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Influenza

Che cos'è l'influenza?

Una malattia infettiva virale, acuta e molto contagiosa, che provoca febbre, dolori alla testa e alle articolazioni, tosse, raffreddore, mal di gola, infiammazione generale delle vie respiratorie e spesso uno stato generale di debilitazione. Si trasmette per via aerea.

Se ne conoscono con precisione la cause?

Sì; gli agenti eziologici sono i virus influenzali A, B e C della famiglia degli Orthomixovirus.

Quali caratteristiche differenziano l'influenza da un "banale" raffreddore?

Come detto, l'influenza dà origine a una sintomatologia più grave che, rispetto a quella del comune raffreddore, comprende anche inappetenza, emicrania, debolezza e febbre alta (fino a 39°-40°).

Esistono metodi specifici per diagnosticare l'influenza?

La diagnosi clinica è agevole durante i periodi epidemici, mentre nelle forme sporadiche non è possibile differenziarla dalle altre virosi che colpiscono le prime vie aeree. Esistono indagini di laboratorio assai laboriose che non sono entrate nell'uso pratico anche perché l'affezione guarisce spontaneamente.

Che periodo di incubazione ha?

Da uno a tre giorni.

Quanto dura di solito l'influenza?

La fase acuta, caratterizzata da rialzo febbrile continuo, dura 2-4 giorni; segue una progressiva remissione della febbre e della sintomatologia clinica. Sovente permane un senso di profonda astenia che può protrarsi per 1-3 settimane.

Che cosa sottintende il perdurare del rialzo febbrile per più di 4-5 giorni?

Un simile fenomeno significa che all'infezione virale si è probabilmente sovrapposta un'infezione batterica.

Quali sono le principali complicazioni cui può dar luogo l'influenza?

Bronchite e polmonite.

La comparsa di tosse durante il decorso dell'influenza significa necessariamente che si è sviluppata una polmonite?

No; la tosse si sviluppa frequentemente nel corso di un'influenza, facendo seguito a un interessamento delle prime vie aeree da parte del virus.

Quando è opportuno chiamare il medico, in presenza di una malattia delle vie respiratorie?

Quando il rialzo febbrile tende a perdurare per più di 48 ore o la sintomatologia non accenna a migliorare.

Come si cura l'influenza?

Con la stessa terapia comunemente adottata per il comune raffreddore (vedi paragrafo relativo). I medicinali a base di amantadina sono efficaci nel ridurre la gravità dei sintomi se presi entro 24-48 ore dalla comparsa dell'influenza.

Gli antibiotici sono efficaci contro l'influenza?

Essendo causata da virus, gli antibiotici non servono e, quindi, nelle forme non complicate da sovrapposizioni batteriche non vanno usati. Soltanto in casi molto particolari di soggetti in precarie condizioni generali può essere preso in considerazione un trattamento chemioterapico e antibiotico precoce di tipo profilattico, per cercare di evitare complicanze batteriche che potrebbero risultare estremamente pericolose in tali pazienti.

Per quanto tempo è necessario rimanere a letto, osservando un assoluto riposo?

Almeno per altre 24 ore dopo la scomparsa della febbre e l'interruzione della terapia prescritta; tale arco di tempo deve essere prolungato qualora l'influenza abbia provocato una tosse persistente.

Dopo quanto tempo si può riprendere il lavoro?

Soltanto dopo la scomparsa di tutti i sintomi.

L'influenza conferisce un'immunità?

Sì; per un periodo di alcuni mesi, e strettamente limitata al ceppo virale che ha provocato l'infezione.

Esiste una vaccinazione profilattica antinfluenzale?

Sì; attualmente si trovano in commercio vaccini trivalenti, preparati con colture di virus ucciso, che conferiscono di solito un'immunità della durata di 4-6 mesi nel 60- 70% dei soggetti. Il più nuovo è un vaccino monodose a sub-unità (contenente solo gli antigeni purificati dell'emoagglutinina, o CHA) e della neuroaminidasi, NA), cui è stato aggiunto un adiuvante (cioè una sostanza che favorisce la risposta immunitaria nei confronti degli antigeni) e quindi dà una copertura maggiore. Tale vaccinazione è consigliata per tutti i soggetti "ad alto rischio" per le complicanze dell'influenza, cioè cardiopatici, broncopneumopatici cronici, diabetici, anziani e soggetti defedati in generale (oltre che nelle persone ad alto rischio di contagio, quali operatori sanitari, personale di scuole ecc.). La vaccinazione si effettua ogni anno in autunno (e viene eventualmente ripetuta verso la fine dell'inverno) perché il virus influenzale è mutevole e cambia continuamente i propri antigeni di superficie: ogni anno si ripresenta quindi con caratteristiche diverse (nuovi ceppi virali).

Il vaccino antinfluenzale può essere inoculato a chiunque?

No; i soggetti allergici alle proteine delle uova è opportuno che non si sottopongano alla vaccinazione, in quanto i virus utilizzati per allestire il vaccino sono coltivati su uova di gallina. Tranne che questa eccezione, non sono da temersi complicazioni di tale misura profilattica.

Che cosa sono le pandemie influenzali?

Il virus influenzale di tipo A può andare incontro a modificazioni della sua struttura esterna, con brusca comparsa di nuovi sottotipi che, non trovando la popolazione immunizzata, provocano una rapida diffusione in un intero continente o in tutto il mondo (esempi di questo secolo sono: "la spagnola" del 1918, "l'asiatica" del 1957 e "la Hong Kong" del 1968-69).

Quali differenze esistono tra queste forme e quelle sporadiche precedentemente considerate?

A parte le differenze di struttura dei virus responsabili di questa forma di diffusione e la sintomatologia generale più grave che molto spesso le accompagna, le modalità di contagio e le complicanze sono uguali a quanto precedentemente considerato. Anche
per ciò che riguarda la terapia e le misure profilattiche (vaccinazione) persiste l'analogia con quanto visto in precedenza.

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