?

Sì, in taluni casi questa malattia provoca il decesso del feto durante la gravidan za o immediatamente prima del parto. Talune donne Rh – , per esempio, in passato hanno dato alla luce più volte bambini morti proprio a causa dell'eritroblastosi.

In casi simili si riesce a salvare il bambino?

Sì. Se la gravidanza ha già superato la 33ª settimana si può far nascere prematuramente il piccolo o con un taglio cesareo o inducendo artificialmente l'inizio del travaglio, praticandogli poi una tempestiva exsanguino-trasfusione. Se il feto non è ancora alla 33ª settimana si può praticare, a partire dalla 22ª-24ª settimana la trasfusione endouterina.

È possibile intervenire prima del parto?

Sì, praticando una trasfusione endouterina, ossia iniettando direttamente nel feto, attraverso la parete addominale della madre, del sangue Rh – , anche ogni 10-21 giorni fino al parto.

L'eritroblastosi può colpire anche i primogeniti?

Di solito no, si manifesta per lo più nelle gravidanze successive. Nei primogeniti può insorgere qualora alla madre, prima della gestazione, sia stato trasfuso o iniettato per errore sangue Rh + , per cui nel suo sangue possono essersi formati i pericolosi anticorpi.

Esiste la possibilità di evitare la formazione di anticorpi in una madre Rh – durante successive gravidanze?

Sì. Attualmente è possibile immunizzare una madre Rh contro il fattore Rh + del feto iniettandole, entro le 48 ore successive la nascita del primo figlio, un apposito siero contenente anticorpi diretti contro l'antigene Rh. Questa pratica ha fatto pressoché scomparire l'eritroblastosi fetale.

Questa malattia può essere causata anche da altri fattori?

Sì, una forma quasi altrettanto grave di eritroblastosi può essere provocata dalla cosiddetta incompatibilità A-B-0, in cui il sangue della madre appartiene al gruppo 0, quello del feto all'A o al B.

In quale percentuale di casi l'eritroblastosi può essere causata dall'incompatibilità

Nel 5-10% circa.

Commenta

Per saperne di più:



Newsletter

Test consigliato

Ischemia e ictus: sei a rischio?

Test salute

Quiz - Ictus e ischemia

BMI calcolo
Calcola la tua massa grassa
Calcola la tuo peso ideale