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Tumori cerebrali

Rappresentano una patologia frequente?

In generale sì, la frequenza dei diversi tipi varia però molto nelle diverse età.

Quali sono i sintomi più comuni di tumore cerebrale?

Data l'elevata organizzazione del sistema nervoso, la sintomatologia neoplastica a livello cerebrale dipende essenzialmente da due fattori: la localizzazione e la velocità di crescita. Infatti tumori anche piccoli ma in aree "attive" potranno dare segno di sé precocemente; al contrario tumori a lento accrescimento in aree "silenti" potranno raggiungere dimensioni considerevoli prima di manifestarsi clinicamente.
In generale si distingue una sintomatologia da localizzazione (per esempio crisi epilettiche parziali, deficit motori, strabismo o deficit visivo improvviso ecc.) e una sintomatologia da ipertensione endocranica (vomito a getto, cefalea, disturbi visivi, graduale riduzione della coscienza fino al coma).

Quali esami servono per la diagnosi?

Un attento esame clinico neurologico è sempre fondamentale. L'avvento dello studio cerebrale per immagini (TC, RMN,) ha permesso di abbreviare i tempi di diagnosi, fornendo quadri morfologici sempre più precisi, che permettono non solo di definire la
presenza e la sede tumorale, ma in certi casi suggeriscono anche il tipo di tumore. Gli stessi esami vengono inoltre utilizzati per seguire l'evoluzione della neoplasia durante e/o dopo la terapia. Altre indagini utili sia al l'inquadramento diagnostico sia al controllo evolutivo, sono l'esame del fondo dell'occhio, l'EEG, i potenziali evocati, l'angio-RMN, l'arteriografia.

Esistono differenti tipi di tumore cerebrale?

Sì: il termine viene genericamente usato per indicare uno qualunque dei numerosi tipi di processi proliferativi che possono essere presenti entro il cranio. Un tumore può originare dal cranio, dalle meningi, dai nervi esterni al cervello o dal cervello stesso.
Un'altra fonte di origine è l'ipofisi alla base del cranio. Infine, una neoplasia che si sviluppi in un'altra parte del corpo può diffondersi attraverso la corrente sanguigna e coinvolgere secondariamente il cervello (metastasi).

Quali sono le cause di tumore cerebrale?

Nella maggior parte dei casi sono sconosciute; esistono però alcune condizioni patologiche complesse, spesso dovute a un errore genetico e con possibile ereditarietà, nelle quali è possibile o certa la comparsa di neoplasie cerebrali.

Si può determinare prima dell'intervento la benignità o malignità di un tumore cerebrale?

No, benché il quadro e l'andamento clinico, l'età del soggetto e la localizzazione tumorale siano fattori molto indicativi del tipo di tumore, la diagnosi definitiva anche per quanto riguarda la benignità, dipende dall'esame istologico del tessuto tumorale, che può essere eseguito già nel corso dell'intervento. È possibile talora che a una benignità istologica (cioè a un tumore con scarsa tendenza a invadere e a riprodursi), si associ una localizzazione sfavorevole che, rendendo estremamente rischioso l'intervento di asportazione completa, permette la persistenza di residui del tumore e la sua recidiva.

L'intervento chirurgico è l'unica possibilità terapeutica in caso di tumore cerebrale?

No, nei tumori radiosensibili si utilizza la terapia radiante, soprattutto allo scopo di ridurre la massa tumorale. Inoltre in caso di localizzazione ad alto rischio o dopo incompleta asportazione tumorale, si può ricorrere all'inserzione di elementi radioattivi nella sede tumorale.

La cicatrice che si forma dopo un intervento chirurgico al cervello è deturpante?

No; il più delle volte le incisioni vengono eseguite entro la linea dei capelli e la cicatrice residua è poco appariscente.

Quanto può durare un intervento chirurgico al cervello?

La durata varia a seconda del tipo di intervento richiesto e della tecnica usata, in generale comunque alcune ore.

Da che cosa è determinata la prognosi in caso di tumore cerebrale?

Dalla natura e dalla localizzazione della neoplasia. I tumori che si sviluppano dalle meningi e dai nervi cranici (meningiomi e neurinomi) si possono asportare completamente quando siano chirurgicamente accessibili, e il paziente guarisce.
Dal momento che questi tumori rappresentano il 20% di tutti i processi espansivi intracranici, molti pazienti possono sperare in una guarigione completa.
I tumori dell'ipofisi, in un'alta percentuale di casi, possono essere trattati con successo con la sola terapia irradiante, senza dover ricorrere alla chirurgia.
Quei pazienti che non trovino vantaggio dalla radioterapia possono successivamente trovare beneficio dall'intervento chirurgico. I tumori ipofisari costituiscono il 10% circa di tutti i tumori cerebrali.
Approssimativamente il 50% dei tumori cerebrali si sviluppano entro lo stesso parenchima cerebrale e, con poche eccezioni, non sono sufficientemente circoscritti da poter essere asportati completamente. La loro velocità di crescita varia, fino a essere estremamente rapida nelle varietà più maligne; alcuni possono accrescersi lentamente per un periodo di anni, mentre altri possono procedere verso una rapida conclusione in tempo breve. Anche quando non sia possibile raggiungere una guarigione completa, molte persone affette da neoplasie cerebrali possono trarre giovamento da interventi chirurgici; inoltre, la crescita di alcuni tumori è rallentata dall'impiego della terapia irradiante, che viene spesso fatta seguire all'intervento chirurgico. Occasionalmente, la sede del tumore è tale che il chirurgo non può aggredirlo direttamente senza rischiare serie conseguenze o anche la vita del paziente. In simili casi, un'operazione tesa a ridurre l'ipertensione endocranica può essere compiuta con relativa sicurezza e portare a una remissione dei sintomi per un periodo di tempo variabile.

Quali probabilità di sopravvivenza comporta un intervento per tumore cerebrale?

Con le attuali tecniche neurochirurgiche e anestesiologiche, la mortalità intraoperatoria si è ridotta praticamente a zero. La prognosi successivamente dipende dal tipo di tumore.

Si devono osservare particolari precauzioni per la ferita operatoria?

Normalmente non sono necessarie. I casi che richiedono un'attenzione particolare sono solamente quelli in cui non è stato sostituito il pezzo di osso rimosso durante l'operazione.

I tumori del cervello una volta asportati tendono a riformarsi?

La possibilità di recidiva tumorale è maggiore per i tumori maligni e in caso di asportazione incompleta.
Esistono poi alcuni tumori benigni (per esempio meningiomi) che hanno tendenza a recidivare sia nella sede primitiva sia altrove.

Il paziente a cui è stato asportato un tumore cerebrale può condurre una vita normale?

In generale sì, in assenza di esiti permanenti indotti dal tumore stesso o nel corso della sua asportazione. In ogni caso deficit motori e del linguaggio, anche transitori, possono trarre beneficio da una adeguata riabilitazione.

Anche nei bambini si può sviluppare un tumore cerebrale?

Sì, i tumori cerebrali, sia benigni sia maligni, sono tra le neoplasie più frequenti dell'infanzia e alcune forme sono pressoché esclusive di quest'epoca.

La rimozione del tumore fa cessare le eventuali crisi convulsive?

Non sempre; in alcuni casi le crisi rappresentano un segno transitorio di localizzazione tumorale e scompaiono dopo la sua rimozione; altre volte invece la sofferenza cerebrale indotta dal tumore non è più reversibile e le crisi persistono;
altre volte, infine, possono comparire dopo l'asportazione tumorale a causa di lesioni corticali indotte dalla stessa.

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