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Malattie infettive e parassitarie
 
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Malattie infettive e parassitarie: generalità

Che cos'è un'infezione?

Si parla di infezione quando agenti patogeni (batteri, virus ecc.) penetrano nell'organismo e si moltiplicano, provocando danni più o meno gravi.

Qualsiasi infezione degenera in malattia infettiva?

No; l'insorgere o meno di una malattia dipende dalla specie dell'agente patogeno e dalla capacità di difesa dell'organismo, che può possedere una resistenza naturale o acquisita (immunità) contro l'azione di certi microrganismi.

Le malattie infettive causano ancora oggi molte morti?

Si; considerate nel loro insieme causano nel mondo più di 13-14 milioni di morti all'anno. Alcune malattie infettive, che si ritenevano scomparse o quasi, si sono negli ultimi anni ripresentate, sono stati identificati nuovi agenti patogeni e si è scoperta l'origine infettiva di malattie finora considerate.

Quali cause sono correlate al ritorno di certe malattie infettive?

Alterazioni prodottesi nell'ambiente naturale in seguito all'intervento dell'uomo che hanno favorito il contatto tra l'uomo e gli animali vettori di certe malattie, l'aumentata mobilità tra paesi diversi e l'insufficiente attuazione di programmi di controllo in situazioni socio-ambientali di grande povertà. Va inoltre ricordata l'evoluzione di batteri e virus correlata alla resistenza ai farmaci.
L'aumento delle malattie infettive è inoltre dovuto alla comparsa di forme considerate "nuove" e alla possibilità di identificare gli agenti patogeni oggi consentita dall'impiego di sonde genetiche e della PCR.

Quali sono le malattie infettive riemergenti?

Principalmente la malaria, la tubercolosi e le malattie a trasmissione sessuale.

Quali sono le malattie infettive emergenti?

Tra quelle individuate negli ultimi 2 decenni: l'AIDS (1981), correlata ai virus HIV1 e HIV2; l'infezione da Haemophilus influentiae di tipo B (HIB), frequente nei primi anni di vita; coliti emorragiche prodotte da varianti di Escherichia co li, legate al consumo di carni bovine infette; la gastroenterite da Rotavirus, che è una delle principali cause di morte nei paesi in via di sviluppo; la sindrome da shock tossico, descritta nel 1978, dovuta a una tossina prodotta da Staphilococcus aureus, a
causare la quale si sospetta l'uso di certi tamponi vaginali; la malattia dei legionari, causata da Legionella pneumoniae, isolata nel 1977, che si sviluppa negli impianti di condizionamento dell'aria e di approvvigionamento idrico; le febbri emorragiche associate a nuovi virus delle famiglie Bunyaviridae, Arenaviridae, Filoviridae, come il virus Ebola.

Che cosa si intende per "malattie contagiose" e "malattie infantili"?

Molte malattie infettive sono sovente definite anche "contagiose" poiché vengono trasmesse da individui malati a individui sani per contagio. Un certo numero di queste malattie, che si distinguono per la capacità particolarmente spiccata di contagio – per esempio morbillo, varicella, scarlattina – insorgono in genere nell'infanzia e vengono perciò chiamate comunemente "malattie infantili".
Chi non ne è stato colpito da bambino e non ha quindi acquisito alcuna immunità, può tuttavia contrarle nell'età adulta.

Che cosa si intende per malattie esantematiche dell'infanzia?

Con tale definizione si indica un gruppo di malattie, tipiche appunto dell'infanzia, caratterizzate dalla comparsa di un esantema, cioè di un'eruzione cutanea costituita da caratteristiche macchie rosse. Le più importanti fra queste malattie sono: rosolia, morbillo, scarlattina, varicella, esantema critico.

Che cos'è il periodo di incubazione?

L'arco di tempo che intercorre tra il momento del contagio e la comparsa della malattia.

Si deve fare una denuncia per le malattie infettive?

Sì; il medico curante deve fare la denuncia all'ufficiale sanitario del Comune.

Chi ha una malattia infettiva può andare a scuola?

No, per tutto il periodo del contagio.

Quali sono le malattie per le quali è obbligatoria la denuncia?

Sono numerose; tra le più note ricordiamo: brucellosi, carbonchio, colera, difterite, dissenteria amebica e bacillare, encefalite letargica, epatite virale, febbre gialla, febbre ricorrente, febbre tifoide, lebbra, malaria, meningite, morbillo, parotite epidemica, pertosse, peste, poliomielite, rabbia, scarlattina, tetano, tifo e paratifo, tularemia, vaiolo e varicella. In certi casi anche la tubercolosi, le malattie veneree, la scabbia e la tigna. Anche l'AIDS si deve denunciare.

Quali fattori favoriscono la diffusione epidemica di malattie infettive?

Cattive condizioni igieniche, contatto troppo stretto tra le persone e carente immunizzazione di grandi gruppi umani. Nei paesi più civilizzati, tuttavia, l'adozione di opportune norme sanitarie (approvvigionamento di acqua potabile, canalizzazione ed eliminazione delle acque di rifiuto), le vaccinazioni in massa e in generale le migliori condizioni economiche hanno portato alla scomparsa delle temibili epidemie dei secoli scorsi.

Quali agenti patogeni sono causa di malattie infettive?

a) Batteri (febbre tifoide, difterite, pertosse, tubercolosi ecc.);
b) protozoi o unicellulari (dissenteria amebica, malaria ecc.);

c) rickettsie (tifo esantematico, febbre dei cinque giorni ecc.);
d) virus (influenza, vaiolo, morbillo ecc.);
e) funghi (piede d'atleta, mughetto ecc.).

Che differenza esiste tra virus e batteri?

Oltre alla dimensioni (per cui i batteri possono essere osservati al normale microscopio ottico, mentre i virus, costituiti di DNA o RNA racchiuso in un involucro proteico, sono visibili soltanto al microscopio elettronico e possono inoltre passare attraverso particolari filtri microporosi, cosa impossibile ai batteri), la più importante differenza tra i due gruppi è data dalle modalità di riproduzione.
I batteri, infatti, possono essere coltivati e proliferare su sostanze inorganiche; i virus, per contro, sono di per sé incapaci di riprodursi e possono crescere e moltiplicarsi esclusivamente all'interno delle cellule viventi, umane o animali.

Cosa sono i virus a RNA (o retrovirus)?

Virus il cui patrimonio genetico è formato da RNA (acido ribonucleico) invece che da DNA (acido desossiribonucleico). Questi virus, una volta entrati nelle cellule bersaglio degli organismi che infettano, "trascrivono" il loro RNA in DNA, per mezzo di un particolare enzima che possiedono, in modo che possa essere integrato nel genoma delle cellule che li ospitano. Ciò consente la moltiplicazione del virus quando la cellula ospite si divide. I virus a RNA patogeni per l'uomo sono diversi; uno di essi è il virus dell'AIDS.

Come avviene la diffusione delle malattie infettive?

La trasmissione delle malattie infettive può avvenire per via aerea, alimentare, parenterale (di solito tramite liquidi organici infetti, come sangue, saliva, secrezioni vaginali ecc.), mediante vettori animali (in genere artropodi), mediante animali per via diretta (morso) o indiretta (alimenti), per via sessuale, da madre a figlio (trasmissione verticale) nella gestazione e nel parto.

Batteri e virus reagiscono allo stesso modo all'azione degli antibiotici e di sostanze chimiche?

No; molti batteri vengono uccisi o resi inattivi da antibiotici e chemioterapici, i virus no. In questi anni però la terapia antivirale ha compiuto progressi: farmaci come l'aciclovir, la ribavirina, la citarabina, gli interferoni sono impiegati con buoni risultati in alcune malattie virali.

Che cos'è la resistenza agli antibiotici?

Il fenomeno naturale che si esplica come una interferenza nel meccanismo d'azione dell'antibiotico.
L'uso improprio di questi farmaci, così come l'uso vete rinario di antibiotici impiegati nella terapia umana, hanno reso il problema più grave. La resistenza degli enterococchi e degli stafilococchi alla vancomicina è stata accertata in questi ultimi anni.

Le malattie infettive conferiscono un'immunità definitiva?

Non sempre; in molti casi, per esempio nel vaiolo, nel morbillo, nella poliomielite, il processo morboso comporta successivamente un'immunità permanente, mentre in altri la malattia (per esempio influenza, raffreddore ecc.) può essere contratta dallo stesso individuo più volte.

È possibile, e in che modo, ottenere un'immunità contro le malattie infettive?

La prevenzione è in molti casi possibile inducendo uno stato di immunità mediante l'immunizzazione
attiva (vaccinazione). I vaccini sono dati da virus o batteri attenuati o riattivati (uccisi) oppure da macromolecole purificate, ottenute anche con tecniche ricombinanti.

Che cosa si intende per malattie infettive nosocomiali?

Malattie infettive contratte da pazienti ricoverati in ospedale. Questo tipo di patologia appare in aumento (il 5% dei soggetti ospedalizzati contraggono malattie infettive durante il ricovero) sia perché il ricorso all'ospedalizzazione è in crescita sia perché l'uso degli antibiotici è sovente irrazionale, per cui si accentua il fenomeno della resistenza batterica. I batteri che più di frequente sono responsabili di infezioni nosocomiali sono gli stafilococchi e gli enterococchi.

Cosa sono le infezioni opportunistiche?

Infezioni causate da microrganismi, normalmente presenti sul corpo umano o all'interno dell'organismo (sono ospiti della cute, delle vie aeree, digestive, genito-urinarie) e in genere non patogeni, che determinano malattia quando il sistema immunitario dell'organismo è indebolito (depresso). Per esempio nei malati di AIDS si verificano infezioni sostenute da batteri, virus, protozoi e funghi perché i soggetti sono fortemente immunodepressi (riduzione numerica dei linfociti T helper CD4). La polmonite da Pneumocystis carinii è la più frequente tra queste infezioni sia nei malati di AIDS, sia in soggetti affetti da immunodeficienze congenite o in soggetti sottoposti a chemioterapia antineoplastica.
Altre infezioni, come quelle sostenute dal virus Herpes simplex o dal protozoo Toxoplasma gondii colpiscono anche soggetti non affetti dalle malattie suddette.
Anche il micete Candida albicans produce sovente infezioni opportunistiche, così come il Mycobacterium tubercolosis, le Salmonelle e il virus Varicella zoster.

Esiste una correlazione tra alcune malattie infettive e tumori?

È stata dimostrata per l'epatite B e i tumori del fegato, per l'infezione da Helicobacter pylori e certi tumori gastrici, per l'infezione da Papillomavirus e i tumori del collo dell'utero, l'infezione da Herpesvirus di Epstein-Barr e il linfoma di Burkitt, l'infezione da HTVL 1 e il linfoma dei linfociti T, l'infezione da SV40 (virus delle scimmie 40) e il mesotelioma, l'infezione da HHV-8 e il sarcoma di Kaposi.

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