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Otosclerosi

Che cos'è l'otosclerosi?

L'otosclerosi od otospongiosi è una malattia ereditaria dell'orecchio interno, caratterizzata dal blocco progressivo della staffa alla finestra ovale, in conseguenza di una degenerazione del tessuto osseo del labirinto.

Quali sono le conseguenze dell'otosclerosi?

L'otosclerosi è la causa più frequente di sordità di trasmissione; se la degenerazione del tessuto osseo è molto marcata, può essere compromessa anche la percezione.

L'otosclerosi provoca sempre sordità?

No.

Quali sono i sintomi dell'otosclerosi?

La sordità è il sintomo prevalente, ma in alcuni casi si hanno invece particolari
sensazioni sonore (ronzii e acufeni). Non vi è alcun segno anormale all'ispezione del condotto uditivo e della membrana timpanica.

Come si conferma la diagnosi di otosclerosi?

Mediante:
a) acumetria, esame basato su prove con la voce e il diapason;
b) audiometria per via aerea, mediante cuffie attraverso le quali giungono i suoni, e per via ossea, mediante segnali inviati da un vibratore appoggiato dietro l'orecchio;
c) impedenziometria: mediante una sonda inserita nel meato acustico medio si misura la resistenza opposta al passaggio dell'aria nell'orecchio medio.

Come si cura?

Viene eseguita frequentemente un'operazione conosciuta come stapedectomia, cioè asportazione della staffa, in anestesia locale o generale, con l'impiego di apparecchiature d'ingrandimento a causa delle piccole dimensioni delle parti su cui si opera. Si pratica una piccola incisione lungo il bordo della membrana timpanica che viene sollevata in modo da esporre l'orecchio medio con i suoi tre ossicini. La staffa (uno dei tre ossicini) viene quindi rimossa in modo da evidenziare l'apertura verso l'orecchio interno, la finestra ovale, che viene poi rivestita con un piccolo trapianto, in genere un lembo di vena o di materiale plastico. Un piccolo tubo di polietilene, o un pezzo di filo di tantalio, viene unito al trapianto e collegato ai due ossicini rimanenti (l'incudine e il martello).
Quando questa parte dell'operazione è stata completata, si sutura la membrana timpanica nella sua posizione normale.

Per la sordità viene frequentemente eseguito l'intervento di fenestrazione?

Non più. Si è visto che l'operazione sulla staffa comporta un maggior numero di guarigioni e inoltre vi sono molte meno probabilità di ricadute dopo questo intervento.
La fenestrazione consisteva nel mettere allo scoperto l'orecchio interno, per trapanazione della mastoide.

In quali condizioni morbose è più efficace la stapedectomia?

Nei casi di sordità causati da rigidità della staffa per otosclerosi o per altri motivi.

Affinché l'intervento sulla staffa abbia successo, è necessario che il nervo acustico funzioni normalmente e che la membrana timpanica sia del tutto normale.

La stapedectomia può essere eseguita a qualsiasi età?

Sì; non è un intervento di alta chirurgia, e non è pericoloso.

L'udito può peggiorare dopo un intervento sulla staffa?

Accade solo in alcuni casi, estremamente rari.

Dopo una stapedectomia si sente molto dolore?

No.

Tale operazione lascia cicatrici visibili?

No. L'incisione viene effettuata all'interno del condotto uditivo e quindi non determina alcuna cicatrice visibile.

Se un paziente è sordo da entrambe le orecchie, la stapedectomia viene generalmente praticata contemporaneamente su ambedue i lati?

No, in genere i due interventi di stapedectomia si eseguono a distanza di alcune settimane o mesi l'uno dall'altro.

Dopo quanto tempo si può lasciare il letto?

Dopo uno o due giorni.

Si hanno complicazioni dopo una stapedectomia?

Sono piuttosto rare; comunque, quelle che si verificano, in genere scompaiono entro un periodo di alcune settimane.

Quali sono le complicazioni più comuni?

a) Il mancato miglioramento dell'udito;
b) rumori all'interno dell'orecchio;
c) vertigini e mal di capo.

I risultati raggiunti con la stapedectomia sono permanenti?

Nella grande maggioranza dei casi, sì.

In quale percentuale di casi si ottengono dei benefici?

Oltre l'85-90% dei pazienti registra miglioramenti.

Se il primo intervento per correggere la sordità non ha avuto successo, è possibile eseguirne un altro e ottenere risultati migliori?

Sì in molti casi una seconda operazione dà ottimi risultati. È sempre consigliabile sottoporsi a un secondo intervento, se lo specialista lo propone.

Dopo quanto tempo dall'intervento il paziente può sapere se tornerà a udire?

Quasi immediatamente, se i risultati sono stati buoni.

Per quanto tempo si deve restare in ospedale dopo una stapedectomia?

In genere non più di due o tre giorni.

Dopo quanto tempo si può tornare al lavoro abituale?

Dopo due settimane circa.

Nel caso la stapedectomia non abbia dato alcun risultato, si può provare con una fenestrazione?

In casi isolati, quando l'intervento sulla staffa non ha dato risultati, si può avere un esito soddisfacente con la fenestrazione.

Che differenza c'è tra l'intervento di mobilizzazione della staffa e la stapedectomia?

Nell'intervento di mobilizzazione la staffa non viene asportata ma semplicemente liberata dalle aderenze o da ciò che ne impedisce i movimenti (anchilosi).
Si è tuttavia notato che, dopo tale intervento, le aderenze possono riformarsi e quindi l'asportazione della staffa, con impianto protesico sostitutivo, risulta essere un intervento più efficace.

Esiste un intervento meno invasivo della stapedectomia?

Sì, la stapedotomia laser, oggi molto utilizzata. Con il laser ad argon si pratica, in endoscopia, un foro nella staffa, foro sul quale è poi applicata una protesi a pistone opportunamente calibrata. Si tratta di una tecnica chirurgica che consente un recupero uditivo molto buono e un decorso postoperatorio di minore durata.

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