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Splenectomia

L'ingrossamento della milza richiede sempre l'intervento chirurgico?

No; per portare a tale decisione, sono necessari altri reperti ematologici. Certe condizioni morbose — come il morbo di Hodgkin, la leucemia, la malattia di Gaucher, la cirrosi epatica — raramente traggono beneficio dall'asportazione della milza. Oggi, inoltre, la splenectomia è in molti casi posta in secondo piano da trattamenti farmacologici di notevole efficacia.

Quali malattie traggono vantaggio dalla splenectomia?

a) Certi casi di ipersplenismo;
b) i tumori primari della milza;
c) le lesioni traumatiche.

Quali malattie possono riportare occasionalmente vantaggio dall'asportazione della milza?

a) La malattia di Gaucher;
b) l'anemia mediterranea;
c) l'anemia falciforme.

Sono le dimensioni della milza a determinare la necessità dell'intervento?

No; alcuni dei risultati migliori si ottengono operando casi nei quali la milza è solo leggermente ingrossata o non lo è affatto.

Quando l'asportazione della milza diventa un intervento d'emergenza?

Quando è lesa, l'intervento va eseguito immediatamente quale unico mezzo per salvare la vita del paziente.

La splenectomia è un'operazione grave?

No. Il tasso di mortalità per tale intervento è molto basso, a eccezione dei casi nei quali l'operazione è eseguita su pazienti moribondi o che si trovano negli stadi finali della malattia.

In quali casi è dannoso asportare la milza?

Vi sono casi molto rari nei quali, attualmente, l'asportazione della milza si rivela dannosa e, come detto, ci sono poi gravi malattie in cui non arreca alcun beneficio.

Dopo l'asportazione della milza si può condurre una vita normale?

Sì, purché si noti un miglioramento della malattia per la quale la milza è stata asportata.

Dopo l'asportazione della milza altre strutture dell'organismo ne assumeranno le funzioni?

Sì; il midollo osseo e certe cellule, chiamate reticolo-endoteliali.

Le malattie della milza possono guarire spontaneamente, senza alcun trattamento?

No; e non esistono neppure trattamenti o medicinali in grado di guarire le più gravi malattie della milza.

Che tipo di anestesia si pratica per la splenectomia?

L'anestesia generale (narcosi per inalazione).

Quali sono le misure preoperatorie specifiche necessarie prima dell'intervento?

In certi casi, trasfusioni di sangue e somministrazione di vitamine sono necessarie per migliorare lo stato generale del paziente. In altri casi può essere necessaria la somministrazione di cortisone, o sostanze similari, prima, durante e per qualche tempo dopo l'intervento.

Quanto tempo è necessario per portare a termine una splenectomia?

Dai tre quarti d'ora alle due ore, a seconda delle dimensioni dell'organo e della presenza o meno di aderenze con gli organi adiacenti.

Dove viene praticata l'incisione?

Nella regione superiore sinistra dell'addome, per una lunghezza di 12-20 centimetri.

Quali speciali misure postoperatorie sono necessarie?

Per verificare il grado di miglioramento del paziente, debbono essere eseguiti frequenti esami del sangue che suggeriranno quali medicinali devono essere prescritti. Nel periodo postoperatorio sono spesso praticate trasfusioni e somministrati vitamine e medicinali a base di steroidi, come il cortisone.

Se l'intervento ha avuto buon esito, quanto tempo dopo la splenectomia scompare la tendenza all'emorragia?

Immediatamente o entro pochi giorni.

È necessaria la presenza di personale infermieristico specializzato dopo interventi sulla milza?

Sì, per qualche giorno.

Quanto tempo dopo l'intervento il paziente può lasciare il letto?

Entro uno o due giorni.

La milza può ricrescere una volta asportata?

Nell'eseguire una splenectomia è necessario accertarsi della presenza o meno di milze accessorie. La milza principale, una volta asportata, non ricresce nuovamente, ma milze accessorie possono aumentare di volume sino a raggiungere dimensioni notevoli, se non asportate anch'esse durante l'intervento.

Che cosa sono le milze accessorie?

Sono piccole formazioni, usualmente delle dimensioni variabili da un grano di miglio a un uovo, di struttura identica a quella della milza principale, situate nelle sue vicinanze. Si riscontrano in piccola percentuale tra gli individui normali.

Dopo l'asportazione della milza si hanno conseguenze a carattere permanente?

No, il paziente conduce vita normale, o comunque si ritrova nelle condizioni che precedevano l'intervento.

È imprudente restare incinta dopo la splenectomia?

No, a meno che la milza non sia stata asportata con la speranza di ottenere un miglioramento in malattie quali leucemia o tumori maligni: in tal caso sono tali malattie che sconsigliano una gravidanza.

Dopo la splenectomia è possibile:

lasciare l'ospedale fare il bagno uscire di casa salire le scale accudire alla casa guidare l'auto riprendere i rapporti sessuali riprendere il lavoro riprendere tutte le attività fisiche dopo 12-16 giorni dopo 2 settimane dopo 12-14 giorni dopo l2-14 giorni dopo 6-8 settimane dopo 6-8 settimane dopo 6 settimane dopo 8 settimane dopo 8-10 settimane

Il paziente deve farsi controllare periodicamente dopo la splenectomia?

Sì. È particolarmente importante eseguire esami del sangue a intervalli di alcune settimane per accertare se il tempo di coagulazione tende a ritornare alla norma, se lo stato anemico è migliorato e se si possano ristabilire una normale emopoiesi ed emocateresi. L'esame del midollo osseo può pure essere eseguito al fine di ottenere altri dati sulla produzione di globuli del sangue.

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