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Pertosse

Che cos'è la pertosse?

Una malattia infettiva, definita anche tosse convulsa, che colpisce le vie respiratorie ed è provocata da un germe specifico, il cosiddetto bacillo di Bordet e Gengou.

Come viene trasmessa?

Attraverso goccioline infette di saliva, muco nasale e faringeo che il malato emette nel tossire o nello sternutire.

La pertosse insorge con maggior frequenza in determinate stagioni?

Sì; la sua incidenza è massima in inverno e in primavera, minima in estate e in autunno.

I lattanti possono contrarre la pertosse?

Sì; contro questa malattia non esiste immunità congenita.

Quali sono i suoi sintomi?

Per circa una settimana, la pertosse presenta gli stessi sintomi di un comune raffreddore, con un leggero rialzo febbrile; in un secondo tempo insorge una tosse spasmodica, caratterizzata dal tipico suono sibilante e affannoso dell'inspirazione.

È possibile diagnosticare la malattia già durante la prima settimana?

Generalmente, no.

Vi sono analisi atte a consentire una diagnosi sicura di pertosse?

Sì; si possono approntare colture con il muco prelevato dal faringe e, nei casi dubbi, possono risultare utili certi esami del sangue.

I medicinali sono utili per curare la pertosse?

Sì, gli antibiotici in particolare, anche se non portano alla guarigione, che di solito avviene spontaneamente dopo un decorso di 6-12 settimane.

In quali momenti del giorno la tosse è più violenta?

Di notte, durante i pasti, oppure quando il paziente si trova in un ambiente chiuso.

Questa particolare tosse è facilmente riconoscibile?

Sì, in quanto si manifesta con tipici accessi convulsivi o spasmodici, durante i quali il volto diviene congestionato o livido e gli occhi appaiono gonfi e arrossati.

Come sono caratterizzati gli attacchi?

A una serie di colpi di tosse, segue una profonda inspirazione, caratterizzata da un suono sibilante e affannoso.

Gli accessi di tosse sono seguiti da vomito?

Sì, molto spesso.

Quanto dura lo stadio convulsivo della malattia?

Da tre a sei settimane.

Dopo quanto tempo la tosse scompare definitivamente?

Per la definitiva cessazione possono essere necessarie dalle sei alle dodici settimane.

In posizione supina la tosse tende a diventare più violenta?

Sì, in quanto in tale posizione il muco accumulatosi nel faringe irrita maggiormente la mucosa, provocando accessi più frequenti di tosse.

Quanti accessi di tosse convulsa si verificano di solito durante il giorno?

Nelle forme leggere, spesso una quindicina; in quelle pesanti, trenta, quaranta e anche più.

È possibile aiutare in qualche modo il bambino nel corso di questi accessi?

Sì; deve essere tenuto eretto, con il capo leggermente piegato in avanti.

Anche nei lattanti la malattia si manifesta con i tipici accessi di tosse convulsa?

Non sempre; certi lattanti, soprattutto se molto piccoli, possono avere violente difficoltà di respirazione già dopo alcuni colpi di tosse.

Il bambino affetto da pertosse deve essere ricoverato in ospedale?

No; il ricovero ospedaliero è necessario soltanto nei casi molto gravi o per bambini in tenerissima età.

Il bambino deve essere tenuto a letto?

Sì, per la prima settimana, finché persiste il rialzo febbrile.

Durante la malattia deve essere osservata una dieta particolare?

Sì; la dieta deve essere leggera, ma nutriente, ed escludere i cibi irritanti o difficili da inghiottire, che potrebbero provocare nuovi attacchi di tosse o vomito.

Il ripetersi di attacchi di vomito, provocati dagli accessi convulsi, può pregiudicare lo stato di nutrizione del malato?

Sì, questa è una delle complicazioni più comuni della pertosse; in tal caso, i lattanti devono essere alimentati nuovamente 20-30 minuti dopo l'attacco di vomito.

Il bambino affetto da pertosse può uscire di casa?

Soltanto al termine del periodo di isolamento; questo per evitare che contagi altri bambini.

Per quanto tempo è bene evitare di fare il bagno a un lattante affetto da pertosse?

Fino alla quarta settimana di malattia il piccolo deve essere lavato soltanto con una spugna, in seguito gli si può invece fare un vero e proprio bagno.

Per tale malattia è necessario un periodo di isolamento?

Sì, dall'inizio della malattia fino alla terza settimana.

La malattia può essere trasmessa durante tutto il periodo degli attacchi di tosse?

No; di solito la trasmissione avviene durante le prime quattro settimane, raramente nel periodo successivo.

I bambini affetti da pertosse possono frequentare la scuola?

No, non devono assolutamente venire in contatto con altri bambini.

Quando può essere ripresa la scuola?

In genere, cinque settimane dopo la completa scomparsa degli accessi di tosse convulsa.

A quali complicazioni può dar luogo la pertosse?

Infiammazioni dell'orecchio medio, polmonite o, nei casi di una certa gravità, convulsioni.

Simili complicazioni sono frequenti?

No, attualmente si riscontrano assai di rado.

Simili complicazioni possono essere curate con successo?

Sì; la polmonite e le infiammazioni dell'orecchio medio mediante una terapia a base di antibiotici.

Le convulsioni associate a pertosse sono da considerarsi un fenomeno collaterale piuttosto serio?

Nella maggioranza dei casi, sì, in quanto la loro comparsa è sintomatica dell'estensione del processo morboso al cervello.

La pertosse può avere altre complicazioni?

Sì; talvolta si producono piccole emorragie cutanee attorno alla nuca e al collo, o un piccolo versamento ematico negli occhi in seguito a un accesso convulsivo.
Si tratta tuttavia di complicazioni non gravi e destinate a scomparire spontaneamente.

La pertosse è suscettibile di ricadute?

Raramente; sono tuttavia noti casi in cui la malattia è stata contratta una seconda volta.

Quali effetti secondari ha questa malattia?

Non è insolito che durante l'anno successivo il bambino venga colpito da attacchi di tosse a carattere convulsivo ogni volta che contrae il raffreddore o un'infezione delle alte vie respiratorie.

Esiste la possibilità di immunizzare i bambini contro la pertosse?

Sì, mediante una vaccinazione apposita che determina un'immunità soddisfacente.

La vaccinazione antipertosse può avere effetti secondari negativi?

Il vaccino tradizionale può dare raramente disturbi lievi (febbricola, arrossamento della pelle), ma eccezionalmente anche gravi (come convulsioni ed encefalite).
Per questo motivo si consiglia la vaccinazione solo entro il 1° anno di vita del bambino quando il rischio di ammalarsi di pertosse con conseguenze gravi è nettamente superiore al rischio di sottoporsi alla vaccinazione. Per i bambini superiori a un anno di vita è sufficiente la profilassi non specifica, che si effettua mediante antibiotici o gammaglobuline. Oggi però è disponibile il vaccino acellulare, di solito somministrato assieme alla vaccinazione antidifterica e antitetanica, che non dà problemi.

Esiste un'analisi atta ad accertare se, dopo la vaccinazione antipertosse, un bambino abbia acquisito realmente l'immunità?

Sì; si tratta tuttavia di analisi di difficile esecuzione, che non fanno parte della procedura abituale.

Esiste un siero efficace per prevenire questa malattia dopo il contatto con un malato?

Sì, le immunoglobuline specifiche che contribuiscono a evitare l'insorgere della malattia.

Le immunoglobuline si possono usare anche per curare la pertosse?

Si, è possibile.

Come devono essere curate le persone venute a contatto con un malato di pertosse?

Se si tratta di bambini che sono già stati sottoposti a vaccinazione antipertosse, è bene far loro praticare un'iniezione di richiamo.

Quali misure bisogna adottare se si tratta di bambini minacciati di contagio che non sono stati ancora vaccinati contro la pertosse?

È necessario somministrare loro per via intramuscolare parecchie dosi di gammaglobuline.

Gli adulti esposti al contagio devono sottoporsi alla vaccinazione antipertosse?

Di solito no, in quanto la maggioranza degli adulti è immune da questa malattia.

Chi non ha avuto la pertosse nell'infanzia, può contrarla nell'età adulta?

Sì.

Un bambino può contrarre la pertosse, pur essendo stato sottoposto a vaccinazione?

Sì, ma in tale eventualità la malattia assume un decorso molto più leggero.

Quando nell'ambito familiare si verifica un caso di pertosse, l'isolamento deve essere esteso a tutti i componenti la famiglia?

No. I bambini non vaccinati devono essere isolati dagli altri, mentre quelli già immunizzati e gli adulti possono dedicarsi normalmente alle attività abituali.

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