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Morbillo

Da che cosa è provocato il morbillo?

Da un virus a RNA del genere Morbillivirus.

Può insorgere nei lattanti?

Se la madre ha già contratto la malattia, il lattante ne è immunizzato fino all'età di sei mesi.

Il morbillo viene contratto da tutti i bambini?

Sì, dalla quasi totalità.

Può manifestarsi una seconda volta?

No; a questa malattia segue un'immunità permanente, che dura cioè tutta la vita.

È possibile prevenirne l'insorgenza?

Sì; esistono dei vaccini che sono in grado di garantire un'immunità assai prolungata nel tempo e che possono essere inoculati a tutti i bambini dal nono mese di vita in poi.
Il momento migliore per la vaccinazione è tuttavia il 15° mese di vita con il vaccino trivalente MMR (antimorbillo, antiparotite e antirosolia).

Quali misure si possono adottare, quando si teme che un bambino abbia contratto il morbillo?

Fino a epoca recente, in simili casi si ricorreva a una terapia a base di gammaglobuline, mentre oggi si ritiene preferibile somministrare al bambino, se non è già stato fatto, il vaccino specifico, addirittura a contagio avvenuto: in tal modo si evita l'insorgere della malattia o se ne attenua comunque la gravità.
Qualora il bambino sia venuto a contatto con un compagno malato di morbillo, la vaccinazione può essere associata alla somministrazione di immunoglobuline.

È opportuno somministrare immunoglobuline umane per attenuare la gravità della malattia?

Sì, ma solo in casi particolari, cioè a quei bambini con gravi malformazioni congenite (vizi cardiaci, mongolismo) in cui facilmente la malattia si svilupperebbe in forma grave.

Il morbillo che, grazie all'azione delle immunoglobuline, ha un decorso più breve e meno grave, lascia ugualmente un'immunità permanente?

Sì.

Come può essere trasmesso il morbillo?

Il morbillo è una malattia estremamente contagiosa, che può essere trasmessa con grande facilità per mezzo di sternuti, di colpi di tosse o anche per contatto diretto.

Che vicinanza deve esservi tra compagni di scuola perché un bambino contragga il morbillo?

Quando in una classe si verifica un caso della malattia, questa viene contratta dal 20- 40% degli alunni; si considera contagiosa un'area di circa due metri attorno al malato.

All'aperto vi sono minori rischi di contrarre la malattia per contatto?

Sì.

In quale stadio la malattia può essere trasmessa da un bambino all'altro?

Non appena si manifestano i sintomi premonitori della malattia stessa, per esempio febbre, sternuti, tosse o arrossamento degli occhi, il che si verifica circa tre giorni prima della comparsa dell'esantema.

In quale stadio della malattia il bambino non può più trasmetterla ad altri?

Quando la temperatura corporea si è normalizzata, di solito quattro o cinque giorni dopo la comparsa dell'esantema.

Un bambino che ha già avuto il morbillo può fungere da intermediario e trasmettere la malattia da uno dei propri fratelli ad altri bambini?

No.

È molto pericoloso per una gestante contrarre il morbillo?

Non quanto la rosolia; ma si devono evitare tutte le malattie da virus.

Che cosa c'è di vero nelle affermazioni di chi dice di aver avuto il morbillo due o tre volte?

Assolutamente nulla; di solito, ciò significa che la diagnosi originaria era sbagliata e che la malattia giudicata morbillo era in realtà rosolia, esantema critico oppure una
semplice eruzione cutanea causata da medicinali o altro. Queste manifestazioni patologiche vengono infatti confuse molto spesso con il morbillo.

Durante il periodo di incubazione, il bambino è contagioso?

No, poiché in questo stadio la malattia non può essere trasmessa.

Quanto dura il periodo di incubazione?

Una decina di giorni dal momento in cui è avvenuto il contagio. Non appena compaiono i primi sintomi della malattia, per esempio febbre o tosse, è tuttavia necessario non mandare più il bambino a scuola.

La denuncia della malattia è obbligatoria?

Sì.

È possibile riconoscere che si tratta di morbillo, prima della comparsa dell'esantema?

Sì. Alcuni giorni prima del manifestarsi dell'eruzione cutanea, sulla mucosa della bocca compaiono delle caratteristiche macchioline biancastre (le cosiddette macchie di Köplik), che consentono di diagnosticare con sicurezza la malattia.

In quali punti del corpo compare dapprima l'esantema?

Dietro le orecchie, sul viso e alla radice dei capelli; successivamente si estende su tutto il corpo.

Come si cura il morbillo nella forma normale?

La terapia standard consiste in: riposo a letto, dieta leggera, abbondante apporto di
liquidi, frequente rinnovo dell'aria nell'ambiente, abluzioni con acqua tiepida e somministrazione di medicinali, sia per abbassare la febbre sia per calmare la tosse.

Questa malattia comporta una dieta speciale?

No; è sufficiente dare al bambino quei cibi leggeri che normalmente si danno ai fanciulli malati e con febbre alta.

La camera del bambino affetto da morbillo deve essere completamente oscurata?

No; si tratta di una misura un tempo assai diffusa, con cui si intendeva "proteggere gli occhi" del bambino, ma che si è dimostrata assolutamente superflua.
La sola misura da adottare in questi casi è di evitare che gli occhi del malato siano esposti a una luce, elettrica o solare, troppo forte.

Leggere o guardare la televisione può danneggiare gli occhi del bambino?

No, purché non siano troppo infiammati o al bambino non dia fastidio la luce troppo viva.

Quanto deve rimanere a letto il bambino affetto da morbillo?

Finché la temperatura non si è mantenuta per tre o quattro giorni su valori normali e l'esantema è impallidito.

Se il rialzo febbrile è notevole, è necessario che a letto il bambino sia ben coperto?

No; si tratta di un'antica credenza, del tutto assurda; anzi, in tutti i casi di febbre alta, il bambino va tenuto poco coperto o del tutto scoperto per facilitare la dispersione del calore.

La cura del morbillo contempla anche la somministrazione di antibiotici?

Sì. Taluni medici prescrivono la penicillina o un altro antibiotico nell'intento, non di guarire la malattia, ma di prevenire ogni possibile complicazione, soprattutto nei bambini durante la prima infanzia. Altri preferiscono invece ricorrere a questi preparati soltanto se insorge effettivamente una complicazione.

A quali complicazioni può dare origine il morbillo?

Attualmente le complicazioni sono abbastanza rare (0,6% dei casi), mentre un tempo il morbillo veniva di quando in quando aggravato da:
a) infiammazione dell'orecchio medio;
b) ingrossamento delle ghiandole linfatiche del collo;
c) polmonite;
d) encefalite.

L'encefalite insorge spesso in seguito a morbillo?

Fortunatamente assai di rado; si calcola in un caso su mille.

Gli antibiotici possono prevenire o guarire un'encefalite da morbillo?

No; non sono efficaci né in un senso né nell'altro.

Il morbillo può comportare la necessità di un ricovero in ospedale?

Sì, qualora a casa non esistano possibilità di cura o insorga una complicazione, per esempio una polmonite.

Che cosa può accadere se non si seguono dettagliatamente le prescrizioni terapeutiche impartite dal medico?

Vi sono maggiori probabilità che sopravvenga una complicazione.

Il morbillo può risultare letale?

Di per sé questa malattia non è mai mortale, ma lo può essere una complicazione quale la polmonite o l'encefalite.

Quanto tempo dopo la guarigione un bambino può riprendere le abituali attività fisiche?

Se la malattia ha avuto un decorso normale, dopo 10-15 giorni.

Che cos'è la panencefalite sclerosante sub-acuta?

Si tratta di una grave forma degenerativa di encefalite (sempre mortale) che si suppone possa essere provocata da un permanere del virus del morbillo nel cervello (in alcuni casi il virus è stato ritrovato nelle cellule cerebrali). I sintomi iniziali, quali movimenti involontari e incontrollati e alterazioni psichiche, si presentano tra i 4 e i 17 anni dopo il morbillo.

È una malattia frequente?

No, è estremamente rara. Si parla di un caso su duecentomila casi di morbillo.

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