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Rosolia

Che cos'è e da che cosa è provocata la rosolia?

Una malattia infettiva, causata da un virus a RNA del genere Rubivirus.

Come si manifesta?

Con l'insorgere di lievi disturbi, simili a quelli che preludono a un normale raffreddore, associati a un leggero rialzo febbrile e alla comparsa, dapprima sul viso e nelle 24 ore successive sul corpo, di un esantema costituito da numerose macchioline rossastre. Il primo giorno l'eruzione cutanea è spesso simile a quella del morbillo, il secondo può essere confusa con la scarlattina e il terzo in molti casi scompare completamente. Altro sintomo caratteristico della rosolia è l'ingrossamento delle ghiandole linfatiche situate sulla nuca e dietro le orecchie, che può durare anche 2 settimane.

La rosolia è contagiosa?

Sì, è contagiosa per contatto diretto, ma meno del morbillo e della varicella.

Per quanto tempo è contagiosa?

Di solito per dieci giorni: dai cinque precedenti ai cinque seguenti la comparsa dell'esantema.

A quale età insorge con maggiore frequenza?

Nella tarda infanzia e nell'adolescenza; inoltre colpisce abbastanza di frequente anche gli adulti.

Compare in forma epidemica?

Sì, generalmente ogni cinque-dieci anni; singoli casi possono tuttavia verificarsi sempre.

La sua comparsa è legata a particolari stagioni?

Sì, la maggioranza dei casi si riscontra nel tardo inverno e in primavera.

La rosolia è una malattia grave ?

No; negli adolescenti e negli adulti la sua sintomatologia può tuttavia assumere una certa gravità.

Come si cura la rosolia?

Col riposo a letto, dieta leggera ma nutriente e igiene generale.

Gli antibiotici sono efficaci per curare questa malattia?

No, e non devono essere somministrati se non in caso di complicazioni, per esempio se sopravviene un'infezione dell'orecchio medio o una polmonite.

Può essere contratta più volte?

No.

La denuncia della malattia è obbligatoria?

Sì.

Il bambino affetto da rosolia deve essere isolato?

In genere è meglio di no, poiché sarebbe preferibile che tutti, le fanciulle in particolare, venissero colpiti da questa malattia mentre sono ancora bambini.

Per quale ragione si ritiene preferibile la comparsa della rosolia nell'infanzia?

Perché in tale periodo la malattia insorge sempre in forma molto lieve, mentre negli adulti può assumere una certa gravità. Ciò soprattutto se colpisce una donna nei primi mesi di gravidanza, perché può essere causa di gravi anomalie e malformazioni dell'embrione .

È possibile, e in che modo, prevenirne l'insorgenza?

Sì, esiste un vaccino efficace che dovrebbe essere inoculato a tutti i bambini e alle donne adulte non gravide che non abbiano ancora avuto la rosolia; in tal caso, occorre avvertirle che non devono rimanere incinte nei tre mesi successivi alla vaccinazione.
Particolare cautela richiede inoltre la somministrazione del vaccino a coloro che sono allergici alle uova e alla neomicina. Nelle donne e nei bambini non immunizzati e che siano esposti a rischio di contagio sono utili le immunoglubuline umane antirosolia.

Qual è il momento migliore per vaccinare i bambini?

A questo proposito, il consiglio è di effettuare la vaccinazione composta antimorbillo, antiparotite, antirosolia (MMR), a 15 mesi di età, con un richiamo dopo i 10 anni. La vaccinazione per le sole bambine (quantunque facoltativa) si effettua nel periodo della scuola elementare, in quarta o quinta classe.

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