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Scarlattina

Che cos'è la scarlattina?

Una malattia infettiva dell'infanzia, che è causata dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A; oggi è assai meno frequente che in passato e il suo decorso sembra assumere una sempre minor gravità.

Chi colpisce con maggior frequenza?

I bambini in età prescolare e scolare.

I lattanti possono contrarla?

Quelli di età inferiore ai sei mesi di solito no, poiché godono di una temporanea immunità congenita, trasmessa loro dalla madre.

La scarlattina può essere trasmessa anche per contatto con capi di vestiario infetti?

In casi eccezionali è possibile.

Come si manifesta?

Di solito con febbre, associata ad angina, mal di testa, vomito, talvolta dolori addominali e rigonfiamento delle linfoghiandole del collo: entro le 18-48 ore successive, sul corpo compare un esantema.

L'eruzione cutanea interessa tutto il corpo?

No; di solito ne sono esclusi viso, palme delle mani e piante dei piedi, mentre nelle pliche cutanee (per esempio nella cavità ascellare) e nei punti del corpo più caldi l'esantema è particolarmente violento.

Il viso del bambino affetto da scarlattina appare arrossato?

Sì; l'arrossamento interessa soprattutto guance e mento, lasciando libera un'area attorno alla bocca che, per contrasto, appare pallidissima.

L'esantema della scarlattina provoca di solito una sensazione di prurito?

No.

Il termine "scarlattina" si riferisce alla colorazione dell'esantema?

Sì; l'eruzione cutanea ha infatti una tinta rosso-scarlatta ed è costituita da macchie della grandezza di una capocchia di spillo, leggermente rilevate, per cui al tatto la pelle appare scabrosa.

Che cosa si rileva esaminando la lingua e la gola?

Questa malattia comporta una forte infiammazione della gola e un caratteristico aspetto della lingua, che appare ingrossata e color rosso vivo (lingua lampone o a fragola).

Quanto perdura il rialzo febbrile?

Le moderne misure terapeutiche consentono la normalizzazione della temperatura corporea nell'arco di due o tre giorni; se non si adotta alcuna cura, la febbre può invece perdurare dai cinque ai sette giorni.

Vi sono analisi atte a confermare la diagnosi di scarlattina?

Sì; oltre al test cosiddetto di Schultz-Charlton, è possibile accertare la presenza o meno dello streptococco specifico approntando una coltura con il materiale prelevato mediante tampone faringeo.

Come viene eseguito il test di Schultz-Charlton?

In un'area colpita dall'eruzione cutanea viene iniettata una piccola quantità di siero prelevato da un individuo ormai convalescente dalla scarlattina; se il paziente cui è stata praticata l'iniezione è affetto dalla malattia, in quest'area l'eruzione impallidisce e la pelle perde la scabrosità dopo un arco di tempo variabile dalle 12 alle 18 ore.

Per poter stilare la diagnosi di scarlattina, è necessario ricorrere a questi sistemi?

No; nella maggioranza dei casi, la malattia può essere diagnosticata ugualmente.

Questa malattia provoca ulteriori alterazioni cutanee?

Sì; circa due o tre settimane dopo la comparsa dell'esantema, la pelle comincia a desquamare, provocando il distacco di una sorta di finissima polvere sull'addome, di grandi lembi cutanei attorno alle unghie, sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi.

La pelle desquama sempre?

No; in taluni casi la desquamazione è così limitata che la malattia rimane inosservata.
Il verificarsi di tale processo è tuttavia un sintomo inequivocabile della reale natura dell'eruzione cutanea e che si trattava di scarlattina, sia pure in forma molto leggera.

Come si cura la scarlattina?

Con riposo a letto, dieta leggera ma nutriente e, qualora la febbre sia molto alta, con spugnature rinfrescanti. Se insorgono dolori alla gola e al collo, si può ricorrere alla somministrazione di medicinali antinfiammatori, quali il paracetamolo o l'aspirina che, oltre a lenire i dolori, provocano spesso l'abbassamento della temperatura.

Gli antibiotici sono efficaci contro questa malattia?

Sì; è assolutamente necessario praticare una terapia a base di penicillina, che è estremamente efficace contro la scarlattina e provoca in breve l'impallidimento dell'esantema, la diminuzione della temperatura e il regresso o la scomparsa di tutti gli altri sintomi.

Come viene somministrata la penicillina?

Nelle forme lievi si ricorre alla somministrazione orale, nelle forme gravi o di media gravità si utilizzano le iniezioni. Il trattamento va protratto almeno per una settimana.

Nel caso di allergia alla penicillina, quali antibiotici si usano?

Si possono usare le cefalosporine, l'eritromicina o le tetracicline.

Durante la malattia sono necessari esami particolari?

Sì; l'urina deve essere analizzata due o tre volte nel corso della malattia e nelle successive tre-quattro settimane, per avere la certezza che non vi siano complicazioni renali.

La scarlattina comporta la necessità di un ricovero in ospedale?

Nella maggioranza dei casi, no; soltanto quando insorge in forma particolarmente grave o dà luogo a complicazioni, è opportuno il ricovero ospedaliero.

Quanto deve restare a letto il bambino affetto da scarlattina?

Almeno 8-10 giorni; nel caso si tema il sopraggiungere di complicazioni, tale periodo deve essere opportunamente prolungato.

Quanto tempo dopo la comparsa della malattia è consentito fare il bagno?

Non appena la temperatura ha raggiunto di nuovo valori normali, di solito dopo una settimana.

Il bambino affetto da questa malattia deve essere isolato?

Sì, per dieci giorni dall'inizio del trattamento antibiotico.

La denuncia della malattia è obbligatoria?

Sì.

Quanto dura la convalescenza?

Una-due settimane.

Durante la convalescenza, il bambino deve astenersi dal praticare sport?

Sì.

Dopo la prima settimana di convalescenza, il bambino può riprendere ad andare a scuola?

Sì, ma deve fare molta attenzione a non affaticarsi troppo.

La scarlattina dà spesso origine a complicazioni?

No, assai di rado.

Quali possono essere queste complicazioni?

Le più comuni sono il rigonfiamento delle ghiandole linfatiche del collo, infiammazioni dell'orecchio medio e dei reni, sinusite e, in taluni casi, febbri reumatiche.

Quando insorgono, eventualmente, tali complicazioni?

La sinusite e l'infiammazione sia dell'orecchio medio sia delle ghiandole linfatiche possono svilupparsi quando la scarlattina è nello stadio della massima virulenza, mentre le febbri reumatiche o l'infiammazione dei reni (nefrite) possono insorgere due o tre settimane dopo tale stadio.

Come vengono curate?

Sinusite, infiammazione dell'orecchio e delle ghiandole linfatiche con la somministrazione di antibiotici; le febbre reumatiche e le complicazioni renali mediante terapia specifica (vedi capp. XI, Apparato urinario; XXXVI, Reumatologia).

È possibile prevenire l'insorgere di complicazioni?

Sì; nella maggioranza dei casi, la terapia a base di penicillina evita queste spiacevoli conseguenze.

La scarlattina conferisce un'immunità permanente?

Solitamente sì; in una piccola percentuale di casi, tuttavia, si è verificata una ricaduta.

È possibile accertare se si è immunizzati contro questa malattia?

Sì, sottoponendosi al Dick-test, un esame volto appunto ad accertare se esista o meno tale immunità.

Quali misure è bene adottare nel caso si sia venuti a contatto con malati di scarlattina?

Tutte le persone che siano state esposte al contagio devono essere curate per alcuni giorni con penicillina, o in capsule o sotto forma di iniezioni. Questo anche perché, in caso contrario, devono, per legge, essere isolate per sette giorni dopo l'ultimo contatto con il malato.

Questa terapia preventiva può evitare l'insorgere della scarlattina?

Normalmente, si; nel caso la malattia si sviluppi ugualmente, assume una forma molto leggera.

Esiste la possibilità di vaccinarsi contro la scarlattina?

Sì; si tratta tuttavia di una procedura che è stata abbandonata in quanto negli ultimi anni la malattia presenta un decorso molto mite ed è perfettamente controllabile con la terapia antibiotica.

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