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Anemie

Che cosa si intende per anemia?

In medicina, si parla di anemia quando il numero dei globuli rossi o il loro tasso di emoglobina è diminuito al punto da risultare inferiore ai valori considerati normali.

Come si manifesta?

La conseguenza più importante dell'anemia è costituita dal minor apporto di ossigeno ai tessuti, il che provoca una sensazione di debolezza e stanchezza, pallore della carnagione, mal di testa, respiro affannoso a qualsiasi sforzo fisico, anche minimo, e "palpitazioni" cardiache.

Il colorito della carnagione è un elemento determinante per giudicare se una persona è anemica?

No, se l'anemia non è molto accentuata, non provoca infatti alterazioni sostanziali nel colorito naturale di una persona. Vi sono inoltre molti individui che pur presentando un certo pallore, non sono affatto anemici.

Esistono diverse forme di anemia?

Sì; la loro distinzione viene di solito operata in base alla causa che le ha determinate.
Fondamentalmente si possono distinguere quattro gruppi di anemie:
a) le anemie da perdita ematica acuta o cronica;
b) le anemie provocate da mancanza di vitamine o da mancanza di ferro;
c) le anemie dovute a difetti di produzione da parte del midollo osseo;
d) le anemie da distruzione dei globuli rossi.

Anche le persone robuste od obese possono essere anemiche?

Sì, senza dubbio.

Esiste correlazione tra abitudini alimentari e anemia?

Sì; una dieta carente in ferro e vitamine è infatti una delle cause possibili e abbastanza frequenti di anemia.

Quale ruolo riveste l'avitaminosi nell'instaurarsi di un'anemia?

La carenza di vitamina B e C, come si riscontra per esempio in presenza di beri-beri e scorbuto, può dar origine a gravi forme di anemia, mentre gli stati meno accentuati di avitaminosi possono costituire uno dei fattori scatenanti di tale malattia. Cosi l'anemia può essere provocata anche dalla carenza di altre due vitamine (la B 12 e l'acido folico).

È normale l'insorgere di uno stato anemico in conseguenza delle mestruazioni?

No; tale fenomeno si verifica solo quando i flussi mensili sono eccessivamente copiosi o si producono altre emorragie vaginali di origine patologica.

Le perdite ematiche di minor entità, ma protratte per un certo tempo, per esempio le emorragie conseguenti a emorroidi o ad altri processi morbosi rettali, possono portare allo sviluppo di anemia?

Sì, senza dubbio.

Come si può accertare se si è anemici?

Con un esame emocromocitometrico.

Quali sono i principali tipi di anemia?

Anemia sideropenica, anemia delle malattie croniche, anemia macrocitica megaloblastica (anemia perniciosa), anemia emolitica (anemia mediterranea, anemia drepanocitica), anemia aplastica, anemia da emorragie.

Che cos'è l'anemia sideropenica?

È una delle più frequenti forme di anemia, dovuta alla carenza di ferro.

Come si diagnostica l'anemia sideropenica?

Oltre all'esame clinico e a quello emocromocitometrico, sono eseguiti sul sangue i dosaggi del ferro circolante (sideremia), del ferro di riserva (ferritina) e della transferrina (per valutare la capacità di trasporto delle molecole di ferro da parte di particolari proteine). Nell'anemia sideropenica i globuli rossi si presentano più piccoli (microcitici) e ipocromici, cioè con ridotto contenuto di emoglobina.

A quali cause può essere dovuta l'anemia sideropenica?

A un apporto insufficiente di ferro con la dieta, a un aumentato fabbisogno per cause naturali (come avviene per i bambini, gli adolescenti e le gestanti), o a malattie in cui vi siano perdite emorragiche continue o ripetute (ulcera gastrica o duodenale, tumori gastrointestinali) oppure a malattie croniche.

Che cos'è l'anemia delle malattie croniche?

È un'anemia molto particolare e frequente che si instaura nel corso delle malattie croniche, dovuta a un anomalo accumulo di ferro in particolari cellule (i macrofagi), che lo sottraggono in tal modo ai globuli rossi.

Che cosa sono le anemie macrocitiche megaloblastiche?

Anemie in cui il midollo osseo, per alterazioni nella sintesi del DNA a causa di carenza di vitamina B 12 o di folati, produce - invece che globuli rossi maturieritroblasti (cellule progenitrici degli eritrociti) di grandi dimensioni, ma incapaci di trasportare l'ossigeno. La carenza vitaminica può conseguire a dieta povera, a ridotto assorbimento intestinale (come, per esempio, nella celiachia), ad aumentato fabbisogno e consumo (per gravidanza, accrescimento, ipertiroidismo, neoplasie ecc.).

Che cos'è l'anemia perniciosa, o anemia di Addison-Biermer?

Questa anemia, così denominata perché un tempo si aggravava progressivamente, senza possibilità di guarigione (oggi viene invece risolta dalla terapia vitaminica), è la più rilevante tra le anemie megaloblastiche da carenza di vitamina B 12. Il ridotto assorbimento di questa vitamina avviene per carenza di fattore intrinseco e si verifica particolarmente in soggetti anziani o in associazione con malattie autoimmuni. La sua patogenesi potrebbe essere di tipo autoimmune.

Che cosa si intende per "fattore intrinseco"?

Una glicoproteina specifica, prodotta dalle ghiandole gastriche, che consente l'assorbimento della vitamina B 12 nell'intestino.

Quali sono gli elementi che consentono di diagnosticare con sicurezza questa forma di anemia?

a) I referti caratteristici dell'esame microscopico del sangue;
b) l'assoluta mancanza di acido cloridrico nel succo gastrico, risultante dall'analisi del contenuto dello stomaco;
c) il dosaggio della vitamina B 12.

Che cosa si intende per anemia emolitica?

È una forma di anemia causata da una distruzione di globuli rossi più elevata della norma e, comunque, eccessiva. Questa distruzione (emolisi) può essere dovuta a difetti congeniti esistenti nel globulo rosso stesso, oppure essere secondaria a intossicazioni da veleni specifici o da sierotossine, a processi infettivi o ad altre malattie, per un totale di oltre cento tipi diversi di questa anemia.

Che cos'è l'anemia mediterranea?

È un'anemia emolitica congenita, propria delle regioni mediterranee, più nota come talassemia o, nella sua forma più grave, morbo di Cooley. È dovuta a un difetto congenito di produzione di alcune porzioni delle molecole dell'emoglobina.
In Italia è frequente nel delta padano, nelle isole e in Toscana.

La talassemia è una malattia grave?

È gravissima, tanto da essere letale se non si interviene con una terapia emotrasfusionale .

Che cos'è l'anemia drepanocitica?

Una forma di anemia emolitica congenita, chiamata anche drepanocitosi o anemia a cellule falciformi (o, più semplicemente, anemia falciforme), che si riscontra quasi esclusivamente nella razza negra ed è caratterizzata dalla forma a falce dei globuli rossi. A causa di un difetto dell'emoglobina, queste cellule (drepanociti) hanno una vita media di 11 giorni, anziché dei normali 120. Si tratta di una malattia ereditaria.
Oggi è noto che una mutazione puntiforme è responsabile della sostituzione di un amminoacido (acido glutammico) con un altro (valina) nella molecola dell'emoglobina, e che da questa dipende la deformazione a falce dei globuli rossi.

Che cos'è l'anemia aplastica?

È una anemia conseguente a una riduzione della funzione emopoietica midollare.
Può essere raramente congenita (per esempio, l'anemia di Fanconi), più di frequente è
acquisita; in quest'ultimo caso è sovente associata a malattie virali o neoplastiche (tumori del timo), per cui alcuni studiosi ritengono abbia una eziopatogenesi di tipo autoimmune.

Come si curano le anemie?

La terapia dipende essenzialmente dalla causa delle singole forme di anemia.
Se si tratta di anemie carenziali è necessaria la reintegrazione della sostanza mancante; in presenza di forme di origine tossica, occorre eliminare dalla dieta o dall'ambiente del malato il fattore causale; qualora l'anemia sia molto accentuata, è infine necessario ricorrere, come misura terapeutica a effetto temporaneo, a trasfusioni di sangue.

Le trasfusioni di sangue costituiscono una misura terapeutica veramente efficace contro la maggioranza delle anemie?

No. Per curare radicalmente queste malattie, è necessario individuarne la causa originaria, mentre le trasfusioni di sangue arrecano semplicemente un temporaneo beneficio, per lo meno nella maggioranza dei casi: costituiscono infatti un'eccezione al riguardo gli eventi in cui la trasfusione viene praticata per compensare un'improvvisa perdita di sangue, e alcune emoglobinopatie come l'anemia falciforme, in cui il trattamento trasfusionale sembra prevenire complicanze cerebrali.

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