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Varicella

Che cos'è la varicella?

Una malattia infettiva dell'infanzia che può insorgere a partire dal terzo mese di vita fino all'adolescenza.

Da che cosa è provocata?

Da un virus a DNA del genere Herpesvirus.

Come viene trasmessa?

Nella maggioranza dei casi, per contatto; si ritiene tuttavia che la trasmissione possa avvenire anche tramite intermediari od oggetti toccati dal malato e perciò infetti.

Quando diventa contagiosa?

La capacità di contagio della varicella inizia il giorno precedente la comparsa
dell'esantema e perdura per tutto lo stadio in cui si formano le vescicole, cioè circa 7 giorni.

Può essere trasmessa anche durante il decorso successivo?

No.

La denuncia della malattia è obbligatoria?

Sì.

Anche i giovani e le persone adulte possono contrarre questa malattia?

Sì. Va però rilevato che solo pochissimi bambini sfuggono alla varicella (il 90% dei casi si verifica in bambini sotto i 9 anni) e in tal caso possono contrarla nell'età adulta, quando la malattia assume un decorso più grave.

La varicella provoca febbre?

Sì; di solito si ha un rialzo della temperatura corporea fino a 38° o poco più, che può salire fino a 39° o 40° nelle forme pesanti.

Come si manifesta l'esantema della varicella?

Sulla superficie del corpo, in prevalenza su torace, addome, cosce e parte superiore delle braccia, appaiono dapprima numerose macchioline rosse, che all'inizio sono grandi quanto una capocchia di spillo e col trascorrere delle ore si fanno più estese finché, dopo 12-14 ore, al loro centro si forma una vescichetta.
Per uno-due giorni queste vescichette contengono un liquido limpido che, dopo uno o due giorni, si intorbidisce; trascorsi quattro o cinque giorni, le vescicole si trasformano in pustole e quindi in crostine, che di solito si staccano entro una decina di giorni.

Le macchie appaiono tutte contemporaneamente?

No; l'eruzione si svolge a gettate successive durante i primi tre-quattro giorni.
Questo permette di distinguere la varicella dal ben più grave vaiolo, caratterizzato anch'esso da vescicole e pustole ma che si presentano in una gettata unica.
In taluni casi può essere contemporanea l'essiccazione delle vescichette e la formazione delle crosticine.

La varicella può essere trasmessa tramite il liquido contenuto nelle vescicole?

Sì.

E attraverso le pustole o le crosticine?

Generalmente no.

Le bollicine sono numerose?

Dipende dai casi; possono variare da poche decine ad alcune centinaia; nelle forme gravi il loro numero è, ovviamente, maggiore.

L'esantema provoca una sensazione di prurito?

Sì, peraltro lieve.

Come si può mitigare tale sensazione?

Applicando su ogni macchia un preparato antipruriginoso o una miscela di bicarbonato di sodio e acqua.

Esistono farmaci antipruriginosi da prendersi per via orale?

Sì, in commercio ve ne sono parecchi, e il medico può prescrivere quello che ritiene più adatto nei singoli casi.

È necessario impedire al bambino di grattarsi le vescicole?

Sì, in quanto ciò può provocare l'apertura delle vescicole stesse e quindi accrescere il pericolo di un'infezione secondaria.

Quali accorgimenti si possono adottare?

Se il bambino è ancora molto piccolo, è necessario proteggergli le mani con guanti; nel caso sia già grandicello, occorre far leva sul suo amor proprio, esortandolo a non grattarsi e facendogli apparire la cosa come una prova di bravura e di responsabilità.

La varicella lascia cicatrici permanenti?

Dopo la caduta delle crosticine, possono rimanere minuscole cicatrici, che di solito scompaiono nell'arco di alcuni mesi o di un anno al massimo. Nel caso invece il bambino, grattandosi, abbia provocato la rottura delle vescicole e in queste si sia sviluppata un'infezione secondaria o anche soltanto la caduta di una crosta, rimangono non di rado cicatrici permanenti.

Il rialzo febbrile associato alla comparsa dell'esantema necessita di una terapia specifica?

Normalmente no, ma, se necessario, il medico prescriverà il medicinale apposito.

Gli antibiotici risultano utili per curare la varicella?

No; su questa malattia non hanno alcun effetto ed è perciò bene usarli soltanto se insorge un'infezione secondaria.

Quali complicazioni può avere la varicella?

a) Nelle bollicine può svilupparsi un processo infettivo;
b) in taluni casi la malattia ha provocato l'insorgenza di un'encefalite (infiammazione cerebrale);
c) talora la varicella è seguita da polmonite;
d) in alcuni casi, rarissimi peraltro, ci può essere un'epatite, una glomerulonefrite o una cheratite.
Si tratta comunque di complicazioni piuttosto rare. La varicella deve considerarsi una malattia in genere benigna.

Durante il decorso della malattia, il bambino deve rimanere a letto?

Preferibilmente sì, ma soltanto per i primi giorni, finché persiste il rialzo febbrile e continuano a formarsi vescicole; in seguito il bambino può rimanere tranquillamente alzato.

Durante la fase acuta della malattia, il bambino può fare il bagno?

Sarebbe meglio di no; nel caso tuttavia ciò comportasse per il bambino una sensazione di particolare disagio, un bagno tiepido non gli arreca alcun danno.

Quando è possibile lasciare tranquillamente fare il bagno al bambino?

Quando su tutte le vescicole si sono formate le crosticine: col bagno, infatti, queste si ammorbidiscono e quindi si staccano con maggior facilità.

La varicella può insorgere una seconda volta?

No.

Il bambino affetto da varicella deve essere isolato?

Nell'ambito della cerchia familiare, l'isolamento è superfluo, essendo praticamente impossibile evitare il contagio nei fratelli, mentre è ovvio che il bambino non deve avvicinare amici e compagni.

Quanto deve durare l'isolamento?

Una decina di giorni dalla comparsa dell'esantema o finché tutte le crosticine non si sono perfettamente essiccate; per quanto riguarda il ritorno a scuola, in genere occorre attendere la caduta delle crosticine stesse.

È possibile prevenire la varicella?

Esiste la possibilità di vaccinazione con un vaccino vivo attenuato.

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