Atelettasia polmonare congenita
Che cosa si intende per atelettasia polmonare congenita?
Atelettasia polmonare viene definita quella particolare condizione per cui un polmone o una sua parte sono privi di aria e non possono quindi assolvere la funzione respiratoria. Nel neonato è sovente conseguenza di una ridotta funzionalità dei centri nervosi respiratori.
Da che cosa è provocata?
La forma secondaria può essere causata dalla presenza nei bronchi di muco o liquido amniotico, da immaturità del tessuto polmonare, incapace di dilatarsi; la forma primaria è dovuta a ridotta funzionalità dei centri nervosi respiratori.
Come si manifesta?
Il respiro del neonato è affrettato, affannoso e sovente stridulo, a causa dell'insufficiente apporto di ossigeno, la pelle e le mucose possono assumere una colorazione cianotica, e se il piccolo si sforza di inspirare, si osserva sovente una retrazione della cassa toracica.
Come viene stilata la diagnosi di atelettasia polmonare?
Auscultando il torace, il medico si accorge che in una certa zona polmonare l'aria non riesce a penetrare; l'esame radiografico dei polmoni pone parimenti in evidenza come questa zona sia priva di aria.
Come viene curata l'atelettasia polmonare congenita?
Se la causa è un'occlusione bronchiale provocata da liquido amniotico, questo deve essere rimosso mediante aspirazione; nelle forme più gravi, l'occlusione deve essere eliminata mediante broncoscopia (introduzione nelle vie respiratorie di un particolare strumento, il broncoscopio). Il neonato, inoltre, deve essere tenuto in un'incubatrice con elevato grado di umidità e di ossigeno, ed essere indotto a respirare profondamente a pressione positiva di ossigeno.
Quale decorso segue la malattia?
Se l'atelettasia è parziale e circoscritta a una piccola zona, di solito scompare spontaneamente nell'arco di alcuni giorni, non appena i tessuti polmonari ri prendono la normale capacità di dilatazione; se interessa invece una zona piuttosto estesa, può avere come conseguenza un insufficiente apporto di ossigeno al cervello e quindi una lesione delle cellule cerebrali. Nei casi molto gravi può risultare letale.
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