Mononucleosi infettiva
Che cos'è la mononucleosi infettiva?
Una malattia, definita anche morbo di Pfeiffer, angina monocitica, febbre ghiandolare o linfomonocitosi infettiva, che è dovuta a un Herpesvirus (virus EB, o di Epstein- Barr) e colpisce, sovente sotto forma di piccole epidemie, bambini e adolescenti che frequentano o vivono in scuole, internati, case per studenti e istituti similari, dove ci sia una certa promiscuità.
Come viene trasmessa?
Soprattutto per via aerea, tramite le goccioline infette, e per contatto bocca a bocca.
Quale arco di tempo intercorre tra il momento del contagio e l'insorgere della malattia?
Dai 30 ai 45 giorni.
Quali sono i sintomi più comuni della mononucleosi infettiva?
Febbre, dolori alla testa e alle articolazioni, tumefazione delle ghiandole linfa tiche cervicali, ascellari e inguinali, ingrossamento della milza e alterazione del quadro ematologico (aumento del numero dei globuli bianchi). L'insorgere di questa malattia è spesso associato a quello di un altro sintomo preminente, l'angina.
È in qualche modo possibile avere definitiva conferma alla diagnosi di mononucleosi infettiva?
Sì, ricorrendo a esami del sangue specifici come la reazione di Paul-BunnelDavidsohn per la ricerca dell'anticorpo eterofilo o il Monospot Test.
Quale decorso segue di solito la mononucleosi infettiva?
In genere regredisce spontaneamente nell'arco di due-tre settimane, mentre in un ridotto numero di casi può protrarsi alcuni mesi. Astraendo da poche eccezioni, le probabilità di raggiungere una completa guarigione sono quindi ottime.
A quali complicazioni può dar luogo questa malattia?
A non molte, ma possono assumere una certa gravità. Tra le altre:
a) faringite;
b) diffusione del processo morboso al fegato, con conseguente comparsa di ittero ed epatite;
c) rottura della milza;
d) diffusione del processo patologico al sistema nervoso, con conseguente meningite o encefalite. È tuttavia una complicazione che si verifica assai di rado.
Esiste una terapia specifica per la mononucleosi infettiva?
No; sovente si ricorre alla somministrazione di antibiotici per prevenire l'insorgere di infezioni batteriche secondarie. Durante lo stadio del rialzo febbrile e per alcuni giorni successivi, è molto importante far osservare al paziente l'assoluto riposo a letto, che è opportuno prolungare qualora si sospetti una complicazione epatica. Nonostante la mancanza di una terapia specifica, nella quasi totalità dei casi come si è detto – la mononucleosi infettiva guarisce spontaneamente.
Questa malattia può essere trasmessa tramite il bacio?
Si presume di sì, soprattutto tra gli adolescenti.
Se il decorso della malattia si prolunga per settimane o mesi, il paziente deve essere isolato e osservare l'assoluto riposo a letto?
No. Quando la temperatura corporea si è normalizzata, il paziente può riprendere la scuola o il lavoro, evitando però il contatto diretto con altre persone, in quanto potrebbe essere ancora in grado di trasmettere la malattia.
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