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Glaucoma

Che cos'è il glaucoma?

Una malattia dell'occhio caratterizzata dall'aumento della pressione dell'umore acqueo all'interno dell'occhio.

Da che cosa è provocato?

All'interno dell'occhio vi è una struttura (corpo ciliare) deputata alla secrezione di un liquido (umore acqueo); questo liquido, o per un'aumentata produzione o per una difficoltosa eliminazione attraverso particolari spazi (canali di Schlemm) determina un aumento della pressione intraoculare (valori normali fra 10 e 21 mm Hg). Se la causa di tale patologia risiede nel trabecolato degli spazi di filtrazione si parla di glaucoma cronico semplice o glaucoma ad angolo aperto. Nel glaucoma ad angolo chiuso (glaucoma acuto o congestizio) l'angolo di filtrazione viene ristretto dal contatto iridocorneale; ciò impedisce il normale deflusso dell'umore acqueo attraverso gli spazi di filtrazione con conseguente aumento della pressione intraoculare.

Qual è la sua incidenza?

Lo si riscontra nel 2% delle persone che hanno superato la quarantina.

Il glaucoma insorge negli uomini più frequentemente che nelle donne?

No.

Può colpire anche i bambini?

Sì, esiste una forma congenita e piuttosto rara di questa malattia, che viene definita glaucoma infantile, o anche idroftalmo, buftalmo, cheratoglobo.

Il glaucoma può essere ereditario o ricorrere nell'ambito familiare?

Sì.

Quali sono le sue conseguenze?

Se non curato, provoca una progressiva riduzione della capacità visiva, che in casi gravi può progredire fino alla completa cecità.

Quali sono i suoi sintomi?

La forma acuta è caratterizzata dai cosiddetti accessi glaucomatosi, cioè da attacchi improvvisi della malattia, con dolori oculari violentissimi, arrossamenti dell'occhio e diminuzione della capacità visiva. La forma cronica può invece ri manere asintomatica pur continuando lentamente a provocare danni irreversibili.

Come si può stabilire se si è affetti da glaucoma?

Se si tratta della forma acuta, dall'estrema rapidità con cui si è colpiti da violenti dolori oculari e dalla diminuzione della capacità visiva; la forma cronica può essere invece diagnosticata solo dal medico oculista.

È possibile prevenirne l'insorgenza?

Qualora l'oculista sospetti che il paziente sia portato a sviluppare un glaucoma, può prescrivergli a scopo preventivo l'uso di colliri atti a evitarne l'insorgenza.

Quali esami consentono di diagnosticare con sicurezza la presenza di glaucoma?

a) Misurazione della tensione del bulbo oculare mediante uno strumento specifico, definito tonometro;
b) esecuzione di un'indagine chiamata "esame del campo visivo";
c) altre prove volte a provocare intenzionalmente un aumento della tensione oculare, sotto controllo specialistico.

È opportuno sottoporsi regolarmente alla misurazione della tensione oculare?

Sì; si tratta infatti di un esame di estrema semplicità, cui ogni adulto dovrebbe sottoporsi in occasione della periodica visita oculistica di controllo.

Ë un esame doloroso?

Assolutamente no.

Il glaucoma colpisce entrambi gli occhi contemporaneamente?

Di solito sì. Se un individuo soffre di tale malattia a un occhio, anche l'altro tende a esserne successivamente colpito.

Come si cura il glaucoma?

In caso di accesso acuto, mediante l'uso di colliri atti a diminuire la tensione oculare; se questa, dopo otto ore, è rimasta inalterata, è consigliabile un intervento laser o uno chirurgico. In presenza di glaucoma cronico, la terapia può consistere per anni nell'uso
di colliri, finché è in tal modo possibile tenere sotto controllo la tensione; quando non è più possibile, diventa necessario un intervento chirurgico, che può essere effettuato con un raggio laser o con i metodi chirurgici tradizionali.

È necessaria l'ospedalizzazione, oppure il paziente può essere curato con risultati soddisfacenti anche a casa?

Il ricovero in ospedale è necessario soltanto nel caso si debba procedere a un intervento chirurgico.

La persona affetta da glaucoma deve sempre essere operata?

Dipende dal grado di tensione oculare e di riduzione della capacità visiva; qua lora l'uso di colliri specifici consenta di controllare la malattia in modo che non si verifichino peggioramenti, non è necessario alcun intervento chirurgico.

Che cosa accade se non ci si sottopone a intervento chirurgico, nonostante questo si sia dimostrato opportuno?

Il glaucoma progredisce fino a provocare la cecità, per compromissione irreversibile del nervo ottico.

Che cosa accade qualora non si applichi la terapia medica a base di colliri?

Si rischia un rapido peggioramento della malattia.

Il glaucoma può regredire spontaneamente?

No.

In che cosa consiste l'operazione di glaucoma?

Ogni tipo di glaucoma va trattato con una metodica specifica. Nel glaucoma congenito si esegue la goniotomia o la trabeculetomia, operazioni cosiddette filtranti. Nella forma acuta reversibile si esegue la cosiddetta iridectomia, cioè l'asportazione di un lembo di iride allo scopo di consentire una migliore circolazione interna dell'umore acqueo e quindi una diminuzione della tensione oculare. Questo intervento può essere effettuato sia chirurgicamente sia ambulatorialmente mediante raggio laser che pratica un'apertura nell'iride (risolvendo così il processo patologico). Nel caso si tratti di un glaucoma cronico ad angolo aperto, è necessario ristabilire un adeguato drenaggio dell'umore acqueo mediante la formazione di un piccolo canale creato chirurgicamente all'esterno del globo oculare, in direzione dei tessuti sottocongiuntivali (intervento "filtrante"). Negli interventi di sclerectomia anteriore e di sclerotomia anteriore con creazione di un lembo congiuntivale, l'apertura viene praticata vicino al limbus con una iridectomia periferica adiacente all'apertura per il drenaggio.
Un'altra metodica consiste nel ristabilire la normale pervietà delle strutture di deflusso trabecolari mediante raggio laser (argon laser). Tale procedura viene effettuata ambulatorialmente nel giro di pochi minuti (argon laser-trabeculoplastica) senza alcun trauma per il paziente. Si può anche intervenire chirurgicamente sui corpi ciliari, al fine di limitare la produzione di umore acqueo (ciclocriotrattamento, ciclodiatermia).

Che tipo di anestesia si pratica in simili casi?

Un'anestesia locale, oppure la narcosi per l'intervento chirurgico filtrante, mentre per il trattamento laser non è richiesto alcun tipo di anestesia.

Quanto tempo è necessario rimanere in ospedale?

Di solito cinque-sette giorni.

L'iridectomia lascia una cicatrice visibile?

No, ma può essere visibile il punto dell'iride da cui è stato asportato un lembo.

Quali possibilità di guarigione comporta tale intervento chirurgico?

In caso di glaucoma acuto, ottime probabilità; per quanto riguarda la forma cronica,
l'operazione ha maggiori probabilità di ottenere buoni risultati se non viene eseguita tardivamente.

Una volta operato, il glaucoma è suscettibile di ricadute?

La forma acuta, di solito no; la cronica sì.

Dopo un'iridectomia conclusasi con successo, è necessario limitare in qualche modo le proprie attività abituali?

No.

Dopo un attacco di glaucoma, è necessario sottoporsi periodicamente a visite di controllo?

Sì, e l'oculista dedicherà particolare attenzione alle condizioni dell'occhio sano.

Quali norme bisogna seguire dopo un'iridectomia?

Dopo un'iridectomia con il laser, è possibile riprendere le normali attività personali e occupazionali senza particolari precauzioni per l'occhio trattato. È necessario seguire per tre-quattro giorni una terapia mediante collirio, per evitare un possibile aumento della pressione intraoculare secondario al trattamento.
Dopo un'iridectomia tradizionale è invece necessario seguire tutte quelle particolari precauzioni che di solito sono consigliate anche per i pazienti operati di cataratta.
Ossia:
a) evitare di strofinare l'occhio e di determinare traumi anche lievi al bulbo oculare;
b) evitare sforzi eccessivi per le prime tre settimane dopo l'intervento.

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