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Difterite e croup

Che cos'è la difterite?

Una malattia infettiva che insorge in prevalenza nell'infanzia e provoca una caratteristica infiammazione generalizzata della gola, talora del laringe.

Da che cosa è provocata?

Da un bacillo, il Corynebacterium diphteriae o bacillo di Loeffler, il quale produce una potente esotossina che è responsabile della virulenza della malattia.

È una malattia comune?

No; un tempo si manifestava di solito in forma epidemica, ma da quando la vaccinazione antidifterica è divenuta obbligatoria, la malattia insorge abbastanza di rado.

A quale età si può contrarre la difterite?

A qualsiasi età, fatta eccezione per i primi sei mesi di vita, durante i quali si gode di una temporanea immunità congenita trasmessa dalla madre.

La difterite è una malattia grave?

Sì, in quanto può causare temibili infiammazioni del miocardio (miocardite postdifterica) o addirittura la morte per soffocamento qualora, colpendo il laringe, ne provochi l'occlusione o la paralisi delle strutture nervose e muscolari del palato.

Come viene trasmessa?

Per mezzo delle goccioline che il malato emette dal naso e dalla bocca nel parlare, tossire, sternutire ecc.

La difterite può essere trasmessa anche in altro modo?

Sì, tramite oggetti infetti o polvere contenente il bacillo specifico; sono inoltre noti casi in cui la trasmissione della malattia è avvenuta mediante l'ingestione di latte infetto, questo a causa dell'alta resistenza del bacillo nella polvere d'ambiente.

Quali sono i suoi sintomi?

Lieve rialzo febbrile e infiammazione della gola, con formazione di membrane caratteristiche, grigiastre e molto aderenti (le cosiddette pseudomembrane) sulle tonsille o nel faringe. Se il processo morboso interessa anche il naso o il laringe, si hanno notevoli difficoltà di respirazione.

È possibile distinguere la difterite da una comune tonsillite?

Si; la presenza delle pseudomembrane consente al medico di stilare una diagnosi certa.

Esiste un'analisi per accertare se una persona è affetta da difterite?

Sì. Con un tampone di ovatta avvolto all'estremità di una bacchetta metallica si preleva una certa quantità di materiale dalle tonsille o dal naso, approntando quindi una coltura batterica per accertare la presenza o meno del bacillo difterico.

Come si cura questa malattia?

Nel caso si nutra il sia pur minimo sospetto che si tratti di difterite, è necessario ricorrere immediatamente alla sieroterapia, cioè a iniezioni di siero antidifterico.
Essendo la malattia molto grave, è bene iniettare il siero anche se la diagnosi non è certa.

Gli antibiotici sono efficaci contro questa malattia?

Sì, ma non devono essere usati come unico mezzo di cura, bensì per integrare la sieroterapia. In tal caso si ricorre di solito alla somministrazione di elevate dosi di penicillina, che si è dimostrata veramente efficace contro la difterite.

Quali misure è necessario adottare per ovviare alle difficoltà di respirazione causate dalla forma laringea della difterite?

Non appena insorgono simili difficoltà, è necessario chiamare immediatamente il medico; in molti casi occorre praticare una tracheotomia, cioè aprire la trachea con una piccola incisione, in modo da consentire al malato minacciato di soffocamento di respirare.

Che tipo di terapia generale è consigliabile per questa malattia?

Una volta che il processo morboso si è concluso, il malato deve rimanere a letto per almeno una settimana; sia durante il decorso della malattia sia durante la convalescenza è inoltre opportuno fargli seguire una dieta a base di cibi nutrienti, ma che possano essere inghiottiti senza difficoltà, nonché fornirgli un abbondante apporto di liquidi.

La difterite comporta il ricovero in ospedale?

No; se non insorgono complicazioni, il malato può essere curato tranquillamente a casa.

Quali complicazioni possono insorgere?

Le due più temibili sono la paralisi nervosa del laringe e, più raramente, la paralisi dei nervi palatali, con conseguente disturbi e difficoltà sia di deglutizione sia di parola; altra complicazione di notevole gravità è l'insorgere di una miocardite.

La difterite lascia conseguenze permanenti?

Se il suo decorso è stato normale, no.

Dopo quanto tempo si può fare il bagno?

Di solito, circa una settimana dopo la conclusione della malattia.

Quanto tempo dopo la guarigione è consentito riprendere le abituali attività fisiche?

È opportuno attendere due o tre settimane per avere la certezza che non sono insorte complicazioni cardiache.

Quanto tempo dopo la guarigione un bambino può riprendere la scuola?

Dopo circa due settimane.

Il malato affetto da difterite deve essere isolato?

Sì; secondo le leggi sanitarie vigenti nella maggioranza dei paesi, tra cui l'Italia, il malato di difterite deve essere isolato finché non risultino negativi almeno tre esami consecutivi, eseguiti a intervalli di tre giorni, del muco faringeo o nasale.

La difterite lascia un'immunità permanente?

Di solito, sì.

È possibile accertare la presenza o meno di tale immunità?

Sì, mediante la cosiddetta reazione di Schick, che consiste nell'iniettare nell'a vambraccio una dose minima di tossina difterica: se l'individuo è immune, cioè nel suo sangue sono presenti anticorpi in grado di neutralizzare l'azione locale della tossina, non si ha alcuna reazione; in caso contrario, dopo un certo numero di ore, nel punto dell'iniezione compaiono arrossamento e gonfiore, dovuti all'azione infiammatoria della tossina. Questa reazione raggiunge il massimo dopo 4-7 giorni.

Esiste la possibilità di immunizzarsi contro tale malattia?

Sì; tutti i bambini devono essere sottoposti a vaccinazione antidifterica, che si dimostra efficace nella quasi totalità dei casi e consta di una serie di iniezioni di esotossina difterica ricombinante inattivata. Si deve alla vaccinazione se la difterite è diventata oggi una malattia rara.

A quale età è necessario vaccinare un bambino contro la difterite?

In Italia tale vaccinazione è obbligatoria nel primo anno di vita (con dosi al secondo, quarto e quindicesimo mese) e di solito è associata a quelle antitetanica e antipertosse (DPT) o antipolio.

Sono necessarie vaccinazioni di richiamo? Che cosa è necessario fare se si è venuti a contatto con un malato di difterite?

In simile eventualità, qualsiasi bambino o adulto deve sottoporsi a sieroterapia; le dosi del siero antidifterico vengono stabilite dal medico a seconda dei casi.

Le persone venute a contatto con malati di difterite devono essere isolate?

Generalmente no; è tuttavia opportuno che queste persone si sottopongano a prelievo del muco faringeo o nasale, in modo che, con apposite colture, sia possibile accertare se tra loro vi siano portatori sani di bacilli difterici.

Che cosa si intende per "portatore sano di bacilli difterici"?

Con tale espressione si indica un individuo che, senza risentirne il minimo disturbo perché immune, ospita nella gola questi agenti patogeni e quindi può costituire una temibile fonte di contagio. Poiché il numero di simili portatori è abbastanza elevato (anche se in costante diminuzione) è essenziale che le persone venute a contatto con malati di difterite vengano sottoposti ad accurati esami, per evitare l'ulteriore diffusione del contagio.

I casi di difterite sono attualmente numerosi?

No; grazie all'obbligatorietà delle vaccinazioni preventive, questa malattia è ormai rara, e la sua sporadica comparsa si registra quasi esclusivamente in quelle zone (poche, per fortuna) in cui queste norme sanitarie non vengono rispettate.
Tuttavia sono necessari una continua sorveglianza e un tempestivo riconoscimento di ogni singolo caso della malattia, in modo da evitarne la diffusione in forma epidemica.
Recenti recrudescenze della malattia si sono infatti verificate in Russia.

Che cos'è il croup?

Una laringite in forma acuta e grave, causata dal bacillo difterico.

Che cos'è la laringite?

Un'infiammazione del laringe, caratterizzata da arrossamento della mucosa laringea, sensazione di bruciore alla gola, catarro o tosse. Nei bambini da uno a cinque anni assume spesso la forma definita "laringospasmo" o "laringite stridula", così chiamata perché l'inspirazione è accompagnata da un suono simile a stridore.

Come si manifesta il croup?

I primi sintomi di questo processo infiammatorio sono costituiti da respirazione difficile, con inspirazione sovente accompagnata da stridore, raucedine o afonia (cioè perdita completa della voce), tosse dal suono spesso abbaiante e febbre. Nelle forme lievi, il rialzo febbrile è modesto, mentre in quelle più pesanti può, in determinate condizioni, assumere una certa gravità.

Quando insorge di solito?

Di notte; durante il giorno la sua sintomatologia si attenua per peggiorare nuovamente la notte successiva.

Nelle forme lievi, quanto dura di solito?

Da uno a tre giorni circa.

In simili casi, come si cura?

a) Con inalazioni o, più semplicemente, suffumigi; in quest'ultimo caso, occorre far attenzione a non provocare ustioni;
b) costringendo il malato a vomitare, o con emetici o spingendogli in gola un cucchiaio: con tale accorgimento, si riesce spesso a fargli espellere un grumo di muco che gli ostruiva la gola;
c) tenendo nella stanza un vaporizzatore, per conservare nell'ambiente un certo grado di umidità.

Il croup è suscettibile di ricadute?

Sì; le persone, e soprattutto i bambini, che siano stati affetti già una volta da questa malattia tendono, nei due o tre anni successivi, a esserne colpiti di nuovo ogni volta che soffrono di una qualsiasi infezione delle vie respiratorie.

Le forme gravi di questa malattia necessitano di una terapia particolare?

Sì, in quanto comportano il pericolo di soffocamento.

Che cosa occorre fare in simili casi?

Se le notevoli difficoltà che il malato incontra nel respirare non vengono alleviate dalle inalazioni e dai medicinali prescritti dal medico, è assolutamente necessario il ricovero in ospedale.

Quali misure terapeutiche vengono adottate in ospedale per combattere le forme più gravi di croup?

Anzitutto la somministrazione di ossigeno, che in molti casi porta a un sensibile miglioramento della respirazione; se ciò non si verifica, può essere necessaria una tracheotomia.

Che cos'è la tracheotomia?

Un intervento chirurgico che consiste nell'apertura della trachea mediante una piccola incisione, in modo da consentire alla persona minacciata di soffocamento di respirare (vedi anche capp. XXX, Otorinolaringoiatria; XXXII, Pronto soccorso).

Gli antibiotici risultano efficaci contro il croup?

Nelle forme leggere è di solito inutile ricorrere alla loro somministrazione, che risulta invece di notevole efficacia per le forme di una certa gravità.

Che tipo di dieta occorre far seguire alle persone affette da questa malattia?

È opportuno dar loro solo liquidi caldi e cibi teneri.

È possibile prevenire il croup?

No, se si eccettua il fatto che è necessario che nei vari ambienti della casa, nelle camere da letto in particolare, vi sia un giusto grado di umidità.

Questa infiammazione del laringe ha conseguenze permanenti?

Di solito, no; nella maggioranza dei casi, infatti, si raggiunge la completa guarigione.

La persona affetta da croup deve evitare il contatto con altri?

Sì; trattandosi di una malattia contagiosa, è opportuno adottare quelle misure precauzionali che normalmente si richiedono per qualsiasi infezione delle vie respiratorie.

Le persone allergiche sono più soggette a questa malattia?

Sì.

Si tratta di una malattia stagionale?

Sì, la si riscontra con maggior frequenza in autunno e in inverno.

Una volta guariti, dopo quanti giorni si può uscire di casa?

Se la malattia era in forma leggera, dopo 2-3 giorni; se di una certa gravità, dopo 5-7.

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