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Scoliosi e spondilolistesi

Che cos'è la scoliosi?

Una deviazione laterale della colonna vertebrale, che si riscontra con maggior frequenza nei bambini e negli adolescenti.

Le deviazioni della colonna vertebrale sono molto frequenti?

Si riscontrano, in misura più o meno accentuata, in un bambino su cinque.

La scoliosi è più comune nelle femmine che nei maschi?

Sì, viene osservata con particolare frequenza durante il periodo di rapida crescita, all'inizio della pubertà.

Da che cosa trae origine?

Può essere congenita (per variazioni numeriche o morfologiche delle vertebre, per anomalie del torace o della cintura scapolare o pelvica), sintomatica (per vizio di posizione, sciatalgia, infiammazione e isteria), statica (per disassamento del bacino o asimmetrie vertebrali), neuropatica (per paralisi, sifilide terziaria ecc.), osteopatica (per anomalie vertebrali acquisite), miopatica (per distrofia muscolare ecc.), toracogena (per gravi affezioni dell'apparato respiratorio) e metabolica (per rachitismo).

La ginnastica medica è efficace contro le deviazioni della colonna vertebrale?

Sì, a condizioni che vengano rispettate alcune regole fondamentali:
a) in presenza di un atteggiamento scoliotico o scoliosi iniziale, intensificare l'attività sportiva, specialmente il nuoto in tutti gli stili (nel crawl respirare sui due lati);
b) eseguire con metodo e costanza gli esercizi di ginnastica correttiva, associando loro opportuni esercizi di ginnastica respiratoria;
c) evitare fino al 14° anno esercizi fisici asimmetrici (tennis, scherma, chitarra ecc.);
d) nelle forme rapidamente evolutive, usare il corsetto ortopedico (busto).

La scoliosi provoca dolori violenti?

No, anche se possono essere dolorosi alcuni movimenti del tronco.

Tale deviazione può correggersi spontaneamente?

No; nella maggioranza dei casi, tuttavia, è poco accentuata (angolo della curva non superiore a 30°) e raggiunge una stabilizzazione oltre la quale non progredisce più. Quando la deviazione supera i 30°, si impone l'uso del busto ortopedico, di cui esistono molti tipi, per diverse gravità e in rapporto all'evoluzione della scoliosi cosiddetta strutturale (cioè con deformazione delle vertebre).

La scoliosi può comportare talvolta la necessità di un intervento chirurgico?

Sì, quando la deviazione è accentuata al punto da pregiudicare l'attività cardiaca e lo sviluppo della gabbia toracica, con disturbo della respirazione. Questa eventualità si verifica in circa l'1% dei casi.

Quali interventi chirurgici si praticano in simili casi?

a) Fusione delle vertebre o artrodesi vertebrale;
b) inserimento di distrattore ad aste di Harrington.

Si tratta di operazioni impegnative?

Sì, e in molti casi richiedono una terapia postoperatoria da praticarsi per mesi o addirittura anni.

Quante vertebre vengono unite con l'intervento di fusione spinale?

Secondo le condizioni, fino a un terzo dell'intera colonna vertebrale.

Che tipo di intervento chirurgico è l'inserimento di aste di Harrington?

Nel tessuto muscolare lungo la colonna vertebrale vengono inserite in profondità lunghe aste metalliche che, mediante un sistema di pressione e contropressione, costringono la colonna vertebrale a raddrizzarsi. Le aste vengono fissate e lasciate in loco per alcuni mesi.

Questa tecnica chirurgica ottiene risultati soddisfacenti?

Sì, tale intervento chirurgico si è dimostrato molto efficace.

Le aste metalliche devono essere successivamente rimosse?

Sembra che in alcuni casi si renda necessaria la rimozione delle aste metalliche; l'intervento chirurgico che viene condotto a tal fine, tuttavia, non è impegnativo quanto quello di applicazione delle stesse.

Quali risultati ottengono le operazioni per scoliosi?

L'intervento di artrodesi vertebrale evita il progredire della deviazione e la tecnica di inserimento delle aste metalliche ha portato in molti casi all'eliminazione della scoliosi.

Quanto tempo deve rimanere in ospedale un paziente per simili interventi chirurgici?

Da tre a sei settimane, seguite da sei-otto mesi di riposo a letto.

Quale decorso assume la scoliosi, se non curata?

Oggi ogni scoliosi grave viene curata con corsetto ortopedico, ma nella maggioranza dei casi, il processo di incurvamento della colonna vertebrale si stabilizza non appena viene raggiunta la maturità sessuale. A questo punto, purtroppo, si può essere già prodotta, nei casi più gravi, una deviazione tale da pregiudicare la normale funzionalità sia del cuore sia dei polmoni.

In quali altri casi si ricorre all'intervento di artrodesi vertebrale?

Per la spondilolistesi.

Che cosa si intende per spondilolistesi?

Con tale termine si indica lo scivolamento in avanti di una vertebra su quella sottostante – nella maggioranza dei casi della V vertebra lombare sulla I sacrale – in conseguenza di un'anomalia strutturale congenita della colonna vertebrale, oppure di una spondiloartrosi.

Tale spostamento può causare lombalgie?

Sì, ma solo in una stretta minoranza di casi i dolori lombo-sacrali hanno tale causa.

Da che cosa trae origine la spondilolistesi?

Come si è detto, da una malformazione congenita della colonna vertebrale, oppure da fenomeni artrosici locali, con lesioni che compromettono in quel punto la solidità della colonna vertebrale.

Come viene diagnosticata?

Mediante esame radiologico in posizioni appositamente studiate.

È necessario curarla?

Soltanto quando provoca dolori o disturbi.

In simile eventualità, quale terapia si applica?

L'artrodesi delle vertebre interessate.

L'intervento chirurgico ottiene risultati positivi?

Se la diagnosi e l'indicazione chirurgica erano corrette, sì.

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