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Cefalea

Che cos'è la cefalea?

La cefalea, comunemente detta mal di testa, è uno dei più comuni disturbi sia nell'adulto sia in età evolutiva (si stima che ne soffra circa il 12% della popolazione mondiale, con una prevalenza del sesso femminile), che, oltre a poter essere un sintomo in numerosi e diversi quadri clinici, può costituire una condizione patologica autonoma. Nel primo caso si parla di cefalea secondaria o sintomatica, nel secondo di cefalea primitiva.

Ci sono diversi tipi di cefalea?

Sì, nel 1988 la Società internazionale per lo studio delle cefalee ha proposto una classificazione che distingue le seguenti 13 forme cliniche: 1) emicrania (a sua volta distinta in forma comune, senza aura, e forma classica, con aura); 2) cefalea tensiva; 3) cefalea a grappolo; 4) cefalea non associata a lesioni organiche (per es., da sforzo fisico); 5) cefalea post-trauma cranico; 6) cefalea associata a patologia vascolare cerebrale (per es., ictus); 7) cefalea associata a patologia endocranica non vascolare (per es., tumore); 8) cefalea da assunzione o sospensione di sostanze farmacologicamente attive (per es., abuso di alcol); 9) cefalea associata a infezioni extracerebrali; 10) cefalea associata ad alterazioni metaboliche (per es., ipoglicemia); 11) cefalea o dolore facciale associati a patologie del cranio, collo, occhio, orecchio, naso, bocca; 12) nevralgie craniche, neuriti e dolore conseguenti a lesioni o infiammazioni dei nervi cranici; 13) cefalee non classificabili.
Secondo questa classificazione sono considerate forme essenzialmente primitive
l'emicrania (con e senza aura), la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo, mentre le rimanenti forme sono secondarie. Benché la diagnosi di una forma primitiva sia fondamentalmente clinica, secondo parametri sufficientemente standardizzati, è comunque spesso indicato escludere, con le indagini più appropriate nei diversi casi, la possibile esistenza di patologie causali.

Quali sono gli esami più indicati per la diagnosi e lo studio di una cefalea?

Oltre a eventuali esami ematochimici, allergologici e metabolici, le indagini più utili sono l'esame del fondo dell'occhio, l'EEG, la radiografia del cranio (per seni paranasali, articolazione temporo-mandibolare, sella turcica ecc.), lo studio neuroradiologico e/o flussimetrico (TC, RMN, SPET cerebrali), che permettono di definire o escludere eventuali malattie causali.

Come si manifesta l'emicrania senza aura?

Con episodi ricorrenti di durata e frequenza variabile, caratterizzati da dolore generalmente localizzato a un solo lato o in una sola area del cranio (nel bambino può frequentemente essere bilaterale), più spesso pulsante, sovente associato a nausea, vomito e ipersensibilità a luci e suoni (foto-fonofobia). Tra un attacco e l'altro il paziente si sente perfettamente bene.

Come si manifesta l'emicrania con aura?

Gli accessi dolorosi hanno caratteristiche simili alla forma precedente ma sono preceduti da segni e sintomi neurologici, globalmente definiti "aura": si tratta di disturbi visivi (scintillii e/o macchie nere o colorate nel campo visivo), disturbi motori e della sensibilità a carico di uno o più distretti corporei.

A cosa è dovuta l'emicrania?

L'ipotesi attualmente più accreditata è che essa derivi da una disfunzione del sistema di controllo degli stimoli dolorosi correlata a una alterazione nella modulazione di alcune sostanze chimiche cerebrali (neurotrasmettitori).

Che cos'è la cefalea tensiva?

Una forma di cefalea, episodica o cronica, caratterizzata da dolore più spesso di tipo gravativo, a inizio prevalentemente nucale e con possibile diffusione a tutta la testa, talora accompagnato da disturbi della sensibilità cutanea (senso di formicolio), nausea e vomito.

A cosa è dovuta?

Si ritiene che sia provocata da una protratta contrazione della muscolatura del collo e del capo, spesso conseguenti a stati di ansia acuta o cronica, ma anche ad abitudini posturali scorrette (durante la lettura, la scrittura, la guida o l'uso prolungato di computer), e ancora, a disfunzioni dentali e dell'articolazione temporo-mandibolare.

Che cos'è la cefalea a grappolo?

È una forma di cefalea così definita perché gli episodi si ripetono frequentemente per brevi periodi, seguiti da prolungati intervalli di benessere. Il dolore è molto intenso e interessa prevalentemente la radice del naso, la fronte, l'orbita e le tempie con possibile irradiazione alla mascella, spesso associandosi a lacrimazione e arrossamento delle congiuntive, e a rinorrea.

Come è possibile curare la cefalea?

Le cefalee secondarie regrediscono in genere con la cura della malattia causale; per le forme primitive, invece, il trattamento si basa essenzialmente su farmaci in grado di prevenire gli accessi dolorosi e su farmaci antidolorifici da somministrare, quanto prima possibile, in corso dell'episodio doloroso. Nelle forme tensive, in particolare in età evolutiva, può essere utile anche un approccio di tipo psicoterapico con tecniche di rilassamento.

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