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    Parotite epidemica (orecchioni) che cos'è
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Malattie infettive e parassitarie
 
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Parotite epidemica (orecchioni)

Che cos'è la parotite epidemica?

Una malattia infettiva di origine virale (virus a RNA del genere Paramyxovirus), comunemente nota come "orecchioni", che è caratterizzata da febbre, tumefazione delle ghiandole parotidi (le due maggiori ghiandole salivari, situate nella parte posteriore della bocca) e si manifesta con la comparsa di un gonfiore abnorme davanti e dietro le orecchie.

A quale età insorge con maggiore frequenza?

Di solito nell'infanzia, fatta eccezione per i primi sei mesi di vita; gli adulti, le persone che hanno superato la quarantina in particolare, la contraggono raramente.

I bambini che non hanno ancora contratto questa malattia devono essere esposti volontariamente al contagio?

No; un tempo si riteneva opportuno esporre deliberatamente i bambini tra i 5 e i 12 anni al contagio, per evitare che contraessero la parotite dopo la pubertà e quindi per ovviare il pericolo di eventuali, gravi complicazioni. Un simile accorgimento è stato tuttavia reso superfluo dall'approntamento e dall'adozione di un nuovo vaccino contro tale malattia, che si è dimostrato efficace in oltre il 90% dei casi (vaccino MMR: antimorbillo-parotite-rosolia)

Tale vaccino può essere iniettato a tutti i bambini?

No, in quanto viene coltivato in embrioni di gallina e non può quindi essere somministrato ai bambini che siano allergici alle uova.

Negli adulti la parotite assume un decorso più grave che nei bambini?

Sì; nell'infanzia la malattia in pratica non presenta difficoltà o problemi.

Dove è localizzato il gonfiore caratteristico di questa malattia?

Di solito davanti e dietro le orecchie, cioè in corrispondenza delle ghiandole parotidi; oltre a queste, il processo infettivo può in taluni casi interessare anche le altre ghiandole salivari (sottomascellari e sottolinguali), o addirittura soltanto queste ultime e non le parotidi. Nel 20% dei casi, infine, la tumefazione è di così lieve entità che la malattia passa inosservata.

Quale terapia è possibile adottare per lenire i dolori ed eliminare il gonfiore?

La tumefazione non necessita in genere di alcuna cura; per quanto riguarda i dolori, soprattutto se molto forti, si può cercare di calmarli con impacchi caldi (taluni traggono invece maggior beneficio dall'applicazione di impacchi freddi) e con la somministrazione di qualche blando sedativo.

Sieri o antibiotici sono utili per curare la parotite?

In alcuni casi sono utili le immunoglobuline umane antiparotite.

Questa malattia richiede una particolare igiene orale?

In genere, no.

Le persone affette da parotite epidemica devono osservare una dieta particolare?

Sì, una dieta liquida o semiliquida, per evitare la masticazione, resa dolorosa dalla tumefazione delle parotidi, e che escluda cibi speziati, acidi (come il succo di limone) o comunque capaci di irritare la mucosa orale.

Se la parotite è inizialmente monolaterale, il processo morboso può in seguito estendersi all'altra ghiandola?

Sì, spesso, e di solito ciò si verifica tra due e cinque giorni dopo l'insorgere della malattia; nel 25% dei casi, il processo infettivo rimane invece circoscritto a una sola parotide. Qualunque sia la forma che assume nel suo decorso, la parotite epidemica conferisce un'immunità che dura tutta la vita.

Dopo quanto tempo il bambino può alzarsi dal letto e riprendere la scuola?

Tenuto conto che la parotite dura di solito 7-10 giorni, il bambino può alzarsi non appena febbre e gonfiore sono scomparsi e ritornare a scuola uno o due giorni più tardi.

È possibile evitare che la parotite epidemica venga trasmessa dal malato ad altri familiari?

Sì; la somministrazione di immunoglobuline umane consente in molti casi di evitare che altri membri della famiglia contraggano la malattia o, quanto meno, di ridurne la gravità. È comunque auspicabile che in un futuro non lontano la vaccinazione contro la parotite – che attualmente è soltanto consigliata – diventi una procedura usuale per la maggioranza dei bambini, in modo da non dover più temere possibili contagi.

A quale età sarebbe più opportuno contrarre questa malattia?

Prima della pubertà.

La parotite può provocare nelle ragazze il manifestarsi di un'infiammazione delle ovaie (ovarite)?

Si tratta di un fenomeno assai raro, che comunque si verifica soltanto dopo la pubertà.

Quando colpisce un ragazzo, la parotite può causare la successiva sterilità?

No, si tratta di un timore ampiamente infondato. Questa malattia, infatti, può causare l'infiammazione dei testicoli (orchite), ma soltanto quando questi hanno raggiunto la maturità, cioè dopo la pubertà.

L'orchite in un adulto può essere causa di sterilità?

Se si è sviluppata in un solo testicolo, no.

Se l'infiammazione interessa entrambi i testicoli, può provocare la sterilità?

Non necessariamente; nella maggioranza dei casi è possibile raggiungere una guarigione completa anche quando l'orchite è bilaterale.

Qual è l'incidenza dell'orchite provocata dalla parotite?

La si riscontra in circa il 20% dei casi.

Questa forma di infiammazione dei testicoli pregiudica la virilità e la possibilità di avere rapporti sessuali normali?

No, assolutamente; in genere gli adulti nutrono un timore eccessivo per questo tipo di complicazione.

Esistono misure terapeutiche atte a evitare l'insorgere dell'orchite in conseguenza della parotite epidemica?

Sono già stati sperimentati molteplici medicinali e ormoni, che tuttavia si sono dimostrati senza eccezione inefficaci a prevenire l'insorgere di tale complicazione, la cui incidenza può peraltro essere ridotta somministrando siero iperimmune o gammaglobuline in dosi elevate, se queste sono somministrate prima dell'insorgere della malattia. Se la parotite è già in atto, non si è vista una differenza statistica tra i soggetti trattati con gammaglobuline specifiche e quelli non trattati.

A quali altre complicazioni può dar luogo la parotite epidemica?

Parecchi giorni dopo la comparsa di questa malattia, taluni bambini vengono colpiti da emicrania, febbre alta, vomito e rigidità alla nuca: sintomi che sono dovuti a una meningo-encefalite, cioè a un'infiammazione del cervello e delle membrane cerebrali. Simili complicazioni regrediscono di solito in alcuni giorni senza lasciare effetti secondari spiacevoli e comportano l'applicazione di poche altre misure terapeutiche, che vengono prescritte opportunamente dal medico.
Altre complicazioni più rare sono un interessamento del pancreas che può arrivare fino allo sviluppo di una pancreatite acuta e una miocardite, quest'ultima solo nell'adulto.

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