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Terapia della tubercolosi

La cura della tubercolosi polmonare comporta un assoluto riposo a letto?

Dipende dallo stadio e dal decorso della malattia. Nei casi gravi, caratterizzati dal rapido progredire del processo patologico, il riposo a letto è indispensabile e va osservato finché è presente la sintomatologia acuta; negli altri casi, è sovente necessario soltanto all'inizio della terapia medica, ma molti pazienti vengono curati ambulatorialmente e possono continuare l'attività lavorativa.

La terapia specifica può essere applicata soltanto in ospedale o in sanatorio, o si può praticare con risultati ugualmente soddisfacenti anche a domicilio?

Nelle fasi iniziali attive del trattamento è senza dubbio opportuna l'ospedalizzazione, che consente di isolare assai meglio il malato dalla famiglia, di disporre di tutte le apparecchiature necessarie per la diagnosi, e di controllare meglio la terapia e il processo di guarigione. Passata la fase acuta, il malato può essere curato benissimo a casa propria. In ogni caso, oggi non è più necessario il ricovero in sanatorio.

Esistono medicinali in grado di "guarire" la tubercolosi?

Sì, gli antibiotici antitubercolari oggi in uso sono in grado di uccidere i germi della tubercolosi; i farmaci "tubercolostatici" usati fino a poco tempo fa agivano invece
arrestando il processo patologico e consentendo all'organismo di vincere i bacilli con mezzi propri.

Esiste qualche farmaco speciale, una combinazione o un dosaggio fisso di medicinali, che siano usati abitualmente nella terapia antitubercolare?

Sì. Con l'esperienza si è arrivati a identificare un gruppo di farmaci particolarmente attivi sul bacillo di Koch e questi vengono associati nella terapia. Per eradicare l'infezione si usano combinazioni di due o tre farmaci diversi quali la rifampicina, l'etambutolo, l'isoniazide ecc. Il più nuovo tra questi trattamenti è la Dots terapia, messa a punto nel '97, che prevede l'impiego di 4 farmaci e che è risultata efficace nel 95% dei casi purché applicata con scrupolo secondo lo schema stabilito, al fine di evitare il verificarsi dei fenomeni di resistenza ai farmaci stessi.

Che cosa si intende per "resezione polmonare"?

L'asportazione chirurgica di una porzione polmonare, al fine di eliminare il tessuto malato.

Quali porzioni polmonari vengono escisse con l'intervento di resezione?

Vi sono varie possibilità: l'asportazione può essere limitata a un solo segmento, di solito cuneiforme (resezione segmentaria); interessare un intero lobo , oppure l'intero polmone (pneumectomia).

In quali casi è opportuno intervenire chirurgicamente, praticando una resezione polmonare?

In quelli con caverne aperte ed espettorato positivo, che non hanno reagito alla terapia medica specifica; talvolta anche nei casi con caverne aperte ed espettorato negativo, al fine di evitare la successiva necrosi del tessuto malato nella parete delle caverne stesse.

La terapia chirurgica della tubercolosi polmonare è veramente efficace e priva di rischi?

Sì; se applicata nei casi opportuni, si ottengono risultati oltremodo soddisfacenti.

Viene adottata frequentemente?

No. Nella maggioranza dei casi la malattia risponde positivamente alla terapia medica e non è necessario ricorrere a un intervento che costituisce una grossa mutilazione.

Il clima è importante ai fini della cura della tubercolosi polmonare?

No. Un tempo si attribuiva notevole importanza al fattore climatico, mentre oggi si ritiene sia del tutto indifferente che il paziente viva in città o in campagna, al nord o al sud, purché eviti il caldo o il freddo eccessivi e le elevate altitudini.

La persona affetta da tubercolosi può fumare?

No.

Esiste una dieta speciale per chi soffre di tubercolosi?

No; ovviamente, è bene osservare una dieta variata, nutriente, con un contenuto calorico tale da garantire un certo aumento di peso e con un sufficiente apporto vitaminico.

Dopo quanto tempo il paziente può riprendere le normali attività fisiche?

È necessario che le colture dell'espettorato risultino negative, che febbre, tosse, e perdita di peso siano scomparsi e che il processo patologico risulti, all'esame radiografico, arrestato. La terapia medica, però, deve essere continuata per il tempo necessario.

Una volta guarito, per quanto tempo il paziente deve continuare ad aver cura della propria salute?

Una volta terminata la terapia, il paziente deve fare una convalescenza di qualche
mese, durante la quale è bene che limiti le attività fisiche, si conceda pause di riposo durante il giorno e un adeguato numero di ore di sonno (10-12) la notte.

Il paziente sottoposto a terapia antitubercolare per quanto tempo deve essere tenuto sotto osservazione?

Almeno per alcuni anni, in modo da poter individuare tempestivamente eventuali ricadute.

Qual è l'incidenza delle recidive tubercolari?

Prima dell'applicazione della terapia medica attuale, che è di grande efficacia, si registravano ricadute in circa il 50% dei casi in cui il processo patologico era stato arrestato. Attualmente l'incidenza delle ricadute è scesa moltissimo e non raggiunge il 10%.

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