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Tetano

Che cos'è, e da che cosa è provocato il tetano?

È una malattia infettiva acuta, con sintomatologia costituita da spasmi muscolari, che iniziano dai muscoli masticatori (fenomeno per cui il paziente non è più in grado di aprire la bocca e che viene definito trisma) e successivamente si estendono al tronco, talora a tutto il corpo, con violenti dolori. Il tetano è dovuto al Clostridium tetani, o bacillo di Nicolayer, che può sopravvivere per anni in condizioni termiche estreme, in quanto produce delle spore inerti che possono venire attivate quando penetrano nell'organismo umano.

Il tetano è una malattia diffusa?

Il tetano è poco diffuso nei paesi più sviluppati (circa 100 casi all'anno in Italia), ma è una delle principali cause di morte neonatale nei paesi tropicali.

Come viene trasmesso?

I bacilli del tetano sono diffusi ovunque, in particolare nei terreni contaminati o concimati con escrementi umani o animali. Le ferite, soprattutto quelle profonde e con lembi infetti, costituiscono un terreno ideale per la penetrazio ne delle spore e la loro successiva trasformazione in bacilli; questi producono una tossina che agisce sul
tessuto nervoso del cervello e del midollo spinale, provocando i caratteristici spasmi muscolari.

Esistono categorie professionali più esposte al rischio di contrarre il tetano?

Sì: i lavoratori agricoli, gli allevatori, i pastori, gli stallieri, i fantini, gli spazzini, i minatori, il personale ferroviario, i marittimi, i conciatori ecc. Per queste categorie la vaccinazione è obbligatoria dal 1968.

Che periodo di incubazione ha il tetano?

In genere di 5-10 giorni, ma può oscillare tra un minimo di 2 giorni e un massimo di 2 mesi.

Come viene diagnosticato?

Tenuto conto che all'origine della malattia vi è necessariamente una ferita, o accidentale o conseguente a un'operazione chirurgica, se questa si infetta si preleva una certa quantità di pus, con cui si appronta una coltura per accertare la presenza o meno dei bacilli specifici. Il quadro sintomatologico del tetano deve essere distinto da quello della meningite, della rabbia o di altre malattie caratterizzate da spasmi.
Comunque la rigidità della mandibola, che precede il trisma, andrebbe considerata segno di tetano, fino alla dimostrazione che la sua origine è diversa.

Come si cura il tetano?

a) Mediante somministrazione di antibiotici in dosaggio elevato;
b) con alte dosi di immunoglobuline umane antitetaniche;
c) con farmaci atti a ridurre le contratture e gli spasmi.
Nei casi più gravi si arriva a immobilizzare il malato ("letargo artificiale", che comporta l'eliminazione degli spasmi muscolari mediante curaro); tale terapia comporta spesso la respirazione artificiale e la continua assistenza del malato.

Quali probabilità di guarigione vi sono per la persona colpita da tetano?

Dipende dalla tempestività con cui è stata iniziata la terapia; se il paziente supera i primi nove o dieci giorni, vi sono buone probabilità che riesca a raggiungere la completa guarigione. Questa malattia ha purtroppo un indice di mortalità piuttosto elevato soprattutto fra i giovanissimi e le persone molto anziane.

È possibile, e in che modo, prevenire il tetano?

Sì, usando:
a) anatossina tetanica, per l'immunizzazione attiva di persone particolarmente soggette a ferirsi, per esempio giardinieri, agricoltori, operai, meccanici, bambini e atleti.
L'immunità prodotta dall'anatossina è prolungata, ma è opportuno rafforzarla con iniezioni di richiamo eseguite ogni cinque anni o nel caso si producano serie ferite;
b) immunoglobulina umana antitetanica, per l'immunizzazione passiva. La sieroprofilassi conferisce un'immunità di breve durata (5-10 giorni al massimo) e deve essere eseguita entro i primi 8 giorni successivi alla ferita. È consigliata so lo in caso di gravi ferite nelle persone non vaccinate o che non abbiano fatto un richiamo da più di 10 anni.

La vaccinazione è obbligatoria?

Sì, per i bambini, ai quali viene di norma somministrata congiuntamente a quella antidifterica (vaccino DT) o anche antipertosse (vaccino DTP), e per le categorie a rischio di contagio, ma è consigliabile a tutti.

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